Confesso che mi sono affidato alle cure di un dentista scelto tramite un invito pubblicitario di Groupon. L'ho fatto, incuriosito, e per verificare quale sarebbe stato il trattamento riservatomi.
Forse "condizionato dalla televisione mi sono coportato nello stesso modo di come ci hanno insegnato in televisione quelli delle Iene, ma non avevo il vestito nero.
Da tempo pensavo di fare la prova poi la notizia della condanna da parte dell'Antitrust della FNOMCeO sulla pubblicità mi ha convinto a provare.
Il percorso giudiziario a cui si è affidata la FNOMCeO dirà come andrà a finire la storia, anche se temo che l'atteggiamento dei giudici non possa cambiare rispetto a quanto indicato dall'Autority, coerente con il principio che da anni circola liberamente in Europa, che ha già sdoganato la libera circolazione di uomini e capitali. Questo principio utilitaristico sposa tutto ciò che serve a far diminuire i costi per il cittadino paziente, piuttosto che per il cittadino utente, e relega tutto il resto, quanto le varie categorie difendono, a mero interesse di parte.
Questo significa che, grazie alla guerra sui prezzi, siamo in piena deregulation anche sulla salute ed è giusto che io tema per la salute del cittadino paziente, soprattutto per il cittadino meno informato e meno abbiente.
Allora eccomi pronto, mi sono iscritto al sito e la prima offerta di Groupon non si è fatta attendere, ho controllato solo il nome del professionista per verificare che non fossimo stati ultimamente in contatto per lavoro, in modo da non essere riconosciuto prima di essere curato come paziente ed ho così acquistato via mail un pacchetto ad Euro 44,90 per detartraggio e sbiancamento.
Ho diligentemente seguito la trafila: ho chiamato in studio ed ho fissato un appuntamento, dove mi è subito stato detto che le sedute sarebbero state due perché dopo il detartraggio e la prima visita non si sarebbe potuto procedere con lo sbiancamento dei denti vitali; per evitarmi fastidi o problemi con il parodonto.
Incipit perfetto ho pensato. Peccato che nel giorno e all'ora prefissati, io sia stato in ritardo, che io abbia prontamente avvisato lo studio del mio ritardo e che, molto bonariamente, mi sia stato detto di presentarmi ugualmente. Così avevo evidentemente sconvolto l'agenda degli appuntamenti ed infatti mi sono ritrovato, dopo una giusta, leggera ed inevitabile attesa, a vedermi sovrapposto ad altre due persone che si sono invece regolarmente presentate all'appuntamento.
Nel frattempo avevo già compilato la scheda coi miei dati e così, gentilmente l'assistente mi ha fissato l'appuntamento per un altro giorno quando, invece, mi sono educatamente presentato puntuale.
Nessuna attesa in quella che era una sala d'attesa moderna, accogliente e non certo ricavata con i divani scartati dalla casa di montagna.
Una rapida visita in sala sterilizzazione, per tranquillizzarmi ed esaudire una mia precisa richiesta, che era semplicemente quella di controllare il processo, le macchine e che ci fosse l'autoclave in classe B.
Le sale operative erano due, entrambe adeguatamente attrezzate (un riunito è addirittura uno STERN 300 con tanto di sistemi di disinfezione integrale) e sono stato fatto accomodare nello studio principale che profumava di disinfettante, in ordine e con alle pareti fotografie di barche a vela e del centro velico di Caprera; cosa che per me, velista, mi ha messo subito a mio agio.
L'odontoiatra che mi ha visitato ha effettuato personalmente il detartraggio, per poi indicarmi un piano di cura e dirmi che, sostanzialmente, non avevo bisogno di altre cure.
A quel punto mi sono presentato dichiarando lo scopo preciso della mia visita e lì , giustamente, ho visto il medico (è un mio coscritto: seconda metà del secolo precedente) stupirsi e rammaricarsi sinceramente di non avermi riconosciuto.
Nulla di particolare visto che non avevamo avuto grandi frequentazioni ed il suo stupore ed il suo rammarico mi sono parsi reali.
Rifiutando io il secondo appuntamento per lo sbiancamento dei denti vitali, da parte sua mi è stata proposta una seduta di sbiancamento con un apparecchio per la profilassi a bicarbonato, cosa che ho invece accettato ed effettuato. Il tempo di fare quattro chiacchiere sul settore dentale e sulla zona (siamo ai confini della "Stalingrado italiana", così soprannominata con orgoglio ed amore dai Sindacalisti sessantottini, che oggi è l'ombra di una Milano da bere, senza più la Breda, la Falk e la Pirelli e con una conseguente crescita della falda freatica di almeno tre metri, ma senza più impiegati ed operai: tanti pensionati ed immigrazione multicolore a macchia di leopardo), e mi è stata stampata la fattura numero 251 con l'intestazione dello studio e non di Groupon, unitamente ad uno spazzolino da viaggio e ad una lettera di ringraziamento dello studio.
La mia idea preconcetta che sarei potuto incappare in un dentista trinariciuto con uno studio inadeguato, sporco e non dotato di attrezzature adeguate a preservarmi dalle tanto vituperate contaminazioni crociate si era dissolta. Avevo incontrato un professionista serio, socio ANDI, con uno studio più che decoroso ed adeguato che aveva lavorato ma che oggi si trova in una zona ad evidente difficoltà economica e che ha cercato di reagire, stringendo la cinghia e - sicuramente - caricandosi di costi pur di farsi pubblicità e vedere entrare nuovi pazienti.
Ovviamente non lascerò il mio dentista di fiducia che da decenni mi conosce e mi segue, ma se non fossi stato così a lungo nel dentale, fossi stato residente in zona e non avessi avuto un mio dentista, sarei quasi sicuramente ritornato . Ed infatti così mi sono espresso quando Groupon mi ha rimandato una mail per chiedermi un feed back sul "pacchetto da me acquistato".
Ok, questo "del pacchetto" è un vizio del sistema che ci offre così il destro per continuare a vivere bene nel dentale. Basta saper cogliere il messaggio e che la smettiamo di combattere guerre di retroguardia. Si inizi dunque, nelle sedi competenti, l'unica vera guerra che salverà il settore dentale: ergersi a paladini dei diritti del cittadino paziente e difenderne la salute, dichiarandolo alle istituzioni e facendolo sapere ai pazienti. Smettere di perdere soldi e tempo ad inseguire chimere ed aiutare i miei compagni di università (di facoltà ben diverse ovviamente), per decenni vessati e castrati dai vari ordini al grido di "morte alla pubblicità", per dar loro gli strumenti per difendersi ed aggredire correttamente il mercato coi messaggi adeguati a tutela della salute del cittadino paziente, che deve tornare a riempire i loro studi.
A cura di: Maurizio Quaranta, vice-presidente dell'ADDE e consigliere ANCAD
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