La dott.ssa Mara Ziliotto racconta la sua esperienza con l’utilizzo di MyLunos® e del trealosio
Lavoro ormai da parecchio tempo e, come è naturale che sia, ho le mie preferenze ben consolidate sugli strumenti che ho a disposizione. Negli ultimi anni, con qualche difficoltà iniziale perché cambiare la routine non è mai facile, ho introdotto l’uso delle polveri nella quotidianità e per me è stato un punto di svolta. Non mi riferisco al mondo di un protocollo operativo molto studiato e di certo affascinante che richiede però un cospicuo investimento in termini di denaro e di formazione e che non tutti gli studi hanno la possibilità o la voglia di affrontare, ma alla possibilità di disporre di un dispositivo semplice e relativamente poco costoso, alla portata di tutti, che mi consente di eseguire una rimozione del biofilm sopragengivale veloce e minimamente invasiva.
Negli appuntamenti iniziali (step 1 per i pazienti parodontali, ma anche nei piani di prevenzione di tutti i pazienti: sani, cariorecettivi, in terapia ortodontica, ecc.) così come in terapia di supporto, inserisco un apribocca, applico un rivelatore di placca ed eseguo una procedura di PMPR veloce, atraumatica e gradevole per il paziente.
Questa impostazione di lavoro è ottimale, quando tutto funziona.
Sono certa che chiunque abbia usato erogatori aria-acqua-polvere a riunito è incappato in problemi di intasamento e di perdita di efficienza del dispositivo se la manutenzione dello stesso non è stata attenta e tempestiva. Con mia sorpresa, con l’utilizzo di MyLunos® e del trealosio non ho più avuto problemi. Non per miracolo e nemmeno perché il trealosio sia la polvere migliore del mondo. Sta tutto nelle caratteristiche chimiche della molecola: il trealosio è molto leggero, ha una bassa capacità igroscopica ed è altamente solubile in acqua.
Queste proprietà sono chiaramente percepibili durante l’uso.
La bassa densità (1,22 g/cm3) conferisce leggerezza alla polvere e la versione a 30 μm (Lunos® Perio Combi) risulta molto delicata su tessuti duri e molli, anche a detta dei pazienti. Per curiosità, anche per avere una misura del feedback dei pazienti, l’anno scorso ho trattato una trentina di pazienti in split mouth: metà bocca con glicina 25 μm, metà con trealosio 30 μm.
Nessuno si è espresso con decisione a favore dell’uno o dell’altro prodotto quanto a comfort, qualcuno ha segnalato la differenza di gusto: molto delicato quello del trealosio, un po’ troppo dolce quello della glicina. Anch’io sono stata trattata nello stesso modo da una collega e, devo essere sincera, se non avessi individuato la glicina dal sapore non avrei saputo riconoscere le due polveri.
Esiste anche una versione di Lunos® a granulometria di 65 μm (Lunos® Gentle Clean) ma l’ho usata pochissime volte alla fine della seduta per completare la rimozione delle pigmentazioni (un air-polishing un po’ datato!), cioè per una finalità diversa da quella per la quale ho introdotto le polveri nella pratica quotidiana e quindi cito questo prodotto solo per completezza di informazioni.
Il potere igroscopico è la capacità di una sostanza di assorbire l’acqua dall’ambiente circostante. Una sostanza poco igroscopica, dunque, assorbe poca acqua, non disidrata (questo è una delle ragioni per cui il trealosio è molto utilizzato nei colliri per la sindrome dell’occhio secco). Nell’applicazione clinica, in effetti, si ha la sensazione che l’acqua in circolazione sia tanta e che i tessuti, nonostante la potenza della doppia aspirazione, restino perfettamente idratati.
Ma la proprietà senza dubbio più interessante e in assoluto più evidente anche senza esserne a conoscenza è l’elevata solubilità: ci vogliono quasi 7 etti di trealosio per saturare un litro d’acqua.
Il flusso aria-acqua-polvere che si genera è talmente trasparente che si ha la sensazione che dal dispositivo esca uno spray solo di aria e acqua, come se il trealosio non ci fosse, nemmeno quando il getto impatta sulle superfici si creano impacchi o addensamenti di polvere, cosa che invece ho notato con altre sostanze.
Riprendo qui il discorso della buona funzionalità dei dispositivi a riunito e del fatto che con il trealosio non ho più avuto problemi di intasamento. Il manipolo MyLunos® è costruito in modo da poter essere lavato all’interno diversamente da qualsiasi altro dispositivo per air-polishing. L’iniezione di una siringa di acqua tiepida nei condotti scioglie completamente gli eventuali residui di polvere e l’apparecchio torna come nuovo.
Manutenzione semplice e velocissima.
L’ultima osservazione che voglio condividere è l’impatto minimo che il trealosio ha sulle strutture interne del riunito. L’elevata solubilità, infatti, impedisce che si formino precipitati in grado di intasare filtri, dotti di aspirazione e reflui, soprattutto quando l’utilizzo delle polveri è continuativo. Non è cosa da poco. C’è altro? Sì. MyLunos® si sterilizza completamente.
A cura di: Dott.ssa Mara Ziliotto, igienista dentale, responsabile delle attività tecnico-pratiche del CDU/CL in Igiene Dentale presso l’Università degli Studi di Bologna 2001-2004 e 2008-2009. Professore a contratto per il corso “Scienze e Tecniche di Igiene Dentale” presso l’Università degli Studi di Bologna dal 2003 al 2017. Libera professionista in Padova.
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