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31 Ottobre 2008

Complicanze dei siti donatori di prelievo sseo intraorali ed extraorali

di M. Chiapasco, A. Rossi, S. Sportelli, F. Di Leo, M. Boisco


Negli ultimi decenni l’utilizzo di impianti osteointegrati per la riabilitazione di pazienti edentuli si è dimostrata una metodica sicura e predicibile.
Non essendo sempre possibile l’inserimento immediato di impianti nelle aree edentule, a causa di deficit ossei mono-bi o tridimensionali dei processi alveolari, molti autori hanno considerato l’utilizzo di tecniche ricostruttive pre-implantari finalizzate al ripristino di una corretta morfologia tissutale.
In particolare la ricerca ha focalizzato la propria attenzione sia su materiali da innesto provenieti dall’industria (alloinnesti, xenoinnesti,omoinnesti),sia sull’utililizzo di osso autologo prelevato da diversi siti intra ed extra orali.
Dopo una revisione della letteratura più recente sulla morbidità dei più comuni siti donatori di osso autologo, gli autori hanno effettuato uno studio retrospettivo su una casisitica di oltre 1000 pazienti per indagare l’insorgenza di complicanze a livello delle sedi di prelievo osseo più utilizzate per la ricostruzione preimplantare delle ossa mascellari. Tra i siti donatori intraorali, indicati in caso di difetti limitati, il ramo mandibolare è risultato essere quello gravato dal minor numero di complicanze; tra le sedi di prelievo extraorali, utilizzate per la ricostruzione dei difetti più estesi, la calvaria è quella caratterizzata dalla minor morbidità. Altri fattori che concorrono nella scelta del sito donatore sono la qualità dell’osso necessario alla ricostruzione, l’esperienza dell’operatore e l’accettabilità da parte del paziente.
Dall’analisi dei risultati si evince che, nonostante la presenza di complicanze, l’utilizzo degli innesti ossei sia una tecnica pre-implantare affidabile, predicibile con percentuali di insuccesso assolutamente accettabili.

Complications of autogeneous donor sites for alveolar bone reconstruction
Dental rehabilitation of partially or totally edentulous patients with oral implants has become common practice in the last decades, with reliable long-term results(Albrektsson et al. 1986; van Steenberghe et al. 1989, 1990; Lindquist et al. 1996; Buser et al. 1997;). However, unfavorable
local conditions of the alveolar ridge, due to atrophy, periodontal disease and trauma sequelae, may provide insufficient bone volume or unfavorable vertical, transverse, and sagittal interarch relationship, which may render implant placement impossible or incorrect from a functional and esthetic viewpoint.
The use of bone grafts taking from intraoral or extraoral site seems to be a predictable technique for the correction of the facial jaws atrophy.
After reviewing the most recent literature about bone harvesting, bone grafting, morbidity of the most common intraoral and extraoral donor sites, the Authors present a review of morbidity associated with bone harvest in more than 1000 patient. Data reported seem to show that bone
augmentation of atrophic edentulous ridges with bone grafts is an acceptable procedure that may allow to maintain the initial bone gain without important complications linked to the donor site.



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