Il crescente utilizzo della chirurgia implantare ha reso quasi di routine il rialzo del seno mascellare che rimane però una procedura estremamente complessa perché comporta alterazioni anatomiche e interferenze con la fisiologia sinusale. Appare dunque estremamente interessante la proposta della tecnica mininvasiva presentata da Giorgio Carusi, Marco Salin e Mario Scilla nel libro "Tecnica MISE - Procedure chirurgiche" edito da Edra.
La tecnica Minimal invasive sinus elevation, conosciuta appunto con l'acronimo MISE, per la semplicità di esecuzione e l'ottimo decorso postoperatorio presenta innumerevoli vantaggi per il clinico e il paziente. Gli autori illustrano la tecnica nel dettaglio, con l'ausilio di numerose foto, e sottolineano l'importanza di eseguire in modo preciso le varie fasi collegate all'utilizzo dell'apposito kit di frese. L'alta percentuale di successo è ampiamente documentata dalla ricca casistica degli autori che hanno dato al volume un'impostazione pratica e di grande efficacia didattica.
Come spiega Marco Salin, "esistono tante tecniche per rialzare il seno mascellare, ma quella che è stata messa a punto dal dottor Carusi è una tecnica minimamente invasiva e ha una morbidità per il paziente veramente minima. Sono già più di dieci anni che la adottiamo con risultati eccellenti che abbiamo documentato nel libro.
La mininvasività e il semplice utilizzo costituiscono i due principali vantaggi della tecnica Mise: «è una tecnica non operatore-sensibile quindi va studiata ma poi la può fare chiunque, inoltre non prevede l'uso del martello che si usa in altre tecniche mininvasive come quella di Summers e che al paziente dà molto fastidio".
Sappiamo bene che nei settori latero-posteriori superiori gli impianti, per avere una durata accettabile, devono avere 10 mm di altezza, ma se un paziente ha 2 mm di osso, cosa si può fare?
"Con la tecnica MISE - risponde Salin - non si sfonda a 2 mm ma a 5 mm perché viene deformato il pavimento del seno mascellare aumentando moltissimo l'osso nativo: aumenta così anche la stabilità primaria dell'impianto e questo è uno dei vantaggi enormi rispetto alle altre tecniche".
Anche una delle complicazioni più tipiche, lo sfondamento della membrana di Schneider è un evento molto raro, legato a un errore tecnico che può accadere pochissime volte su centinaia di casi, come dimostrano le statistiche riportate nel testo.
"Un altro vantaggio rilevante - conclude Salin - è la facilità di passaggio del materiale per via crestale; con la tecnica di Summers si ha una frattura del pavimento e quindi l'apertura è molto spesso irregolare mentre nel nostro caso, con delle frese perfettamente arrotondate, riusciamo a far passare il materiale molto facilmente. L'unica controindicazione per la tecnica MISE è la cresta sottile, ma nei settori latero-posteriori sueperiori è un evento abbastanza raro perché di solito c'è una mancanza di altezza ma non di spessore".
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