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01 Aprile 2016

Chirurgia impiantare, questa la tecnica MISE. Semplice e mininvasiva per il rialzo del seno mascellare


Il crescente utilizzo della chirurgia implantare ha reso quasi di routine il rialzo del seno mascellare che rimane però una procedura estremamente complessa perché comporta alterazioni anatomiche e interferenze con la fisiologia sinusale. Appare dunque estremamente interessante la proposta della tecnica mininvasiva presentata da Giorgio Carusi, Marco Salin e Mario Scilla nel libro "Tecnica MISE - Procedure chirurgiche" edito da Edra.

La tecnica Minimal invasive sinus elevation, conosciuta appunto con l'acronimo MISE, per la semplicità di esecuzione e l'ottimo decorso postoperatorio presenta innumerevoli vantaggi per il clinico e il paziente. Gli autori illustrano la tecnica nel dettaglio, con l'ausilio di numerose foto, e sottolineano l'importanza di eseguire in modo preciso le varie fasi collegate all'utilizzo dell'apposito kit di frese. L'alta percentuale di successo è ampiamente documentata dalla ricca casistica degli autori che hanno dato al volume un'impostazione pratica e di grande efficacia didattica.

Come spiega Marco Salin, "esistono tante tecniche per rialzare il seno mascellare, ma quella che è stata messa a punto dal dottor Carusi è una tecnica minimamente invasiva e ha una morbidità per il paziente veramente minima. Sono già più di dieci anni che la adottiamo con risultati eccellenti che abbiamo documentato nel libro.

La mininvasività e il semplice utilizzo costituiscono i due principali vantaggi della tecnica Mise: «è una tecnica non operatore-sensibile quindi va studiata ma poi la può fare chiunque, inoltre non prevede l'uso del martello che si usa in altre tecniche mininvasive come quella di Summers e che al paziente dà molto fastidio".

Sappiamo bene che nei settori latero-posteriori superiori gli impianti, per avere una durata accettabile, devono avere 10 mm di altezza, ma se un paziente ha 2 mm di osso, cosa si può fare?

"Con la tecnica MISE - risponde Salin - non si sfonda a 2 mm ma a 5 mm perché viene deformato il pavimento del seno mascellare aumentando moltissimo l'osso nativo: aumenta così anche la stabilità primaria dell'impianto e questo è uno dei vantaggi enormi rispetto alle altre tecniche".

Anche una delle complicazioni più tipiche, lo sfondamento della membrana di Schneider è un evento molto raro, legato a un errore tecnico che può accadere pochissime volte su centinaia di casi, come dimostrano le statistiche riportate nel testo.

"Un altro vantaggio rilevante - conclude Salin - è la facilità di passaggio del materiale per via crestale; con la tecnica di Summers si ha una frattura del pavimento e quindi l'apertura è molto spesso irregolare mentre nel nostro caso, con delle frese perfettamente arrotondate, riusciamo a far passare il materiale molto facilmente. L'unica controindicazione per la tecnica MISE è la cresta sottile, ma nei settori latero-posteriori sueperiori è un evento abbastanza raro perché di solito c'è una mancanza di altezza ma non di spessore".

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