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12 Dicembre 2012

Contro i poteri forti

Un odontoiatra che non rinuncia a esprimere la protesta

Probabilmente lo stile oratorio sarà diverso, ma le idee di Antonio Miclavez, udinese di nascita austriaca, non potevano che portarlo verso Beppe Grillo.
Basta scorrere le pagine del suo sito per rendersene conto. Ce n'è per tutti i gusti: rendere irredimibile il debito pubblico (o in alternativa farlo pagare alle banche cent ral i che lo hanno creato), ricusare i trattati di Maastricht e Lisbona "come attentati alla Costituzione", eliminare Iva ed Equitalia...

Perché sei entrato in politica?
Nel 2008 avevo creato una piccola azienda di supporto al mio progetto di odontoiatria naturale. A parte le difficoltà imprenditoriali a cui non davo sufficiente riscontro per carenza di esperienza e capacità, c'erano finanza e fisco che remavano contro. Approfondii il tema dell'accesso al credito e ne nacque un piccolo libro di economia, che oltre a denunciare un sistema bancario esautorato dal controllo dei cittadini, aveva previsto la crisi odierna. Capii che occorreva cambiare il sistema: da qui nacquero i "Grilli Parlanti", che volevano andare a Roma a cambiare le cose.
Fummo uno dei 12 partiti ammessi per caso alle politiche di quell'anno, in confronto aperto con i grandi.
Un confronto teorico, poiché i giochi in Tv e sui giornali erano già fatti. Portavamo domande semplici sula proprietà delle banche centrali, la costituzionalità dei trattati di Maastricht e Lisbona, la vera essenza o legalità del debito pubblico e delle agenzie di rating, e soprattutto, denunciavamo la necessità di uscire dall'euro.
Cose che oggi sono sulla bocca di tutti, ma che allora suonavano strane.

Dopo quattro anni di politica, quali sono i tuoi sentimenti?
Per far decollare un'idea ci vogliono una serie di elementi: che l'idea sia nuova ma non troppo, che la si faccia giungere a molte persone, che le persone abbiano voglia di aderire e che ci sia la forza organizzativa per farlo. Oggi c'è internet: magari ci si potrebbe arrivare, ma non è facile organizzare siti e blog adeguati. Ci vogliono tempo e denaro, e da dentista, anche se non a tempo pieno, entrambi sono insufficienti. L'unica delusione è nella gente: pochi sono idealisti, ognuno pensa a se stesso o al massimo alla propria famiglia. Mentre in una comunità senza debiti, cosa possibile dal punto di vista della finanza, il vantaggio sarebbe di tutti. Il vero nemico oggi non è il dentista della porta accanto, ma uno Stato in mano ai poteri forti, alla burocrazia, alla finanza mondiale, ai militari. C'è troppo di tutto, la merce rimane invenduta o va al macero. Eppure c'è la crisi, perché?

Pensi che la politica abbia nociuto alla tua vita?
No, anche perché non avevo vita privata prima del 2008. Ho fatto famiglia e figli nel 2010, a 55 anni. Fino ad allora pensavo che la famiglia fosse il lavoro, l'umanità da salvare. Nel 2008 presi 8500 voti, insufficienti (ne occorrevano
20.000), spendendo 7000 euro che mi pesarono ma erano nulla rispetto ai milioni spesi dagli altri. Conclusi così un capitolo che forse riprenderà se i Grillini mi vorranno, anche se non credo: le mie idee sono troppo riformatrici.
Ora penso più in piccolo: abbracciare Leonardo è una gioia enorme.

La prima riforma che faresti a livello nazionale?
Uscirei subito dall'euro, creerei una moneta tramite una banca nazionale di proprietà dei cittadini, aumenterei la spesa pubblica e in tal modo la liquidità fino a raggiungere l'euflazione, un neologismo che inventai per definire la quantità di denaro che mantiene costante i prezzi e favorisce la circolazione di merci e servizi.

LEGGI ANCHE:
Il dottore è sceso in campo: rassegna di dentisti in politica
Dallo studio dentistico alla carica di sindaco
Un odontoiatra nella politica che funziona male

Giornale dell'Odontoiatra 9/2012

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