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04 Ottobre 2016

Chiude la succursale francese del corso di laurea in odontoiatria dell'Università Pessoa. Non poteva aprire


Studiare 2 anni in Francia in una succursale dell'Ateneo Portoghese Pessoa e poi trasferirsi in Portogallo per terminare gli studi e laurearsi in odontoiatria per poi, presumibilmente, tornare in patria a lavorare come dentisti. Un modello formativo che avrebbe dovuto essere attivato anche in Italia qualche anno fa, se non si fossero messi di mezzo i sindacati di settore, la CAO ed il Collegio dei docenti con varie azioni giudiziarie.

Ora anche in Francia questo percorso non sarà più sostenibile visto che la Corte di appello di Aix-en-Provence dopo una lunga vicenda giudiziaria cominciata nel 2013 ha imposto la chiusura dell'ateneo, almeno stando a quanto ha pubblicato il quotidiano Le Monde.

All'Ateneo è stato contestato il fatto di non aver presentato, nei tempi previsti, la domanda di autorizzazione necessaria da parte dei ministeri competenti (Sanità e istruzione), che quindi non hanno mai autorizzato l'apertura.

Contro la mancata autorizzazione l'Ateneo portoghese, che ha in Francia ha anche altre succursali per i corsi di fisioterapia, scienze umane, biotecnologia, punta il dito verso l'associazione dei dentisti francese accusata di aver messo "influenzato" le decisioni dei ministeri.

Di parere opposto Pierre Cahen (presidente dell'associazione dei dentisti francesi UNECD), che, secondo quanto riporta Le Monde ha accolto la chiusura di questa industria Clesi di una "grande vittoria per il mondo degli studenti." "Noi non siamo in linea di principio contrari ad istituti di formazione privati, come esistono in molte discipline. Ma è necessario che le scuole di formazione in ambito sanitario ottengano l'approvazione prevista dalla legge, garantendo una qualità formativa, indispensabile per proteggere i pazienti. "

Ma la decisione della Corte d'appello è solo la prima tegola giudiziaria verso l'Ateneo Portoghese. Sempre secondo quanto riporta Le Monde è ancora aperta un'inchiesta giudiziaria nata a seguito "di numerose denunce penali" per "violazione del codice di istruzione" e "inganno sulle qualità essenziali di un servizio, con alti costi di registrazione per le famiglie e una formazione di qualità non ha le necessarie garanzie".

Con la chiusura dell'ateneo che fine faranno gli 80 studenti iscritti che pagavano 10 mila euro l'anno?

Secondo quanto riportato dal quotidiano l'Ateneo si è dichiarato disponibile a restituire i soldi versati oppure trasferirli nell'ateneo portoghese. Sempre da quanto pubblicato l'ateneo avrebbe anche proposto agli studenti di trasferirsi al corso di biotecnologie per poter realizzare dei robot che nei prossimi anni sostituiranno i dentisti nella cura dei pazienti.

Nor. Mac.

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