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04 Giugno 2020

Stati Generali delle Professioni presentati i 10 punti per la ripartenza

Manifestazione virtuale di 23 Ordini professionali (senza medici e dentisti) per dire basta alle discriminazioni nei loro confronti e ribadire al Governo il ruolo economico, sociale e sussidiario

Nor. Mac.

Dopo le “esclusioni” per DCPM da buona parte degli aiuti messi in campo dal Governo per sostenere imprese ed attività commerciali ed il percorso ad ostacoli per ottenere i pochi aiuti previsti, i professionisti hanno dato vita, questa mattina, ad una “grande protesta online” attraverso gli Stati Generali delle Professioni.

Professionisti sempre più in crisi e che si sentono dimenticati da Politica ed Istituzioni. Stati Generali convocati da 23 Ordini Professionali italiani -aderenti al Comitato Unitario Permanete Ordini e Collegi Professionali e alla Rete delle Professioni Tecniche- uniti per dire basta alle discriminazioni nei loro confronti e per ribadire al Governo il loro ruolo economico, sociale e sussidiario. 

Per l’area sanitaria hanno aderito gli Ordini delle Professioni Infermieristiche, della Professione Ostetrica, il Consiglio Nazionale Psicologi, la Federazione dei Veterinari e quella degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione. 

Non presente la FNOMCeO che attraverso una nota del presidente Filippo Anelli, ha espresso vicinanza alla manifestazione. 
Condividendo “molte delle dieci proposte per far ripartire il Paese”, “in particolare la garanzia del diritto alla salute, le politiche a supporto dell’ambiente, della cultura, delle nuove tecnologie”, il presidente FNOMCeO ha motivato la non partecipazione “in quanto desidera avviare, insieme alle altre Professioni, un confronto più approfondito, e non rivendicativo dal punto di vista prettamente economico, sul ruolo degli Ordini come garanti dei Diritti, ampliando e aprendo all’esterno il percorso degli Stati Generali della Professione Medica e Odontoiatrica”. 

Scopo dichiarato della manifestazione quello di “far sentire al Governo il malessere di una componente produttiva essenziale del Paese e quindi far correggere il decreto durante il passaggio parlamentare della conversione in legge”. Quelle degli studi professionali, hanno fatto notare gli organizzatori, “sono state ritenute attività essenziali in quanto tali escluse dall’elenco delle chiusure imposte per legge durante il periodo di lockdown per prevenire e arginare i contagi da Covid-19”. “Si tratta di un’inaccettabile discriminazione per 2,3 milioni di professionisti”, commentano la Presidente del Cup Marina Calderone e il Coordinatore della Rete Armando Zambrano, “e contro la quale ci batteremo in ogni modo”.

 La manifestazione virtuale è stata anche per presentare il “Manifesto per la Rinascita dell’Italia”. Un documento per la ripartenza economica dei professionisti e di tutte le attività produttive, contenente 10 suggerimenti e sollecitazioni in campo sanitario, tecnico ed economico, tra cui il sostegno alle attività professionali, che non si sono mai fermate durante l’emergenza sanitaria, ma che oggi necessitano di aiuti ad hoc per sopravvivere. 


Questi i 10 punti individuati come necessari per la ripartenza. 

1) Garantire il diritto alla salute, alla prevenzione ed alla sicurezza delle cure.

2) Garantire la parità di accesso dei professionisti alle misure di incentivo al lavoro e di sostegno nella fase di emergenza.

3) Rafforzare le misure in materia di politiche di investimento, programmi industriali sostenibili e innovazione.

4) Realizzare un piano credibile di semplificazione normativa.

5) Garantire l’applicazione del principio di sussidiarietà. 

6) Ridurre la pressione fiscale.

7) Avviare un Green New Deal per progettare opere innovative e sostenibili e promuovere un fondo per lo sviluppo professionale sostenibile.

8) Avviare un piano di catalogazione dei patrimoni ambientali e culturali del Paese, di riprogettazione e manutenzione, di investimento nella rigenerazione urbana e di mitigazione del rischio sismico e idrogeologico del territorio e delle opere.

9) Valorizzare e tutelare il patrimonio ambientale, artistico, paesaggistico e culturale per nuovi percorsi di crescita.

10) Garantire affidabilità e sicurezza nel settore ICT, delle informazioni e delle telecomunicazioni, accelerando un processo di digitalizzazione del Paese.  

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