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27 Aprile 2021

Piano nazionale di ripresa e resilienza

Troppo presto per capire se i fondi saranno utilizzabili anche per la sanità privata e quali i possibili benefici per il settore odontoiatrico


Approvata dalla Camera ed in serata, con molte probabilità dal Senato, la risoluzione della maggioranza relativa alle comunicazioni del Presidente del consiglio, Mario Draghi, in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Dalle oltre 300 pagine di intenti ed indicazioni non è possibile capire e neppure ipotizzare quali potranno essere le ricadute sul settore odontoiatrico ma neppure sulla sanità privata.

Si dovrà attendere, dopo il via libera della Commissione Europea il lavoro della o delle Cabine di regia che dovranno, poi, formulare le proposte di legge necessarie per attivare le riforme previste. 

Come noto il piano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), ovvero il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica. Il PNRR prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del NGEU. Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile. Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro. 

Il Piano è articolato in progetti d'investimento e riforme, il presidente Draghi nell’illustrarlo a Camera e Sentato lo ha sintetizzato in “Missioni”, oltre a queste prevede un ambizioso programma di riforme, per facilitare la sua attuazione e contribuire alla modernizzazione del Paese e all’attrazione degli investimenti. 

La prima Missione riguarda i temi della Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura

La seconda Missione, denominata Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica

La Missione 3 dispone una serie di investimenti finalizzati allo sviluppo di una rete di infrastrutture di trasporto moderna, digitale, sostenibile e interconnessa. 

La Missione 4, Istruzione e Ricerca, incide su fattori indispensabili per un’economia basata sulla conoscenza.

 La Missione 5 è destinata alle politiche attive del lavoro e della formazione, all’inclusione sociale e alla coesione territoriale.

 La Missione 6 riguarda la Salute, un settore critico, che ha affrontato sfide di portata storica nell’ultimo anno.   

Il PNRR, per la Salute, stanzia complessivamente 18,5 miliardi, di cui 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 miliardi dal Fondo. Il suo obiettivo è rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure. Il Piano investe nell’assistenza di prossimità diffusa sul territorio e attiva 1.288 Case di comunità e 381 Ospedali di comunità. Si potenzia l’assistenza domiciliare per raggiungere il 10 per cento della popolazione con più di 65 anni, la telemedicina e l’assistenza remota, con l’attivazione di 602 Centrali Operative Territoriali.  Il Governo investe nell’aggiornamento del parco tecnologico e delle attrezzatture per diagnosi e cura, con l’acquisto di 3.133 nuove grandi attrezzature, e nelle infrastrutture ospedaliere, ad esempio con interventi di adeguamento antisismico. Il Piano rafforza l’infrastruttura tecnologica per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati, inclusa la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico. 

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