Presentazione del nuovo libro di Tiziano Caprara che suggerisce una direzione “per aiutarci a guardare con occhi diversi la nostra professione”
I titoli sono sempre molto impegnativi, perché devono già racchiudere e far capire l’intendimento e il contenuto del libro. Se il nostro obiettivo è la serenità per noi e per gli altri, attraverso la professione, quale poteva essere il titolo?
L’ho trovato in Dentista Zen®. Senz’altro un nome che può far sorridere, ma è l’unico termine che, nell’immaginario collettivo, può contenere il senso di ciò che voglio trasmettere con questo libro. Oggigiorno infatti tra i colleghi si nota un’insoddisfazione generale, che non è legata solo a una realtà fatta di problematiche contingenti, economiche, burocratico-fiscali, ma rappresenta una manifestazione, più o meno consapevole, della mancanza di qualcosa di più profondo e personale, quel senso di serenità e completezza che ci fa capire che stiamo vivendo bene la nostra vita e il nostro scopo. Si dice infatti che: “Non tutto ciò che conta, può essere contato e non tutto ciò che contiamo, conta”
Questo libro infatti non tratta soltanto temi legati all’efficienza o al miglioramento della nostra produttività, ma pone attenzione anche alla Serenità del professionista e del suo team. Uno dei concetti citati nel libro e supportati da varie ricerche, afferma infatti che : “Non è il successo che porta alla felicità, ma è la felicità che porta al successo”.
La serenità diventa quindi un fine, ma anche un mezzo per migliorare il nostro lavoro. Se infatti non possiamo essere sereni se non siamo efficienti, perchè se il personale non fa ciò che diciamo o se l’agenda è piena di “buchi” ci arrabbiamo... è vero anche l’opposto: non possiamo essere efficienti se non siamo sereni, perché se siamo nervosi facciamo più errori e rimproveriamo di più il personale rendendolo insicuro.
La serenità viene quindi considerata non solo fine a se stessa (e già sarebbe un ottimo risultato) anche come strumento propedeutico per migliorare il nostro lavoro.
Per ottenere questo risultato il libro viene diviso in due parti, riproducendo l’architettura del nostro cervello: la prima parte è più personale, come l’emisfero destro è creativo-emozionale; la seconda parte è più gestionale, come l’emisfero sinistro è razionale e logico. Dentista Zen® non è un metodo, un protocollo, ma suggerisce piuttosto una direzione, uno stato d’animo, forse una filosofia che può aiutarci a guardare con occhi diversi la nostra professione. Fornisce dei consigli e anche alcune cose su cui riflettere. Queste forse sono lontane dal moderno concetto di professione intesa come imprenditorialità, ma attuandole otterremo molto di più di una campagna pubblicitaria o di un piano di gestione manageriale.
Capiremo che spesso lavorare tanto, significa solo lavorare tanto se non si comprendono non solo gli aspetti gestionali , ma anche quale sia il nostro vero scopo. Con questo libro acquisiamo una nuova consapevolezza che riguarda non solo il come fare le cose, ma anche il perchè le facciamo, il cosiddetto ikigai o scopo personale la cui comprensione ci porta a livelli molto più profondi di motivazione ed energia nel nostro servizio verso gli altri.
Non si parla solo di fatturare -fatturare -fatturare, come si sente in molti corsi gestiti aziendalmente, ma viene data maggiore importanza all’aspetto serenità, come aspetto propedeutico anche all’ambito economico, che diventa quindi conseguenza di tutto questo. E’ un libro che riassume la mia esperienza, un viaggio di più di 30 anni, in cui probabilmente molti colleghi si identificheranno. Nella vita infatti le cose cambiano, la realtà professionale cambia, ma soprattutto noi ci trasformiamo per adattarci a tali cambiamenti. Inoltre, con l’età e l’esperienza si acquisiscono anche nuovi modi di vedere le cose e soprattutto di capirle. Non c’è più la spasmodica voglia di incassare, ma si ricerca maggiormente la serenità e la felicità personale. Agli inizi della professione infatti il raggiungimento di un alto fatturato rappresenta una sorta di riconoscimento personale. Nella maturità si acquisisce una maggiore sicurezza e quindi la consapevolezza di sé non deriva dai risultati economici, ma da altri traguardi, che sono quelli di essere felici e far felici gli altri: le persone che curiamo e che vivono con noi. Questo non vuol dire trascurare l'economia dello studio, ma comprendere che i risultati economici sono una conseguenza di un certo modo di vivere la professione e non la sua ragione d’essere. Se applicheremo questi suggerimenti, il nostro modo di essere riverbererà sulle persone che lavorano e vivono con noi, portando degli inaspettati benefici. Seguire i consigli di questo libro è come iniziare una dieta. Non cambierà la nostra vita durante un unico pranzo, ma nel tempo creerà una forte leva che porterà energia e serenità in ogni cosa che faremo.
Un ultima cosa.... in questo libro abbiamo rispettato l’uso della lingua italiana. Non sono stati utilizzati inglesismi ma l’autore ha utilizzato solo genuine parole italiane...
Tiziano Caprara
Per informazioni a questo link
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