Le proteste no-vax non bloccano l’attività dell’Ordine. Dagostino (CAO Torino): ora deve ripartire il confronto interno
All’assemblea annuale dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Torino, aprile 2022, era stato bocciato il Bilancio consuntivo 2021 e il bilancio preventivo 2022, grazie al voto contrario di iscritti dichiaratamente no-vax, che intendevano in tal modo protestare non solo contro l’obbligo vaccinale, ma anche contro il green pass, contro l’ENPAM, contro le decisioni disciplinari adottate dagli Ordini, pur sapendo che queste non erano altro che l’applicazione delle sanzioni amministrative prese dalle ASL.
Da molto tempo si lamenta la disaffezione dei medici nei confronti degli Ordini e questi episodi rivelano anche una profonda ribellione contro l’Istituzione professionale in un quadro da un lato di giustificato disagio per una professione oberata di compiti impropri, dall’altro di un’ostilità che accumuna l’Ordine al Ministero, alle Regioni e alle ASL. Si tratta di episodi certamente da condannare quando esorbitano dall’ambito del normale confronto democratico, che comunque non possono essere liquidati come mere manifestazioni di disturbo, ma che certamente devono far riflettere sulla politica ordinistica e sul ruolo che l’Ordine deve rivestire per la categoria sanitaria.
È ormai accertato che la maggior parte delle persone, in questo caso medici e odontoiatri, che non aderiscono alle vaccinazioni non sono tutti no-vax, ma molti hanno semplicemente paura, hanno domande a cui non riescono a trovare risposta o hanno ricevuto informazioni contrastanti, persone con cui bisogna cercare il confronto e non lo scontro.
Il problema nasce dal fatto che gli Ordini sono stati investiti del compito di esecutori di sanzioni sospensive, innescando la percezione negli iscritti che l’Ordine sia diventato un organo ottusamente burocratico.
Dunque non più il luogo di discussione e di confronto fra colleghi, com’è sempre stato, ma Ente comminatore di sanzioni che fa da “passacarte”, scatenando così le rimostranze di alcuni che affermano “… in caso di non vaccinazione l’Ordine si pone come mero esecutore della “sospensione”. Ne prendiamo atto, ma diventa indispensabile farvi notare come, essendo gli ordini divenuti una propaggine (organo sussidiario) dello Stato, abbiano perso la propria indipendenza e quindi parte della loro funzione. L’Ordine dovrebbe farsi consulente dello Stato in materia sanitaria, e non semplice esecutore. La politica non deve prevaricare l’Istituzione Sanitaria”.
Eppure, malgrado queste considerazioni che vogliono evitare di fare muro contro muro e favorire il dialogo, va ribadito che l’obbligo della vaccinazione per il personale sanitario deve essere mantenuto e reso stabile come onere di servizio. Chi non è vaccinato non può lavorare nella Sanità o almeno non a contatto con i pazienti. Inoltre chi non solo rifiuta il vaccino ma addirittura lo sconsiglia, deve essere valutato sul piano deontologico.
Per fortuna la maggior parte dei medici e degli odontoiatri ancora crede nella Professione e nelle Istituzioni, come dimostrato dalla grande affluenza di circa 2mila partecipanti all’Assemblea Straordinaria dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Torino, lo scorso martedì 14 giugno 2022.
La mobilitazione massiva di quanti ancora credono nel nostro Ente istituzionale, sussidiario dello Stato, sembra aver spaventato la componente che si era sempre dichiarata contro l’Ordine la quale, preso atto di essere in netta minoranza, ha abbandonato in massa l’aula. È stata di fatto una fuga pretestuosa e un sottrarsi alle proprie responsabilità nell’affermare le proprie idee come è giusto che sia e anche se si è in pochi, e questo malgrado il loro ricorso al TAR sia stato non accettato in via cautelare. Il confronto democratico è sempre ben accetto e soprattutto deve essere trasparente, ma il sottrarsi significa non avere ragioni da contrapporre.
L’approvazione dei bilanci, che ha vanificato il rischio di commissariamento, è avvenuta dunque con i seguenti risultati:1.619 a favore; 9 astenuti; 51 contro.
Il presidente CAO di Torino, Gianluigi D’Agostino (nella foto): "Come presidente CAO, sebbene io sia molto soddisfatto del risultato, intendo andare oltre questa vittoria per cercare nell’immediato futuro un confronto democratico e interlocutorio con quella parte di iscritti che sostengono idee diverse".
A cura di: Commissione Albo Odontoiatri OMCeO Torino
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