Il tema è stato al centro di un recente Convegno tenutosi a Bergamo, da cui è emerso che solo attraverso una collaborazione integrata e sforzi congiunti è possibile affrontare in modo efficace il problema e preservare l'efficacia di questi importanti farmaci per le generazioni future
Presso l’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo si è tenuto lo scorso 4 novembre il convegno “Le resistenze batteriche agli antibiotici: una catastrofe da evitare. Quali rischi per i cittadini?”.
L’evento è stato organizzato dal Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche dell’Università di Milano sezione One Health, responsabile scientifico il professor Roberto Mattina, con il patrocinio di ATS Bergamo, del Comune di Bergamo, di FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Bergamo, della FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), dell’Ordine dei Farmacisti di Bergamo, dell’ANDI sezione provinciale di Bergamo, di FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), Cittadinanza Attiva e dall’Ordine dei Biologi Lombardia.
Alla giornata erano presenti oltre 350 persone tra cui autorità, medici, odontoiatri, biologi, farmacisti ma, attraverso il coinvolgimento dei docenti e dei dirigenti scolastici delle provincie di Bergamo e Brescia che hanno accolto favorevolmente il progetto, anche numerosi studenti dei licei a indirizzo biosanitario.
Il convegno è stato magistralmente organizzato e moderato dal dottor Stefano Almini (nella foto con il prof. Roberto Mattina) che, dopo i saluti istituzionali, ha aperto i lavori presentando un filmato, da lui stesso prodotto, con gli obiettivi culturali dell’evento che ha piacevolmente sorpreso i presenti.
I professori Roberto Mattina, Franco Scaglione e Andrea Gori hanno, rispettivamente, parlato di antibiotico-resistenza dal punto di vista del microbiologo, del farmacologo e dell’infettivologo evidenziando le problematiche e le possibili soluzioni e strategie da adottare per contrastare la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici.
Lo sviluppo e l’impiego degli antibiotici, a partire dalla seconda metà del XX secolo, ha rivoluzionato l’approccio al trattamento e alla prevenzione delle malattie infettive e delle infezioni, permettendo un’evoluzione dirompente della medicina moderna.
La resistenza agli antibiotici si verifica quando i batteri sviluppano la capacità di resistere agli effetti degli antibiotici, rendendo questi farmaci inefficaci nel trattare le infezioni.
Dalle relazioni è emerso che quasi un secolo dopo la scoperta del primo farmaco di questa categoria, l'antibiotico-resistenza (AMR) continua a essere ancora oggi una delle principali minacce alla salute pubblica globale tanto che, secondo le stime dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), entro il 2050 potrebbe causare la morte di 10 milioni di persone all'anno.
In Europa, secondo quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, si verificano ogni anno più di 670mila infezioni da germi antibiotico-resistenti, che causano circa 33 mila decessi. Di questi, circa 11mila (un terzo dei casi) avvengono in Italia che si posiziona al primo posto in Europa come paese con il maggior numero di decessi che causano un significativo assorbimento di risorse (sanitarie e non) che ammontano a circa 1,5 miliardi di euro l’anno.
Per contrastare questo triste primato è fondamentale adottare strategie di prevenzione come il lavaggio frequente delle mani, specialmente nei luoghi pubblici. Ma soprattutto, occorre utilizzare gli antibiotici in modo corretto.
Questi farmaci sono efficaci contro batteri patogeni, ma non hanno alcun effetto contro infezioni virali come l'influenza o il raffreddore. Utilizzare dosi elevate di antibiotico per un breve periodo è preferibile rispetto a basse dosi per un tempo più prolungato, poiché ciò contribuisce a evitare l'insorgenza di batteri resistenti.
È assolutamente essenziale evitare l'automedicazione. La prescrizione del medico, supportata dal parere del microbiologo, è fondamentale per determinare l'antibiotico più adatto, la dose ottimale e la durata del trattamento per ogni tipo di infezione. Seguire scrupolosamente le indicazioni è importante per prevenire la resistenza agli antibiotici e preservare l'efficacia di questi farmaci vitali per la salute umana.
Il professor Luigi Bonizzi ha sottolineato l’importanza di un uso corretto di antibiotici anche in campo veterinario. Oltre il 50% degli antibiotici utilizzati globalmente è impiegato nel settore animale. Tuttavia, è importante sfatare il mito che vi sia un pericoloso abuso di antibiotici negli allevamenti.
Per combattere la resistenza agli antibiotici è cruciale implementare sistemi di sorveglianza integrata (umani, animali, ambiente) per identificare le infezioni e i meccanismi di resistenza, promuovere un uso responsabile degli antibiotici e incoraggiare collaborazioni interdisciplinari per sviluppare politiche contro la resistenza.
È essenziale incentivare la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici e terapie alternative. Tuttavia, l'industria farmaceutica ha ridotto gli investimenti sulla ricerca di nuovi antibiotici negli ultimi 20 anni perché non è economicamente conveniente: gli antibiotici vengono utilizzati solo occasionalmente in caso di infezioni e per pochi giorni (a differenza di altri farmaci a uso quotidiano). Inoltre, l'abuso di nuovi antibiotici sul mercato può portare, nel giro di pochi anni, allo sviluppo di ceppi batterici resistenti, limitandone l'efficacia e riducendo ulteriormente il loro uso.
È altrettanto fondamentale promuovere azioni di educazione e sensibilizzazione sulle questioni legate alla resistenza agli antibiotici e sull'importanza dell'approccio "One Health". L'implementazione efficace di tale approccio richiede quindi un impegno globale e coordinato da parte delle autorità sanitarie, dei professionisti della salute, degli agricoltori, degli scienziati e dei cittadini. Solo attraverso una collaborazione integrata e sforzi congiunti è possibile affrontare in modo efficace il problema della resistenza agli antibiotici e preservare l'efficacia di questi importanti farmaci per le generazioni future.
La giornata si è conclusa con il brillante intervento del professor Carlo Guastamacchia che ha enfatizzato l’importanza di una corretta ed efficace comunicazione con i pazienti durante la prescrizione di farmaci o terapie. In particolare, ha evidenziato che un operatore sanitario dovrebbe possedere capacità diagnostiche psico-comportamentali per capire la tipologia di paziente e utilizzare le modalità di comunicazione più adatte.
Dedicare tempo per spiegare è cruciale. Per esempio, quando si prescrive una terapia antibiotica è essenziale fornire per iscritto spiegazioni chiare e dettagliate sui tempi e le modalità di somministrazione. È fondamentale garantire e assicurarsi che il paziente comprenda appieno le istruzioni.
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