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17 Luglio 2026

Spagna, nuove chiusure di catene odontoiatriche

Molti dei pazienti lasciati senza cure sostengono di aver scelto quegli studi infuenzati dalla pubblicità. El Consejo General de Dentistas chiede una stretta sulla pubblicità sanitaria


Clica dentalImmagine di repertorio

La Spagna è nuovamente alle prese con la chiusura di centri odontoiatrici. A poche settimane dalla chiusura di due cliniche dentali a Barcellona nella Comunità di Madrid cessato improvvisamente l’attività quattro centri appartenenti a una stessa catena di cliniche, lasciando decine di pazienti con cure odontoiatriche incompiute o mai iniziate, nonostante abbiano già versato anticipi o attivato finanziamenti.

Secondo quanto riportato dai media spagnoli, molti dei pazienti coinvolti temono ora di non riuscire a recuperare la propria documentazione clinica e si trovano nell’incertezza riguardo alla prosecuzione dei trattamenti.

Stando a quanto riportato dai media un elemento accomuna numerose testimonianze raccolte tra gli utenti danneggiati, la scelta di affidarsi a queste strutture sarebbe stata influenzata dalle massicce campagne pubblicitarie viste in televisione.

Proprio alla luce di questi episodi, il Consiglio Generale dei Dentisti di Spagna è tornato a chiedere con forza l’approvazione di una legge statale sulla pubblicità sanitaria che introduca criteri omogenei e rigorosi per disciplinare i messaggi promozionali relativi ai trattamenti e ai servizi sanitari.

“Non possiamo permettere che l’assistenza sanitaria venga promossa utilizzando le stesse tecniche commerciali impiegate per vendere qualsiasi prodotto di consumo”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Generale dei Dentisti, il dottor Óscar Castro Reino. “La salute non può essere sottoposta a messaggi che pubblicizzano sconti, offerte, garanzie a vita o promesse di risultati. La pubblicità sanitaria deve essere veritiera, rigorosa, comprensibile e basata sull’evidenza scientifica”.

Il modello d'informaizone sanitaria auspicata dall'Ordine spagnolo, sottolineiamo noi di Odontoiatria33, che ricorda quanto introdotto in Italia dalle norme Boldi.

L’Ordine spagnolo ritiene che i recenti fallimenti di alcune catene odontoiatriche rappresentino l’ennesima dimostrazione dei rischi derivanti da una comunicazione commerciale aggressiva, incentrata sulla rapida acquisizione di pazienti e sulla vendita anticipata di piani di cura.

Per questo, l’Ordine chiede una normativa nazionale che vieti messaggi ingannevoli, ambigui o capaci di generare false aspettative nei cittadini. La proposta include inoltre il divieto di utilizzare la salute come leva commerciale attraverso offerte, promozioni e scontistiche particolarmente aggressive, l’obbligo di fondare ogni messaggio pubblicitario su evidenze scientifiche e un rafforzamento dei controlli, accompagnato da sanzioni realmente dissuasive nei confronti dei trasgressori.

“Da anni mettiamo in guardia sulle conseguenze di una trasformazione dell’odontoiatria in un’attività concentrata esclusivamente sulla captazione massiva di pazienti e sulla vendita anticipata dei trattamenti”, ha sottolineato il presidente Castro. “Non si tratta di limitare la legittima attività imprenditoriale, ma di garantire che qualsiasi attività economica svolta in ambito sanitario sia subordinata alla sicurezza del paziente e alla corretta pratica clinica”.

Un altro tema sollevato dal presidente del l’Ordine spagnolo riguarda il linguaggio utilizzato da alcuni mezzi di comunicazione per descrivere le strutture odontoiatriche. Il presidente Castro ha infatti espresso preoccupazione per l’uso del termine “negozi” in riferimento alle cliniche dentali, una definizione che, a suo giudizio, contribuisce a banalizzare il ruolo della professione.

“Una clinica dentale non è un negozio”, ha affermato. “È un centro sanitario nel quale odontoiatri qualificati diagnosticano patologie del cavo orale, effettuano trattamenti e si assumono responsabilità cliniche, etiche e legali. Quando si parla di negozi si finisce per screditare i professionisti, mercificare la professione e, cosa ancora più grave, trasformare il paziente in un cliente”.

La vicenda riaccende così in Spagna il dibattito sul delicato equilibrio tra libertà d’impresa e tutela della salute, in un settore nel quale la pubblicità può influenzare in modo significativo le scelte dei cittadini. Per il Consiglio Generale dei Dentisti, gli ultimi casi dimostrano che la promozione delle prestazioni sanitarie non può essere trattata come quella di un comune bene di consumo, ma richiede regole specifiche capaci di garantire trasparenza, correttezza dell’informazione e protezione dei pazienti.    


 
 

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