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08 Aprile 2008

"Speaker's corner" - L'importante è divertirsi

di Cosma Capobianco


Gli ultimi anni ci hanno purtroppo abituato a una triste serie di delusioni: sportivi osannati la domenica, che risultano positivi il lunedì, entrano in crisi il mercoledì, vanno a processo ogni sera ed escono di scena più o meno clamorosamnte il sabato successivo.
Il troppo pressing ha creato il doping che ha soverchiato training, stretching e dribbling. Sarà che in Italia si vuole parlare inglese senz acapire quello che si dice, sarà che tutto ormai è un business; sta di fatto che lo sport più oraticato sembra essere quello di drogarsi senza farsi scoprire.
E allora diamo spazio a chi ancora fa sport per diporto, a chi si diverte anche se dall'inizio del campionato ha infilato più di venti sconfitte successive incassando più di 200 reti, con un picco maradoniano di 19 nella stessa partita.
Ce lo racconta, giustamente fiero, Michele Sardone, quarantenne centrocampista in forza alla Leonessa di Altamura inseme con professionisti, agricoltori e pure un pallavolista.

Dottor Sardone, quando è arrivata la vocazione per il calcio?
E' incominciato tutto per scherzo a 40 anni...
Io avevo presenziato in terza categoria, ma oltre 20 stagioni fa, prima della laurea. Un giorno capitò in studio per alcune terapie Michele Maggi, che è il presidente della Leonessa Altamura. La squadra aveva già subito diverse sconfitte e, per gioco, gli chiesi di tesserarmi... Detto-fatto. Prende il modulo d'iscrizione e la domenica seguente mi fa esordire nel mitico stadio barese della serie A (arena della Vittoria); da allora ho giocato oltre 20 partire.

Certo che se la settimana in studio andasse come la domenica in campo... Come comincia il lavoro di lunedì? Con qualche livido sugli stinchi, ma felice?
E sì che il lunedì acido lattico, escoriazioni e lividi non mancano: riprendere a fare il dnetista è dura!

In quale ruolo gioca?
Ero un'ala velocissima, adesso riciclata in centromediano metodista col fiato e lo scatto non più quelli di un tempo.

L’importante è partecipare e va be’… ma dopo 24 sconfitte consecutive dall’inizio del campionato che altro si dice negli spogliatoi?
Siamo un gruppo di amici... Qualche ragazzino under, qualche professionista tra cui un ingegnere, un avvocato, un dottore in scienze biomediche. Tutto è molto improvvisato, non c’è un tecnico e neppure gli allenamenti, si va in gara la domenica, dopo un panino assieme, e ci si diverte nel torneo di eccellenza anche con 2.500 spettatori paganti!
Insomma la partita è tutto un terzo tempo… Ormai siamo sparring-partner vaccinati e, un po’ masochisticamente, siamo la voce buona del calcio che forse non vedremo più. Con gli avversari c’è quasi una sorta di rispetto reciproco e al settimo-ottavo gol si fermano; e talvolta segniamo anche noi. Il clima è sempre amichevole, la gente applaude e ci incita e sempre regaliamo il famoso pane locale. In un mondo spesso fatto di ipocrisie, violenza , soldi e doping il nostro è lo sport per lo sport e basta... Un messaggio che abbiamo lanciato anche su Rai e Sky! Di certo queste impari lotte dal risultato segnato, quando il campionato sarà finito, ci mancheranno e ritorneremo alle nostre professioni ricordandocene per sempre.

Auguri Michele e beati gli ultimi!

GdO 2008; 5: 1, 11

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