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15 Giugno 2010

Internet: un’odontoiatria aperta e partecipata

di Francesca Fiorentini


“Internet è una rete di computer mondiale ad accesso pubblico che attualmente rappresenta anche uno dei principali mezzi di comunicazione.” Questa definizione proviene da wikipedia e non può che dimostrare una verità: internet è uno strumento ben funzionante dotato di leggi proprie, codificate ed è proprio in questo habitat che è possibile reperire tutte le informazioni autoreferenziali che la rete mette a disposizione degli utenti. Il solo fatto che questa grande rete mondiale riesca a comprendere se stessa (per esempio digitando su Google, sapiente deus ex machina attivo 24 ore su 24, la stringa “internet”) può fornirci un segnale piuttosto evidente di quanto da tempo le nostre esistenze ne siano influenzate. D’altra parte, però, una rete ha bisogno di nodi, in questo caso di utenti, e dunque di individui. Digressioni filosofiche a non finire potrebbero scaturire da questa doppia complementarità, ma non vogliamo spingerci oltre. Stabilito il centro focale della nostra riflessione è bene chiedersi: perché l’utente vive la rete? A ben vedere, per quanto composite e poliedriche possano essere le ragioni, un comune denominatore esiste. Ed è l’informazione, o meglio ancora la conoscenza. In tutte le sue forme. Si potrebbe obiettare: un brand, e dunque una realtà aziendale, con uno spazio web e una presenza affermata, vuole sicuramente altro, chiede attenzione, visibilità. In nuce, anche in questo caso, vi è comunque una precisa volontà di far passare materiale informativo. Ed eccoci nuovamente alla conoscenza. Vale la pena addentrarsi fra i meandri dello spazio prediletto dalle aziende, il sito web, e comprendere quali potenzialità possa offrire quest’ultimo, se ben sfruttato, in ambito odontoiatrico. Pullulano in questi ultimi tempi i convegni sul web 2.0 e le parole sotto il segno della New Economy, ormai da tempo, si sprecano.
Talvolta, però, si ha l’impressione che internet rappresenti ancora per molti una bella vetrina da allestire per la sola volontà di esserci. Se è vero che il dogma dell’attuale congiuntura virtuale è quello della condivisione, dello scambio, viene da sè comprendere la sterilità di un dominio su un biglietto da visita. L’internauta (e parliamo di quello intituitivo, scaltro e fluido) non trova interesse alcuno nella navigazione di un sito che si limiti a essere una fotografia scattata dalla giusta angolatura. I contenuti hanno un’importanza cruciale.
Cerchiamo di declinare quest’ultima affermazione nella realtà odontoiatrica partendo da una domanda: a chi si rivolge innanzitutto un sito web interamente dedicato a un particolare studio dentistico? In primo luogo ai pazienti, siano essi potenziali o reali. Il target va tenuto sempre presente se l’intenzione è quella di fare del proprio territorio virtuale un propulsore di servizi e strumenti utili. Perché utilità vi sia, è indispensabile conoscere le esigenze di quanti, anziché sedersi sul riunito, vogliono trovare informazione online. Le curiosità che la professione odontoiatrica desta sono molteplici, la rete può essere utile per soddisfarle. Uno scopo che è bene prefiggersi è di tradurre la visibilità online in concreta trasmissione di conoscenza. Si pensi allora a dettagliate schede anagrafiche del dentista, ma anche dell’intero staff operativo (dall’igienista dentale all’odontotecnico), corredate da esaustivi approfondimenti sulla struttura, le terapie praticate e le attrezzature utilizzate, che possono costituire un basilare scheletro di uno studio virtuale. Ma siamo solo all’inizio. La rivoluzine introdotta da una maturazione del World Wide Web, comunemente indicata con la locuzione Web 2.0, va citata per comprendere come un sito debba raggiungere un ulteriore stato evolutivo. La partecipazione, l’apertura e la condivisione che ne stanno alla base spezzano il tradizionale sistema comunicativo che vedeva l’utente quale spettatore dotato di occhi e orecchie, ma tendenzialmente atono.
Oggi la parola dilaga in ogni dove, ed ecco spiegati i forum affolati di quesiti e risposte, una blogosfera animata da riflessioni e tematiche disparate. L’interazione regna sovrana, ma per essere ascoltati è necessario tendere prima il proprio orecchio. Come costruire allora un dialgo con quanti necessitano di cure odontoiatriche? Plasmando il proprio sito in funzione di uno scambio reciproco ed equilibrato. Glossari e approfondimenti sono sempre i benvenuti, ma perché vi sia sintonia dialogica è possibile spingersi oltre creando un’area riservata alle domande, ai consigli pratici e dunque a feedback concreti. Si pongono così le basi per la costruzione di un rapporto di fiducia, in armonia con una trasmissione dell’informazione one to one. La costruzione di un canale privilegiato con il nostro interlocutore è infine perseguibile con uno strumento informativo che deve trovare una sua nicchia esistenziale nel sito, pur essendo dotato di autonomia comunicativa: la newsletter, emblema della contemporanea corrispondenza epistolare, personale e delicata. Diventare un nodo della rete significa aprirsi al confronto e a una struttura partecipativa che non ha eguali, da qui il passo per una costante crescita è breve.
Francesca Fiorentini, Responsabile nuovi media Diennea Sr

 
 

GdO 2010;8

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