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30 Settembre 2008

Dentisti e pentathlon

di Franco Lasagni


Caro prof. Guastamacchia,
non so se sarò capace di farle cambiare opinione su un argomento che spesso ricorre nei suoi editoriali. Ci provo ugualmente.
Io sono l’opposto di quello che lei auspica per un dentista moderno. Sono multidisciplinare e nel mio piccolo ne sono felice. Pensi! Esco dall’Università di Medicina e Chirurgia nel 1964 (108/110) e, su consiglio del dott. Bruno Acht, mi specializzo in Odontoiatria a Milano nel 1967 (70/70) al solo scopo di mantenermi alla Scuola di specialità di Chirurgia generale, cui mi iscrivo subito. Divento assistente chirurgo al Policlinico di Milano e ci lavoro fino al 1975: appendiciti, ernie, diverse colecisti, qualche stomaco. Quasi tutti i giorni in sala operatoria cominciando come “passa ferri” e al pomeriggio dentista: otturazioni, devitalizzazioni, protesi, protesi totali, interventi parodontali, inclusi e poi i primi impianti.
Nel 1976 mi presento spudoratamente al prof. Franco Magni, che mi accetta benevolmente nel suo studio e mi insegna l’ortodonzia che non conoscevo: Begg, Edgewige, bandaggi completi, archi continui, archi sezionali, utilità. Mi faccio, si fa per dire, l’ultima super specialità. La cosa più importante che ho imparato è stato il check up ortodontico con la sua raccolta dati, il suo studio e l’esito con il paziente a distanza di tempo. È una bomba per me e comincio a domandarmi perché mai non sia possibile fare la stessa cosa in odontoiatria generale. Così ci provo e mi riesce. Dal 1980 comincia nel mio studio una nuova vita. Nasce una scheda clinica multidisciplinare. Lo status radiografico con le venti fotografie, le foto bocca e i modelli perfettamente squadrati seguono tutti i miei pazienti più o meno complicati. Non do risposte improvvisate in casi complessi, ma discuto gli eventuali trattamenti con il paziente solo dopo un attento studio del caso clinico.
Ora che ho quasi settant’anni non mi domando se ne valeva la pena: non posso pensare ad un’odontoiatria diversa. Mi sembra di essere un pentatleta. Il pentatlon è stato inserito nel programma olimpico e comprende ben cinque prove: una gara di scherma con incontri di spada elettrica ad una sola stoccata, una gara di nuoto a stile libero di 300 metri per gli uomini e 200 metri per le donne, una gara con la pistola automatica, una gara di corsa campestre di 4000 metri per gli uomini e 2000 metri per le donne e una gara di equitazione con un percorso di 600 metri con 15 ostacoli. Si tratta di atleti che in 10-15 anni devono sapere giostrare bene queste discipline così diverse. Perché un dentista che ha a disposizione 30-40 anni di attività non può riuscire a gestire tutte le varie discipline odontoiatriche? A me piace agire in odontoiatria a 360 gradi: nella stessa mattina divento endodontista, implantologo e ortodontista. I vantaggi di un DGT (dentista generale tuttofare) sono quelli di conoscere la vera storia della vita di una bocca con le sue caratteristiche individuali e con le sue evoluzioni naturali o patologiche. Il paziente col tempo diventa un tuo amico e di lui curi pure figli e nipoti. Alternativamente, ma è solo un mio pensiero, penso che ci sia tanta noia. Un uomo, a fare sempre le stesse cose, può solo invecchiare.
Con stima e cordialità
Franco Lasagni



 
 

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