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28 Febbraio 2009

Importanza in ambito legale del sondaggio parodontale

di D. Betti, S. Sambin


La diagnosi e la classificazione della malattia parodontale nelle sue diverse forme sono ancora basata pressoché interamente su un approccio clinico tradizionale.
Per formulare una diagnosi di malattia parodontale si prendono in considerazione diversi fattori, quali:
1) presenza o assenza di segni clinici di infiammazione (per esempio il sanguinamento al
sondaggio);
2) la profondità di sondaggio;
3) l’estensione e la configurazione della perdita di attacco gengivale e di osso;
4) l’anamnesi medica e dentaria del paziente;
5) la presenza o l’assenza di una varietà di segni e sintomi, quali flogosi, ulcerazione, quantità di placca e tartaro (1-5).
La sonda parodontale è, nell’esame clinico del paziente, uno strumento indispensabile per stabilire diagnosi e necessità di trattamento; rappresenta inoltre il solo metodo accurato per individuare e misurare le tasche parodontali in un paziente.
È inoltre uno strumento basilare per valutare sia i risultati del trattamento sia la progressione della malattia in termini di perdita di tessuto connettivale. Sembra opportuno, per introdurre una base omogenea di riferimento, rivisitare brevemente i concetti basilari di anatomia parodontale. Il parodonto comprende gengiva, legamento parodontale, cemento radicolare e osso alveolare. Costituito da vari tessuti, è considerato un’unità biologica funzionale, il cui ruolo fondamentale è mantenere il dente nel tessuto osseo mascellare e conservare l’integrità della mucosa masticatoria nel cavo orale. Nell’unità gengivale del parodonto si differenziano una gengiva libera, una gengiva aderente o fissa e la mucosa alveolare. La gengiva è la parte di mucosa masticatoria che ricopre il processo alveolare e circonda la porzione cervicale degli elementi dentari erotti. La gengiva libera comprende le papille interdentali e il tessuto gengivale che circonda ad anello il colletto dentale nei versanti vestibolare e linguale, estendendosi qui fino al solco gengivale libero (presente in circa il 50% dei casi), depressione lineare che separa la gengiva aderente dalla gengiva libera. Tale solco è situato allo stesso livello della giunzione amelo-cementizia del dente, è maggiormente pronunciato sul versante vestibolare, più frequente a livello di incisivi e premolari inferiori e meno nei molari inferiori e premolari superiori. Il margine gengivale libero è frequentemente arrotondato e nella gengiva clinicamente sana si può osservare un solco all’interfaccia dente-gengiva: è una “fessura” a forma di V, che permette l’inserimento, non sempre agevole, di una sonda parodontale e la cui profondità è all’incirca di 1,8 millimetri, con una variabilità compresa fra 0 e 6 millimetri (2, 3).

Importance of probing depth in medico-legal proceedings
Probing depth is an essential step in periodontal diagnosis. Probing accuracy and reproducibility are affected by several factors: probe design, probing force, position, pocket depth, inflammation, method of data recording, level of “calibration” of examiner. The aim of this study is to identify a probing method that could assure reproducible measures, fundamental both in clinical and legal proceedings. The literature on probing depth and periodontal probes is reviewed. Mechanics and functions of different probes are investigated and compared. At present, no differences may be considered to be clinically significant when probing periodontal patients. No commercially available instrument seem to solve any inherent limitations of clinical probing. Since measured results appear to be strictly examiner-dependent, the authors suggest patient’s referral to experienced clinicians especially in forensic procedures.



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