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30 Giugno 2009

Antitrust incoerente

di Carlo Guastamacchia


Recentemente, sul sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sono stati pubblicati i risultati dell’indagine effettuata dall’Antitrust sugli Ordini Professionali, incluso, ovviamente, il nostro Ordine; la conclusione è che gli Ordini sono stati bacchettati per tante ragioni, quante, per intero, non possiamo trattare.
Due punti, tuttavia, mi sembra indispensabile sottolineare: quello relativo alla pubblicità (praticamente senza freni) che è stata introdotta nel nostro campo e quello relativo al divieto di stabilire prezzi prefissati (“di cartello”, in termini di marketing).
Primo problema: premesso che agli Ordini, secondo l’Antitrust, dovrebbe essere sottratta la tutela (“censura”?) di quanto è lecito o meno nel campo della pubblicità (per questo ho parlato di pubblicità “senza freni”), ci sfugge completamente la “ratio” che dovrebbe orientare la gestione GLOBALE della pubblicità odontoiatrica. Infatti l’Antitrust fa d’ogni erba un fascio e considera assolutamente identiche e, pertanto, lecite, sia le “informazioni” pubblicitarie date dal Dottor Rossi sia le “campagne” pubblicitarie messe in atto dalle Compagnie Dentali attualmente in grande spolvero per catturare pazienti-clienti in formato supermarket low cost. Tutto questo è inaccettabile, perché mette sullo stesso piano il libero professionista (“Davide”) e la multinazionale (“Golia”), né, in verità, mi sembra molto facile scorgere la fionda con cui si può colpire in mezzo agli occhi il gigante mostruoso. Più sotto espongo le augurabili contromisure da prendere, tenendo solo presente che questa omogeneizzazione dell’ ”offerta” costituisce una sfida mortale alla nostra professione.
Secondo problema: i prezzi prefissati. Qui, giustamente, l’Antitrust si premura affinché non vengano presentati tariffari fissi e precostituiti, perché questo, chiaramente, significherebbe sopprimere il “gioco” leale (?) della domanda e dell’offerta. A quest’ultimo riguardo si devono fare due osservazioni. La prima è che recenti decisioni associativo - governative, di cui si è resa conoscenza pubblica, violano in modo estremo e grossolano questa norma (includendo, oltretutto, anche l’orripilante concetto del “tempario” !); la seconda che l’Antitrust, proprio per le multinazionali low cost, dovrebbe vigilare attentamente, affinché non vengano messi in vetrina, come “offerta speciale” listini prezzi che vanno dalla prima visita gratis (compresa la “pulizia dei denti !) a soluzioni economiche esemplari quanto a “cartello”.
Domanda facile facile: se l’Antitrust non interviene a questo riguardo, allora cosa sbandiera a fare le sue decisioni? Dov’è la sua coerenza?



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