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17 Aprile 2012

Conclusa la riforma dell'Enpam

Il documento è ora al vaglio dei Ministeri

di Norberto Maccagno


EnpamEnpam

Con circa due mesi di ritardo rispetto alla tabella di marcia indicata dal vicepresidente nazionale Enpam, Alberto Oliveti, il Consiglio Nazionale dell'Ente previdenziale di dentisti e medici ha definitivamente approvato la riforma che ora, prima di entrare in vigore, passerà al vaglio dei Ministeri competenti. Riforma che rispetta quanto imposto dalle recenti normative, compresa la sostenibilità a 50 anni. In questo modo l'Enpam è il primo ente previdenziale a garantirla.
"Siamo orgogliosi del senso di responsabilità della nostra categoria che ha concluso in autonomia questo percorso di riforma per rispettare i nuovi requisiti di sostenibilità di lungo periodo", ha dichiarato Alberto Oliveti. "La riforma garantisce adeguatezza delle prestazioni e l'equità nei confronti delle generazioni che verranno. Ci proponiamo adesso ai Ministeri, convinti che sapranno riconoscere la bontà del lavoro fatto. Un grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato".

I criteri: il rispetto del pro rata
Sono due i criteri seguiti negli interventi di riordino. Il primo è il rispetto del pro rata: la parte di pensione maturata fino al 31 dicembre 2012 verrà calcolata con i vecchi criteri, non verrà toccato quanto assegnato prima del 2013 (contributi ordinari, aliquota modulare, riscatti della laurea, allineamento e così via).

Il bilancio unico
Il secondo criterio consiste nella valutazione della tenuta del sistema su un unico bilancio tecnico della Fondazione: si è tenuto conto del saldo corrente (che include anche i proventi del patrimonio).
Per i fondi maggiori, spiegano dall'Ente, il metodo di calcolo della pensione resta il contributivo indiretto. Si tratta di un metodo, sono le parole del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, "che considera un periodo di riferimento per il computo del reddito pensionabile pari all'intera vita lavorativa, sempre nella previsione di aliquote di rendimento che garantiscano l'equità attuariale e la sostenibilità finanziaria del sistema". Un secondo vantaggio, spiegano dall'Enpam, è che la rivalutazione è agganciata all'inflazione (che notoriamente è sempre in crescita) invece che al Pil, che può avere anche un andamento prossimo allo zero (come accaduto nel 2011) o addirittura negativo (come previsto per il 2012).

Quando si potrà andare in pensione?
Si potrà sempre scegliere tra la pensione di vecchiaia e quella di anzianità: a cambiare sono gli anni entro cui è possibile ritirarsi dal lavoro e le eventuali penalizzazioni.
Il nuovo metodo prevede un innalzamento graduale dell'età per la pensione di vecchiaia dagli attuali 65 anni fino a 68 anni dal 2018 (si veda la tabella 1)
Per quella anticipata, l'età minima aumenta a 62 anni, ma dal 2018.

Pensionamento anticipato
Chi sceglierà il pensionamento anticipato avrà una riduzione rispetto alla pensione ordinaria perché percepirà l'assegno per un numero maggiore di anni.
Oltre al requisito dell'età minima, sarà necessario maturare un'anzianità contributiva di 35 anni e un'anzianità di laurea di 30 anni; oppure, senza il requisito dell'età minima, si potrà andare in pensione anticipata con un'anzianità contributiva di 42 anni e un'anzianità di laurea di 30 anni.

I nuovi contributi e le rendite
Fino al 2014 non cambierà nulla, poi le nuove regole varieranno a seconda del fondo a cui si è iscritti.
In prevalenza, i dentisti liberi professionisti sono iscritti al Fondo Quota B che raccoglie in totale il 15% delle entrate contributive.
Per la Quota B, dal primo gennaio 2015 ci sarà un aumento graduale dell'1% all'anno fino a un massimo del 19,5% (nel 2021). I contributi versati dal primo gennaio 2013 verranno trasformati in rendita mensile con un'aliquota di prestazione (o rendimento) dell'1,25%. È previsto anche un aumento del tetto di reddito entro il quale si pagano i contributi ordinari: nel 2013 sarà di 70.000 euro, nel 2014 sarà di 85.000 euro, fino ad agganciarsi, dal 2015 in poi, al massimale stabilito dalla legge per l'Inps.

Metodo di calcolo della pensione
Il metodo di calcolo della pensione resta il contributivo indiretto Enpam.
L'Enpam finora aveva definito il suo sistema come retributivo reddituale; nella realtà, spiegano dall'Ente, si tratta di un vero e proprio metodo contributivo perché le pensioni sono legate ai contributi versati lungo l'arco dell'intera vita lavorativa, con l'uso di un'aliquota di prestazione (o aliquota di rendimento) che la Fondazione stabilisce sulla base di tecniche attuariali.

Il contributivo indiretto
Il metodo viene definito contributivo indiretto perché, ai fini del calcolo, la prestazione viene determinata in base ai compensi rivalutati (sempre ricostruiti a partire dalla contribuzione versata).
È un meccanismo a valorizzazione immediata perché consente di assegnare subito ai contributi pagati un valore certo, che sarà riscosso al momento del pensionamento.
Questo metodo rimane per i fondi della Medicina generale, degli specialisti ambulatoriali e della libera professione che in totale rappresentano oltre l'80% delle entrate contributive dell'Enpam.


Leggi l'intervista ad Alberto Oliveti, vicepresidente Enpam:
Da Monti stangata al sistema Enpam: pronta una strategia

GdO 2012;4:4-5

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