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22 Maggio 2014

L'Italia invecchia ma gli anziani vengono esclusi dal welfare ed il reddito diventa la discriminante tra vivere e sopravvivere anche dal punto di vista odontoiatrico


L'Italia è al terzo posto al mondo per aspettativa di vita stando il World Health Statistics 2014 dell'Oms, secondo cui in tutto il pianeta si vive sei anni in più rispetto al 1990, anche se rimangono grandi differenze tra i paesi ricchi e quelli a basso reddito.
Secondo il rapporto, una bambina nata in Italia nel 2012 ha una speranza di vita di 85 anni, mentre un coetaneo maschio di 80,2. Meglio di noi per gli uomini solo in Islanda (81,2), Svizzera (80,7) e Australia (80,5), mentre il nostro stesso valore è raggiunto da Israele, Singapore e Nuova Zelanda. Per le donne al primo posto c'è il Giappone, inarrivabile con i suoi 87 anni di speranza di vita, mentre Spagna, Svizzera e Singapore ci precedono di appena un punto decimale a 85,1. I dati combinati danno per l'Italia un'aspettativa di 82,6 anni, dietro solo a Svizzera (82,9) e Singapore (82,65).

Italia con sempre più anziani ma emarginati dalla società visto che spesso sono in difficoltà per la carenza di servizi e condizioni economiche disagiata.
Per sensibilizzare l'attenzione verso i diritti degli over 65 la Fipac (Federazione pensionati Confesercenti) ha realizzato un dossier dal titolo provocatorio : "Nonni in fuga" in particolare dalla sanità.

"I dati  sono impietosi- spiega Massimo Vivoli presidente Fipac Confesercenti- circa 9 milioni di italiani hanno ormai rinunciato alle cure mediche, di questi 2 milioni sono anziani e cioè coloro i quali necessitano di maggiori cure. Ad oggi,  è stato stimato che 270  mila anziani coinvolti nelle fughe all'estero percepiscono una pensione che va da 650 a 1000 euro al mese. Stiamo parlando del pensionato medio, che ormai non riesce più a sbarcare il lunario,  rimane stritolato fra tasse e rincari di ogni tipo e costretto dai tempi biblici delle liste d'attesa a emigrare per curarsi.  Ci sono più di 7 milioni di pensionati- continua-  che vivono con meno di mille euro al mese, molti dei quali costretti a rinunciare alle cure mediche, alla salvaguardia della  propria salute e spesso impossibilitati a fare la spesa".

Molti anziani, si legge nel dossier, ormai usufruiscono di cure mediche all'estero. Questo fenomeno, negli ultimi 5 anni è cresciuto del 20 per cento ed ha coinvolto circa 400 mila anziani che, a causa della scarsa capacità di acquisto delle pensioni, non riescono a pagare le cure necessarie e mantenere un adeguato livello di vita e per questo si sono trasferiti nei paesi low cost. Ad oggi,  è stato stimato che circa 270 mila degli anziani coinvolti nelle fughe all'estero percepiscono una pensione che va da 650 a 1000 euro, mentre 130 mila fra 1000 e 1500.

A spostarsi in Romania, Cipro, Malta, Slovenia, Canarie, non è più quella classe medio alta in cerca di specialistiche e costose  cure mediche, ma una fascia media sempre più impoverita dalla crisi. La Romania, si conferma meta ambita per le cure odontoiatriche. Sono proprio le visite dal dentista quelle a cui gli italiani rinunciano più spesso, fino a ridurre  le visite del 23%. Solo nel 2012,  le visite odontoiatriche sono state 2,8 milioni, pari a 4,7 ogni 100 persone, in sensibile riduzione rispetto al 2005 quando erano 3,7 milioni cioè 6,4 ogni 100 persone. Eppure, queste  cure, dopo quelle farmaceutiche, rappresentano la principale fonte di spesa per i servizi sanitari (12 miliardi di euro la spesa annua per cure odontoiatriche secondo il Censis).

Un impegno del Governo affinché la condizione dei pensionati italiani possa raggiungere gli stessi standard europei è la richiesta della Fipac cominciando, innanzitutto, con  una riforma in grado di superare la Legge Fornero e con essa i contraccolpi subiti da welfare e mercato del lavoro. "Crediamo- conclude Vivoli- indispensabile un graduale adeguamento dei trattamenti minimi di pensione e l'innalzamento della no tax area, uno strumento necessario per ridare un po' di ossigeno ai pensionati. Certamente, un buon punto di partenza potrebbe essere quello di garantire un bonus necessario per integrare le pensioni e un sostegno ai lavoratori autonomi". 

 
 

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