Sono profondamente convinto che parlare di quote rosa sia sminuente per le donne stesse che sanno e possono benissimo competere ad armi pari con gli uomini.
Ma anche questo è un luogo comune; sappiamo che in molti settori non è così mentre in altri sì.
La cronaca di questi giorni (di qualche settimana per voi che state leggendo) ha però cambiato totalmente la situazione.
Il rapporto donne-potere è tornato prepotentemente alla ribalta.
Certo i temi sono, forse, meno alti che ai tempi del movimento femminista, del dibattito sull’opportunità di inserire nella legge elettorale le quote rosa.
Oggi la questione sulla quale si dibatte è se una “bonona” - o presunta tale - ma plurilaureata possa essere candidata al Parlamento Europeo.
Sappiamo come è andata a finire: male per le belle aspiranti parlamentari.
Mi riconosco nelle parole di Giorgio Gaber quando cantava che un “figone è un’attrazione sia per la destra che per la sinistra” ma detto questo, come cittadino, vorrei un politico che sappia rappresentare le mie istanze: se poi è maschio o femmina, bello o brutta la cosa mi lascia indifferente.
Ma soprattutto spererei che chi decide le candidature mi consideri un elettore in grado di scegliere il proprio rappresentante per quello che dice, che vuole fare e non per l’aspetto fisico del candidato.
La vicenda delle starlet non candidate conferma che nel nostro Paese, la parità tra uomini e donne è ben lontana dall’essere raggiunta anche solo mentalmente. Figuriamoci sul campo.
Il problema della bella candidata non doveva essere neppure posto: hai delle cose da dire ti candidi altrimenti no.
L’esempio più eclatante si è avuto con l'annunciata nomina a ministro del Turismo dell’On. Vittoria Brambilla.
Tutti a confrontarsi sulle autoreggenti e gli spacchi del futuro ministro, ma ben pochi si sono chiesti se al nostro Paese un tale ministero serva; o almeno se serva di più - per esempio - di quello della salute: settore che otterrà solo una delega da vice-ministro. Questo è il problema su cui dibattere e non se a guidare il dicastero sia un uomo o una donna.
Oppure la vicenda, visto che venivano candidate solo veline e nessun tronista, dimostra invece che la considerazione per le donne è molto alta: gli uomini votano le scollature le donne i programmi.
Tornando al servizio sulla situazione delle donne nel nostro settore, ciò che abbiamo colto analizzando numeri e raccogliendo dei commenti è che è simile a quella di molte altre professioni svolte da liberi professionisti. Per una dentista è difficile conciliare lavoro e famiglia, soprattutto in una società che non tutela la professionista mamma e moglie, così come lo è per una donna avvocato o architetto.
Nel servizio, oltre ai dati sulla presenza delle donne dentiste in Italia e in Europa, leggerete come una libera professionista, una professoressa universitaria e a tre studentesse in odontoiatria vivano l’essere donna nel proprio ruolo.
Racconti tutti interessanti; anche se, ahimé, come ometto intendo, quello della professoressa Rimondini, inquadra perfettamente il rapporto uomo-donna nell’ambiente di lavoro in una società prevalentemente maschile.
Ma raccogliendo le loro impressioni, ciò che mi ha più di altro colpito è stato il colloquio con le tre studentesse: due straniere e una italiana. Un colloquio che ha fatto emergere, non tanto le differenze tra studentesse e studenti, ma le differenti opportunità dei giovani italiani rispetto ai coetanei europei.
Ma non solo, dalle loro parole, dalle loro aspirazioni, delle loro considerazioni abbiamo la conferma che, fortunatamente, le future dirigenti del nostro Paese non saranno le veline o le inquiline della Casa televisiva, come vogliono farci credere certi media, ma ragazze con la testa piena di idee. E poco importa se come già oggi succede una volta raggiunti i vertici di una clinica universitaria, di un centro odontoiatrico all’interno di un’Asl, di una associazione di categoria, prima di organizzare il lavoro dei colleghi maschi… passando davanti a uno specchio si mettono in ordine i capelli.
Anzi una cosa insopportabile è vedere una donna che una volta al potere diventa insopportabile come un uomo.
Norberto Maccagno
n.maccagno@d-press.it
GdO 2009; 8
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