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01 Giugno 2010

“La bassezza dei nostri parlamentari europei”

di Maurizio Quaranta


Cinque maggio 2010. Questo “ei fu” non è dedicato alla grandezza di Napoleone, bensì alla bassezza dei parlamentari italiani della Commissione sanità del Parlamento europeo che, invitati, come i loro colleghi, all’incontro sul mercato dentale europeo, si sono fatti notare per la loro assenza. Così non hanno fatto i colleghi stranieri, in particolare i tedeschi, ben consci che l’odontoiatria europea, con l’indotto produttivo e distributivo, rappresentano oltre 1.200.000 voti. Non cito l’elenco degli onorevoli italiani invitati: così evitiamo la corsa alla smentita, con un successivo elenco degli impegni che li hanno costretti a disertare l’appuntamento.
Da queste colonne lancio un appello a tutti gli appartenenti al settore dentale che - così come nel resto dei Paesi Ue - non considerano i legislatori nazionali dei semplici traduttori di direttive europee, ma politici che possono “metterci del loro” (anche se nel 2009 l’85% delle direttive è diventato legge proprio attraverso il mero recepimento della normativa).
Per questo sono convinto che anche in Europa il settore debba fare attività lobbistica alla luce del sole, per fare in modo che il settore dentale sia considerato come entità a sé e non un corpo estraneo all’interno del medicale. E questo anche per evitare di sentirci dire dai parlamentari europei che il loro principale obiettivo è quello di vedere scendere il costo della parcella. Peccato che questa lecita richiesta sia poi ostacolata da altre assurde - come il voler normare la tracciatura dell’avvenuta “autoclavabilità” di ogni strumento, mutuando il requisito dalle procedure introdotte per gli ospedali. Grazie a un lavoro efficace di lobbying, eviteremmo di rischiare che vengano accolte le richieste di chi vorrebbe, per esempio, la 3D ad appannaggio delle cliniche e degli studi di radiologia.
Un rapporto serio e costruttivo con i nostri rappresentanti al Parlamento europeo sarebbe utile per evitare di subire leggi indicate da altri e trasposte poi nel nostro Paese. Potremmo essere, finalmente, parte attiva nelle modifiche, così come avvenuto nel caso della normativa per lo smaltimento (Raee), che siamo riusciti a fare semplificare, grazie al lavoro congiunto, non solo delle associazioni che rappresentano l’industria e la distribuzione del dentale, ma anche con il settore della grande distribuzione, dell’elettrodomestico e di altre categorie.
Maurizio Quaranta, past-president Ancad.

 
 

GdO 2010;9

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