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11 Dicembre 2025

Melatonina in odontoiatria: possibili effetti sul tessuto pulpare

Dalla modulazione dell’infiammazione alla rigenerazione tissutale: una ricerca ha indagato sul possibile ruolo della melatonina nella pratica clinica endodontica

Redazione O33

Melatonina

La revisione pubblicata sull’International Endodontic Journal, ha avuto come obiettivo quello di valutare sistematicamente le evidenze disponibili sugli effetti della melatonina sul tessuto pulpare e sulle cellule staminali della polpa dentale umana (hDPSCs), con particolare attenzione alla proliferazione cellulare e alla differenziazione odontogenica.

Come sottolineano i ricercatori, “la melatonina è nota in medicina generale per favorire la guarigione delle ferite e la differenziazione delle cellule staminali, ma il suo potenziale in endodonzia è ancora poco esplorato”.  

Metodi
La revisione è stata condotta seguendo il framework PRISMA-ScR. Sono stati consultati PubMed, Web of Science e Scopus fino a luglio 2025, utilizzando termini MeSH come “melatonin”, “dental pulp”, “pulpitis”, “dental pulp stem cells”, “pulp capping” ed “endodontics”. Dopo screening e rimozione dei duplicati, 22 studi sono stati inclusi:

  • 11 sull’effetto della melatonina sul tessuto pulpare (anti-infiammatorio, antiossidante, anti-fibrinolitico, pulp capping).
  • 11 sull’impatto sulle hDPSCs (proliferazione, migrazione, differenziazione).  

Effetti sul tessuto pulpare

Gli studi in vitro e in vivo mostrano che la melatonina:

  • Riduce l’infiammazione modulando la via TLR4/NF-κB e diminuendo l’espressione di citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-1β).
  • Agisce come antagonista selettivo contro l’induzione di COX-2 e IL-1β in risposta a lipopolisaccaridi, suggerendo un ruolo nella gestione della pulpitis.
  • Mostra proprietà antiossidanti, normalizzando i livelli di iNOS e SOD in condizioni di iperglicemia, con potenziale beneficio nei pazienti diabetici.
  • Protegge la polpa da agenti esogeni come monomeri resinosi (HEMA, TEGDMA) e campi elettromagnetici ELF-EMF, riducendo apoptosi e stress ossidativo.
  • Effetto anti-fibrinolitico: regola molecole del sistema plasminogeno (uPA, uPAR, PAI-1), favorendo l’omeostasi tissutale.

Interessante il dato sul pulp capping: in uno studio animale, l’efficacia della melatonina è risultata simile a quella del MTA, senza vantaggi significativi.

Come affermano gli autori, “melatonina e i suoi recettori MT1 e MT2 possono essere considerati una prima linea di difesa contro l’insulto microbico nella polpa dentale”.  

Effetti sulle cellule staminali della polpa (hDPSCs)

Gli studi evidenziano:

  • Nessun effetto citotossico a basse concentrazioni, ma possibile riduzione di vitalità a dosi elevate.
  • Promozione della migrazione e proliferazione cellulare in modo dose- e tempo-dipendente.
  • Protezione dalla senescenza durante l’espansione in vitro, grazie alla riduzione di ROS e al riequilibrio del metabolismo NAD⁺.
  • Stimolo alla differenziazione odontogenica in diversi studi, con aumento dell’espressione di geni chiave (Runx2, DSPP, DMP1) e attività di ALP, soprattutto in presenza di medium osteogenico.
  • Meccanismi coinvolti: regolazione di miRNA (downregolazione di miR-133 e miR-135, upregolazione di miR-let-7) e riduzione della metilazione del DNA.

Come riportano i ricercatori, “la melatonina potrebbe avere un ruolo come modulatore delle cellule staminali, aprendo prospettive per l’ingegneria tissutale endodontica”.  

Implicazioni cliniche

  • Gestione della pulpite: melatonina potrebbe essere utile per controllare l’infiammazione iniziale, sia per via topica che sistemica.
  • Pazienti diabetici: potenziale protezione della polpa da stress ossidativo, ma attenzione all’effetto della melatonina sull’insulina (possibile aumento della glicemia).
  • Pulp capping: risultati paragonabili al MTA, ma senza vantaggi clinici evidenti.
  • Rigenerazione pulpare: idrogel e fibre caricati con melatonina potrebbero favorire la rigenerazione vitale, aprendo nuove strade per l’endodonzia rigenerativa.

Gli autori avvertono: “sono necessari studi clinici ben disegnati per trasferire queste evidenze in pratica”.

Conclusioni

Le evidenze disponibili, seppur limitate e derivate principalmente da studi in vitro e su modelli animali, indicano che la melatonina esercita effetti significativi sul tessuto pulpare e sulle cellule staminali della polpa dentale. In particolare, questa molecola mostra proprietà anti-infiammatorie, antiossidanti e anti-fibrinolitiche, contribuendo a modulare le risposte biologiche della polpa in condizioni di stress o infiammazione. Inoltre, la melatonina sembra in grado di proteggere la polpa da agenti esogeni come monomeri resinosi e campi elettromagnetici, riducendo fenomeni di apoptosi e danno cellulare.

Un aspetto di interesse riguarda il suo potenziale come modulatore delle cellule staminali pulpari: diversi studi hanno evidenziato la capacità di favorire la migrazione, la proliferazione e la differenziazione odontogenica delle hDPSCs, aprendo prospettive per l’ingegneria tissutale endodontica e per approcci rigenerativi. Tuttavia, gli effetti della melatonina risultano dose- e tempo-dipendenti, e al momento non è possibile definire con certezza le concentrazioni ottimali per ottenere benefici clinici. In sintesi, la melatonina si configura come una molecola promettente per l’endodonzia, sia per la gestione dell’infiammazione pulpare sia per la rigenerazione tissutale.

“La strada verso l’applicazione clinica –avvertono i ricercatori- è ancora lunga e richiede studi ben disegnati su campioni umani per confermare queste evidenze preliminari”.

Per approfondire, lavoro open access:  

Melatonin and the Dental Pulp: A Scoping Review. Jasmin Schäfer, Konrad Kleszczynski, Edgar Schäfer   

Photo credit: International Endodontic Journal

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

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