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17 Ottobre 2018

Preparazione del sito implantare, attenzione al ''surriscaldamento''

Correlazione tra lunghezza di fresatura e incremento della temperatura ossea crestale

di Lara Figini


Uno dei plurimi fattori che può compromettere l’osteointegrazione in implantologia è l’eccessivo aumento della temperatura generata durante le fasi di preparazione del sito implantare: superare i 47 °C potrebbe irreversibilmente causare necrosi ossea.

La lunghezza di preparazione del sito implantare, richiedendo necessariamente un tempo maggiore di fresatura nell’osso, può essere associata a un inevitabile aumento della temperatura ossea nella fase di preparazione, ma ben pochi studi di letteratura hanno indagato questo aspetto. 

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio in vitro di laboratorio, pubblicato su Implant Dentistry di febbraio/aprile 2018 sono state confrontate le temperature dell'osso crestale durante la preparazione del sito implantare per diverse lunghezze di osteotomie e differenti sistemi implantari. Gli autori hanno utilizzato delle costole bovine per simulare l'osso corticale mandibolare umano.

Tre diversi sistemi implantari sono stati testati: AstraTech, Ankylos e XiVE. Tre le lunghezze di osteotomia indagate (8, 12 e 16 mm), due gli step di perforazioni eseguite. Sono stati raccolti e registrati i dati circa la forza di fresatura, la velocità di fresatura, la lunghezza di fresatura e la temperatura raggiunta.

Risultati
Sono state osservate differenze circa la massima temperatura crestale ossea durante la prima perforazione per le varie lunghezze dell'osteotomia e per tutti i sistemi implantari. Un simile risultato è stato ottenuto anche per la seconda perforazione. Fresature più brevi in lunghezza hanno prodotto meno calore nell'osso a causa di una minore frizione e ridotto tempo di contatto fresa/osso.

Conclusioni
Dai dati di questo studio si può concludere che la lunghezza di fresatura dell’osso nella fase di preparazione del sito implantare contribuisce a un aumento della temperatura intraossea indipendentemente dal sistema implantare utilizzato. Frese e osteotomie più lunghe hanno indotto temperature più elevate sull'osso crestale.

La massima differenza di temperatura registrata tra la lunghezza dell’osteotomia più corta e quella più lunga è risultata essere sotto 1 °C. La temperatura superiore ai 47 °C, che potrebbe causare la necrosi ossea, non è stata registrata in nessun caso. Il sistema XiVE ha mostrato la migliore prestazione.

Implicazioni cliniche
Con tutti i limiti di questo studio e la necessità di ulteriori lavori a confronto, l’implantologo può considerare i sistemi di impianto testati efficaci e non a rischio di provocare surriscaldamento osseo che può portare a necrosi.

Per approfondire:
Katic Z, Jukic T, Stubljar D. Effects of osteotomy lengths on the temperature rise of the crestal bone during implant site preparation. Implant Dent 2018;27(2):213-20.

 
 

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