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24 Novembre 2015

La patologia medica orale italiana. Il punto sulla specialità con i professori Montebugnoli e Lo Muzio


Si è da poco conclusa la XIII edizione del Congresso nazionale della Società Italiana di Patologia e Medicina Orale, che per numero di partecipanti, qualità delle relazioni e discussioni possiamo definire un vero e proprio successo. Dental Cadmos, sul numero di Novembre 2015 ha intervistato due figure chiave dell'evento bolognese: il professor Lucio Montebugnoli, presidente del comitato organizzatore del Congresso, e il professor Lorenzo Lo Muzio, presidente nazionale SIPMO e presidente del congresso.

Un evento scientifico di portata nazionale richiede un notevole sforzo organizzativo, quali sono i fattori principali affinché si traduca in un successo?

Montebugnoli. Nell'anno che precede il Congresso nazionale la SIPMO ne stabilisce sede, tematiche e struttura organizzativa.
Il successo, come nel caso di Bologna, è il risultato di una straordinaria sinergia tra il gruppo del comitato organizzatore locale e il direttivo SIPMO quale comitato scientifico del Congresso stesso. Si cerca di individuare tematiche,relatori e forme di comunicazione di notevole appeal sia per i soci attivi (senior), i soci ordinari e aggregati sia per i neoiscritti alla SIPMO e i congressisti odontoiatri. Un'altra ragione del successo è sicuramente il coinvolgimento dei giovani. Da tempo la nostra Società ha deciso di intraprendere diverse azioni in tale direzione, quali: il premio "Valerio Margiotta" per la migliore tesi di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria, che vede una preliminare selezione di quattro tesi finaliste esposte dai neodottori nel corso del Congresso; la possibilità di pubblicare gli abstract dei lavori presentati al Congresso su riviste ad accesso libero e indicizzate in PubMed; una competizione tra chi partecipa ai congressi SIPMO presentando i risultati della propria ricerca clinica e di base in tema di medicina e patologia orale. In sintesi, un'azione combinata tra la pianificazione di relazioni scientifiche di alto livello per fare il punto aggiornato e competente su temi preordinati di medicina orale e la promozione di un incubatore di idee e ricerche che solo i giovani possono generare. Siamo veramente contenti del risultato sia per la SIPMO sia per la sede di Bologna.

La patologia e medicina orale italiana gode di un'eccellente reputazione in campo internazionale. Nel nostro paese è ancora considerata marginale?

Lo Muzio. In realtà negli ultimi anni la nostra disciplina ha superato questa criticità sia entrando in contatto con la comunità, grazie ad azioni di divulgazione su tematiche importanti quali la prevenzione del carcinoma orale e dell'osteonecrosi da farmaci, sia collaborando strettamente con la CAO (Commissione Albo Odontoiatri) nazionale e altre società scientifiche di discipline affini. Moltissimi professionisti della salute orale si rivolgono con frequenza sempre maggiore ai patologi e medici orali per un consiglio o una seconda opinione su casi inusuali o complessi da inquadrare. Naturalmente serve ancora molta informazione sia tra i nostri colleghi odontoiatri sia tra i medici di famiglia e del territorio che spesso rappresentano i primi interlocutori dei pazienti. Una necessità altrettanto sentita è quella di proseguire con momenti educativi e di prevenzione, diretti anche alla popolazione, che prevedano azioni di counselling informativo e di orientamento.

Visto che non esiste una vera e propria specialità, come si diventa medico orale?

Lo Muzio. In Italia c'è stata una grande tradizione di stomatologia soprattutto per la provenienza degli odontoiatri, in passato, dalle file dei medici chirurghi. Oggi che il corso di studio in odontoiatria è autonomo, la scelta di diventare medico orale richiede coraggio e un notevole impegno di studio e ricerca data la necessità di interfacciarsi con tantissime branche della medicina come l'anatomia patologica, l'immunologia, la microbiologia, l'infettivologia e l'oncologia.
L'esistenza di una società come la SIPMO i cui soci attivi sono da sempre impegnati in contesti universitario-ospedalieri, di ricerca e di assistenza, consente a chi voglia avvicinarsi a questo campo di conoscere e approfondire i temi più comuni di interesse, come le malattie a patogenesi immunitaria, le malattie virali e batteriche, la prevenzione primaria e secondaria dei disordini potenzialmente maligni, del carcinoma orale e delle osteonecrosi della mascella.

Quali sono stati i temi più importanti tra quelli discussi al congresso?

Montebugnoli. Con il comitato scientifico si è deciso di approfondire alcune tematiche particolarmente interessanti quali la displasia epiteliale e i suoi rischi di trasformazione in cancro orale, la meta statizzazione dei tumori della bocca, i nuovi schemi di trattamento e le nuove opportunità offerte dalle terapie innovative come il laser, insieme a tanti altri "hot topics". Non sono mancati argomenti meno specialistici che ogni odontoiatra deve conoscere e saper affrontare. Tra questi l'osteonecrosi delle ossa mascellari, un tempo correlata solo ai bifosfonati e oggi a nuovi farmaci come gli antiangiogenetici e gli antiriassorbitivi.

Quali strategie la SIPMO intende intraprendere per potenziare il ruolo dei suoi soci nella promozione della salute orale?

Lo Muzio. La SIPMO vuole continuare a essere un punto di riferimento per la prevenzione e la diagnosi delle malattie del cavo orale. Il carcinoma orale, che ogni anno solamente in Italia colpisce circa 10.000 nuovi pazienti, è ancora oggi un tumore molto pericoloso da cui si può sperare di guarire solo se l'intervento chirurgico è radicale, tempestivo e la malattia non è troppo avanzata.
Serve un lavoro a tutti i livelli, a partire dalla diagnosi primaria verso fumo e alcol fino alla diagnosi precoce. In questa direzione sta andando un progetto SIPMO indirizzato anche ai medici di medicina generale, spesso i primi a essere contattati dai pazienti. La SIPMO si prefigge come ulteriore obiettivo di raggiungere il grande pubblico, tramite i mass media e le nuove vie di comunicazione, con un messaggio molto chiaro: una semplice visita odontoiatrica può salvare la vita!

Giulia Ottaviani e Matteo Biasotto per Dental Cadmos

Chi sono gli intervistati:

Lucio Montebugnoli dell'Università di Bologna è titolare dell'insegnamento di Patologia Speciale Odontostomatologica presso il CLOPD e responsabile del Reparto di Patologia Orale e Pazienti a Rischio del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche. È autore di oltre 220 articoli di cui 140 in lingua inglese su riviste con impact factor e di 5 libri di cui uno tradotto in inglese.

Lorenzo Lo Muzio, presidente del CLSOPD dell'Università degli Studi di Foggia e presidente della SIPMO, è professore ordinario di Malattie Odontostomatologiche (SSD MED28) e componente del consiglio direttivo, del Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Bio-Oncologia (CINBO).
È inoltre autore di numerosi lavori, relazioni a congressi nazionali e internazionali, libri e monografie.

 
 

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