Una guida destinata a professionisti e clinici per rispondere alle esigenze della pratica quotidiana, che non solo fornisca strumenti per individuare il corretto approccio chirurgico, ma affronti il caso clinico - documentato step by step da un ricco apparato iconografico - all'interno della più ampia terapia parodontale. È questo al centro del testo "Tecniche di chirurgia parodontale. Dalla diagnosi alla terapia", pubblicato a settembre da Edra. Ne abbiamo parlato con l'autore, Giacomo Tarquini (nella foto), libero professionista.
Possiamo ricapitolare l'idea alla base del libro?
Destinatari principali sono professionisti e clinici e il libro cerca di essere uno strumento di lavoro, una guida pratica nella quotidianità della professione. Non si tratta cioè di un testo accademico, ma di un supporto, scritto da un professionista, per la gestione del paziente e del caso clinico: personalmente, mi piace pensare a questo testo come a una sorta di "collega virtuale" a cui chiedere consigli pratici ogni qualvolta ci si trovi a dover impostare un piano terapeutico più o meno complesso. Le finalità formative rispondono pertanto alle esigenze della pratica clinica e sono quelle di fornire protocolli che siano il più possibile semplificati e di immediato utilizzo per il professionista, che si ritrova di fronte a casi clinici specifici.
Quali sono i principali contenuti?
Al centro ci sono, indubbiamente, le descrizioni delle singole procedure chirurgiche suddivise in base ai rispettivi campi di applicazione - quali, ad esempio, i lembi di accesso, la terapia ossea-resettiva, la terapia rigenerativa e la terapia delle recessioni gengivali - ma anche e soprattutto un'analisi ragionata delle varie tecniche che sono oggi disponibili e documentate in chirurgia parodontale, per comprendere in maniera più globale quando e perché eseguire una tecnica piuttosto che un'altra. Punto di partenza di questa analisi è la consapevolezza che la terapia chirurgica dovrebbe sempre essere considerata come uno dei possibili approcci terapeutici all'interno del più vasto campo della terapia parodontale, e certamente non l'unico né il più importante. La prima domanda a cui si cerca di rispondere, fornendo dati e strumenti, è quindi se un determinato approccio chirurgico possa rappresentare o meno la risposta giusta per affrontare il problema specifico di quel paziente. E questo è un concetto che viene sottolineato con forza e applicato poi successivamente a ogni singola procedura: per ognuna vengono riportate indicazioni e controindicazioni, ci si interroga su quando vada o non vada applicata e quali possano essere le possibili alternative; in una parola, la procedura chirurgica viene analizzata e inserita in un quadro più generale. E questa è una novità, perché nella maggior parte dei testi sono contenuti dati per scontati o accennati appena.
Ha parlato di novità: come si inserisce il testo nel panorama delle pubblicazioni sul tema?
Caratteristica principale del testo, che lo rende nuovo rispetto alle pubblicazioni esistenti, come dicevo, è l'approccio pratico. Punto di forza è quindi una iconografia vasta e ricca, che ha l'obiettivo di documentare "step by step" il caso clinico. Qualsiasi procedura chirurgica e ogni singolo tempo operatorio e fase dell'intervento è minuziosamente descritta attraverso fotografie e illustrazioni, rendendo i contenuti di più facile applicazione. I concetti, necessari e imprescindibili in Parodontologia, sono proposti in modo che siano di facile memorizzazione, mediante schemi e box, che riportano anche spunti e riferimenti bibliografici essenziali per un eventuale approfondimento. In tal senso, un ruolo importante è rivestito anche dalla composizione delle didascalie, che cercano di focalizzare il nucleo del contenuto in modo efficace, e dal grande rilievo che viene dato all'apparato infografico, allo scopo di non rendere il testo in sé eccessivamente corposo.
Francesca Giani
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