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20 Maggio 2024

Quale cura, etica, dell’inestetismo attraverso la protesi

Costanza Micarelli: la terapia efficace, ed etica, in riabilitazione orale è quella minima ed indispensabile

Nor. Mac.

Il dentista deve curare il paziente non il singolo dente e deve curarlo anche per quanto riguarda l’estetica che deve essere considerata in un piano di trattamento, dopo aver fatto una diagnosi globale e dal punto di vista etico inteso come estetica ad ogni costo. 

Affermazione fatta in apertura di recente Clinical Arena, ospiti del prof. Dino Re, la dott.ssa Costanza Micarelli (nella foto) e il prof. Massimo Gagliani, dal quale è emerso che non può esserci estetica senza etica. 

Argomento che ci ha incuriositi ed abbiamo voluto approfondire con la dott.ssa Micarelli alla vigilia del Congresso SIPRO dove si parlerà di riabilitazioni sostenibili. 

Dott.ssa Micarelli, parlando di estetica vi devono essere dei limiti etici o se è una richiesta del paziente tutto è lecito per soddisfarlo? 

Questo più che a noi bisognerebbe chiederlo ai chirurghi plastici che evidentemente, pur con procedure decisamente più invasive e irreversibili, non si pongono molto il problema. Ma, dal momento che ognuno di noi risponde alla propria coscienza e che ritengo generalmente pericoloso per l’integrità personale di chiunque fare qualcosa perché tanto la fanno anche gli altri, il limite etico me lo pongo nel non creare danni, e nel rispettare un piano di trattamento che segua criteri diagnostici, prognostici ed esecutivi assolutamente rigorosi. Se un paziente ha un problema estetico soltanto su uno o due denti è del tutto antietico riabilitarne sei o dieci per non avere problemi di colore, e se il problema estetico è risolvibile con terapie ortodontiche o conservative preferisco demandare ad altri specialisti.  


Una riabilitazione protesica può essere finalizzata al solo fine estetico? 

Perché no? Se i parametri funzionali e biologici sono sani e la sola “malattia” (perché qualcosa che crea disagio al paziente è in ogni caso una disfunzione) è l’inestetismo è lecito procedere con un restauro, con la scienza e la coscienza proprie di chi, seppure sui denti, compie un atto medico.  


Non c’è il rischio che il clinico, nel proporre a noi pazienti la riabilitazione migliore, sia condizionato dal suo dover gestire una attività? 

Torniamo al punto di prima: il rischio di fare sempre e solo quello che sappiamo fare per non mandare il paziente ad altri specialisti o in altri studi esiste, anche inconsciamente: prima di procedere meglio chiedersi se abbiamo veramente esplorato tutte le possibilità o se possiamo pensare a qualcosa di diverso.  


Il prossimo Congresso SIPRO, questo fine settimana a Firenze, ha come tema generale la sostenibilità. Cosa si deve intendere per sostenibilità di una riabilitazione protesica? 

Con il termine sostenibilità, utilizzato per la prima volta nel 1992 durante la prima Conferenza ONU sull’ambiente, si intende la “condizione di un modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”. Attualmente questo concetto viene traslato su tre piani: economico, ambientale, sociale. In campo protesico non è nulla di diverso: un piano di trattamento in grado di soddisfare i bisogni del paziente (in senso lato...non solo del singolo dente o gruppo di denti ma dell’individuo che ce l’ha in bocca) utilizzando il minimo delle risorse economiche, biologiche ed umane del paziente stesso e senza compromettere il futuro del sistema orale ma al contrario assicurando al tutto l’apparato stomatognatico un futuro quanto più possibile esente da ulteriori patologie. Si potrebbe dire che è la terapia minima efficace per soddisfare i bisogni del paziente e assicurare la salute nel tempo del sistema orale, e questo al congresso SIPRO verrà trattato in modo esaustivo da relatori di grande qualità ed esperienza, a cominciare dalla sessione che coordinerò, nella quale si parlerà dell’integrazione tra ortodonzia e protesi per ottimizzare i rapporti costi/benefici nelle riabilitazioni protesiche e implantoprotesiche.


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