Musella (AIO): la questione centrale non è scegliere tra libera professione e aggregazione, ma comprendere quale identità professionale si intende preservare
L’odontoiatria italiana sta attraversando una trasformazione profonda che non riguarda solo l’innovazione tecnologica o clinica, ma il modello stesso di esercizio della professione. Al centro di questo cambiamento emerge una domanda cruciale: la libera professione è ancora sostenibile o stiamo evolvendo verso forme sempre più strutturate di aggregazione?
Per anni il sistema si è fondato sulla figura del professionista autonomo, titolare di studio e riferimento diretto per il paziente. Un modello che ha garantito qualità e rapporto fiduciario. Oggi, però, questo equilibrio è messo alla prova da fattori concreti: aumento dei costi, complessità gestionale, investimenti tecnologici sempre più onerosi e un mercato più competitivo.In questo contesto, l’aggregazione – sotto forma di studi associati, reti o strutture organizzate – rappresenta una risposta sempre più diffusa. Consente di condividere risorse, ottimizzare processi e affrontare meglio le sfide economiche. Tuttavia, è necessario interrogarsi se si tratti di una scelta strategica o di una condizione sempre più obbligata per restare competitivi.
Uno degli aspetti più delicati riguarda il rapporto tra organizzazione e autonomia clinica. Se da un lato i modelli aggregati offrono efficienza e capacità di investimento, dall’altro pongono il tema della tutela dell’indipendenza decisionale del professionista. Il rischio è una progressiva separazione tra chi organizza e chi cura, con possibili ricadute sull’identità stessa della professione.
Anche la tecnologia gioca un ruolo determinante. La digitalizzazione – dagli scanner intraorali ai sistemi CAD/CAM – richiede non solo risorse economiche, ma competenze e modelli organizzativi adeguati. In molti casi, queste innovazioni trovano più facile applicazione in contesti strutturati, contribuendo a spostare l’equilibrio verso forme meno individuali di esercizio.Parallelamente, è cambiato il paziente: più informato, più esigente e sempre più orientato a prestazioni che integrano funzione ed estetica. Questo comporta una crescente pressione sugli studi e una domanda di servizi più completi e organizzati.
Di fronte a questi cambiamenti, la questione centrale non è scegliere tra libera professione e aggregazione, ma comprendere quale identità professionale si intende preservare. La sfida è costruire modelli in cui collaborazione ed efficienza non compromettano autonomia e responsabilità clinica.
Il futuro dell’odontoiatria probabilmente non sarà né esclusivamente individuale né totalmente aziendalizzato, ma caratterizzato da forme ibride. In questo scenario, diventa fondamentale accompagnare la professione in un percorso di evoluzione consapevole.Perché il vero rischio non è il cambiamento, ma subirlo senza una visione chiara e condivisa.
Vincenzo Musella: Presidente Nazionale AIO – Associazione Italiana Odontoiatri
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
lettere-al-direttore 09 Luglio 2026
Tre considerazioni sul ruolo dell’odontotecnico, il rischio abusivismo e la “speranza” di un sindacato unico per gli odontoiatri
lettere-al-direttore 08 Luglio 2026
“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Vito Lombardi cita Giuseppe Tomasi di Lampedusa per la sua riflessione sulle recenti e storiche questioni...
lettere-al-direttore 07 Luglio 2026
Il Segretario Generale del CIOd chiede provocatoriamente: perché fa paura il riconoscimento degli odontotecnici?
lettere-al-direttore 26 Giugno 2026
Pintus: l’attività clinica spetta all’odontoiatra ma è improprio sostenere che la giurisprudenza abbia definitivamente escluso qualsiasi prospettiva di evoluzione...
lettere-al-direttore 26 Giugno 2026
Il presidente Brugiapaglia motiva perché il riconoscimento sanitario rischia di confondere ruoli e responsabilità ed il valore di un aggiornamento tecnico senza sconfinamenti...
Una ricerca ha valutato come le protesi adesive a sbalzo in disilicato di litio influenzino qualità di vita correlata alla salute orale, soddisfazione del paziente e risultati...
Il corso FAD EDRA ECM completo per aggiornare la pratica protesica contemporanea
Cronaca 10 Luglio 2026
Presentato il nuovo nomenclatore delle prestazioni odontoiatriche, l’aggiornamento sul lavori di modifica del Codice deontologico, i prossimi corsi FAD
Sussidi per gli studi universitari. Ecco chi può richiederli. l’Ente di previdenza e assistenza ha stanziato circa 2,4 milioni di euro
Lo ha elaborato l’Ordine dei dentisti spagnolo, ecco i 10 consigli che possono essere veicolati ai vostri pazienti attraverso i social
Lettere al Direttore 09 Luglio 2026
Tre considerazioni sul ruolo dell’odontotecnico, il rischio abusivismo e la “speranza” di un sindacato unico per gli odontoiatri
Guida: la medicina estetica non può più permettersi percorsi formativi disomogenei, la sicurezza del paziente nasce dalla formazione
Un nuovo organismo nato per rappresentare il settore della salute a livello nazionale. L’obiettivo di costruire una rappresentanza unitaria, autorevole e diffusa
Lettere al Direttore 08 Luglio 2026
“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Vito Lombardi cita Giuseppe Tomasi di Lampedusa per la sua riflessione sulle recenti e storiche questioni...
Approfondimenti 08 Luglio 2026
Lo Muzio: subito il Decreto per la distribuzione dei posti, a rischio non solo la formazione degli specializzandi ma l’assistenza fornita ai cittadini
Cronaca 08 Luglio 2026
Da ENPAM la guida aggiornata per la compilazione del Modello D: come dichiarare, quali redditi indicare, le sanzioni per i ritardatari tra le informazioni contenute
Approfondimenti 08 Luglio 2026
Musella: “servono regole chiare, trasparenza e pieno riconoscimento delle competenze odontoiatriche”
Consente di finanziare gratuitamente Associazioni ed Enti, ma nel settore potrebbe essere maggiormente utilizzato. Ecco a chi si può donare e quanto hanno incassato nel 2025
Cronaca 07 Luglio 2026
Più collaborazione contro abusivismo e illeciti professionali. OMCeO e CAO potranno essere individuati come parte offesa in determinati processi penali
