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17 Giugno 2025

La decontaminazione delle impronte dentali

Le indicazioni per studio odontoiatrico e laboratorio odontotecnico per prevenire i rischi di infezioni


improntaImmagine di repertorio

La notizia della chiusura di un laboratorio odontotecnico (anche) per carenze igienico sanitarie legate alla disinfezione delle impronte che arrivavano dallo studio odontoiatrico ha portato alcuni di voi lettori a chiederci perché il laboratorio è tenuto a preoccuparsi di disinfettare le impronte se questa operazione deve farla lo studio odontoiatrico.

Oltre al buon senso, che però non è una norma, l’obbligo per lo studio odontoaitrico di decontaminare le impronte dentali deriva dal Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) ma anche dalle linee guida sulla prevenzione del Covid, ancora in vigore che prevedono per l’odontoiatra proprio un passaggio sulle impronte dentali.

E sempre per la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, il titolare di laboratorio odontotecnico dovrà prevedere un protocollo di disinfezione di tutto quanto ritonri dallo studio dopo essere stato a contato con il paziente, proprio per garantire la sicurezza sua e degli collaboratori nel caso lo studio non abbia provveduto.

Impronte, modelli e manufatti protesici rappresentano potenziali veicoli per la trasmissione di microrganismi tra il paziente, lo studio odontoiatrico e il laboratorio odontotecnico e quindi adottare protocolli rigorosi e universalmente riconosciuti è, quindi, un imperativo etico e professionale per tutelare la salute di tutti gli operatori pazienti inclusi.

Applicazioni pratiche

La necessità di procedure standardizzate per il controllo delle infezioni in odontoiatria è riconosciuta a livello globale. Organismi come i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) negli Stati Uniti, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la FDI World Dental Federation, pur con sfumature specifiche, convergono su principi cardine che guidano la decontaminazione delle impronte:

  • Precauzione universale: Ogni materiale che lascia la bocca del paziente deve essere trattato come potenzialmente contaminato.
  • Pulizia meccanica iniziale: La rimozione fisica di residui organici (sangue, saliva, tessuti) è il primo e insostituibile passo.
  • Disinfezione efficace: L'uso di disinfettanti ad ampio spettro e compatibili con i materiali da impronta è cruciale, rispettando tempi e modalità d'azione.
  • Sicurezza nel trasporto: Le impronte disinfettate devono essere protette da una ricontaminazione durante il trasferimento.
  • Collaborazione e comunicazione: Un dialogo aperto tra studio e laboratorio è fondamentale per una gestione coerente e sicura.

Questi principi costituiscono la base su cui si articolano le procedure operative per studio e laboratorio e valgono non solo per le impronte ma anche per tutte le prove dei dispositivi protesici o delle componenti necessarie alla loro fabbricazione che entrano in contatto con il cavo orale del paziente.  

Nello studio odontoiatrico

La decontaminazione inizia immediatamente dopo la rimozione dell'impronta dal cavo orale del paziente. Anche le procedure dedicate alla disinfezione delle impronte devono essere indicate nel DVR dello studio ed oggetto di adeguata formazione del personale.

  • Immediato lavaggio sotto acqua corrente: Appena rimossa, l'impronta (o il manufatto protesico) deve essere posta sotto un getto  di acqua fredda non violento, almeno 60 secodi. L'acqua fredda è preferibile per evitare la coagulazione del sangue, facilitandone la rimozione insieme a saliva e altri detriti organici visibili. Questo passaggio è critico, poiché la presenza di materiale organico può ridurre drasticamente l'efficacia del disinfettante.
  • Disinfezione approfondita: Questa è la fase chiave. La scelta del metodo e del disinfettante è determinante:
    1. Immersione: Per la maggior parte dei materiali da impronta stabili (es. siliconi per addizione o condensazione, polieteri), l'immersione in una soluzione disinfettante è il metodo più efficace. Si devono utilizzare prodotti specifici per impronte, con azione battericida, fungicida e virucida (contro virus lipidici e non-lipidici) e con dimostrata compatibilità con il materiale. I tempi di contatto, solitamente tra i 10 e i 15 minuti, devono essere scrupolosamente rispettati come indicato dal produttore. Per materiali più sensibili all'acqua come gli alginati, si possono considerare soluzioni a concentrazioni più elevate per tempi di contatto ridotti, o disinfettanti spray specifici. Consigliato verificare sulle istruzioni d’uso dle materiale da impronta le indicaizoni.
    2. Spray: Alcuni disinfettanti sono formulati in spray. Se utilizzati, è essenziale nebulizzare l'intera superficie dell'impronta in modo uniforme, assicurando un'adeguata copertura e rispettando i tempi di azione, ma anche manico ed intera superficie porta impronta.
  • Abbondante risciacquo con acqua pulita: Dopo il tempo di contatto, l'impronta deve essere sciacquata con cura sotto acqua corrente non violenta per 60 secondi. Questo rimuove ogni residuo di disinfettante che potrebbe essere irritante, tossico o alterare la presa del gesso durante la colatura e la sua composizione chimica quindi resistenza.
  • Asciugatura: L'impronta va delicatamente asciugata, prestando attenzione a non deformarne i dettagli, specialmente in caso di materiali elastici.
  • Confezionamento e tracciabilità: L'impronta disinfettata deve essere immediatamente inserita in un sacchetto di plastica sigillato e trasparente monouso. La prescrizione per il laboratorio va compilata separatamente, senza che entri in contatto con l'impronta, e inserita in una busta a parte o attaccata esternamente al sacchetto. È fondamentale indicare chiaramente sulla prescrizione che l'impronta è stata decontaminata e specificare il metodo e il disinfettante utilizzato; questo crea un ponte di sicurezza tra studio e laboratorio.
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI): Tutte queste operazioni devono essere svolte indossando sempre i DPI adeguati: guanti monouso, mascherina chirurgica e occhiali di protezione.  


Nel laboratorio odontotecnico

Nonostante l'impronta arrivi dallo studio come "decontaminata", il laboratorio non può abbassare la guardia.

  • Ricezione e gestione dell'imballaggio: All'arrivo, l'impronta deve essere maneggiata con guanti dedicati. L'imballaggio esterno va rimosso con cautela e immediatamente smaltito come rifiuto a rischio infettivo, prima di estrarre l'impronta dal sacchetto interno.
  • Ispezione e eventuale ulteriore decontaminazione: È buona norma ispezionare l'impronta per eventuali residui. Sebbene in studio sia stata decontaminata, un'ulteriore e rapida disinfezione superficiale in laboratorio, con prodotti specifici e compatibili con il gesso, può aggiungere un ulteriore livello di sicurezza, soprattutto se non vi è piena fiducia nel protocollo dello studio.
  • Colatura del modello in gesso: La colatura deve avvenire in un'area designata del laboratorio, possibilmente separata dalle zone "pulite" di finitura. Gli operatori devono continuare a indossare i DPI.
  • Decontaminazione dei modelli in gesso: Una volta che il gesso ha fatto presa e il modello è stato separato dall'impronta, anche quest'ultimo può essere veicolo di contaminazione. Protocolli avanzati prevedono la disinfezione del modello in gesso, ad esempio tramite esposizione al microonde per brevi periodi o l'uso di disinfettanti spray specifici per gesso che non ne alterino la superficie.
  • Gestione dei rifiuti contaminati: Tutti i materiali monouso (guanti, sacchetti, etc.) e i residui di impronta o di gesso contaminati devono essere smaltiti secondo le normative locali come rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo.
  • Pulizia e disinfezione delle aree di lavoro: Le superfici di lavoro, le spatole e le attrezzature utilizzate per la manipolazione delle impronte e la colatura dei modelli devono essere pulite e disinfettate regolarmente con prodotti idonei.  


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