La normativa di riferimento, il ruolo del datore di lavoro, le cose da sapere e rispettare. Il punto dell’ANTLO
Nel mondo dell’odontotecnica, la sicurezza sul lavoro non è solo un obbligo normativo, ma una responsabilità concreta che coinvolge direttamente il datore di lavoro, sia esso titolare individuale, socio di una società o amministratore di una realtà più strutturata. Lo chiarisce con precisione l’Avv. Gianfranco Manzo, esperto in diritto del lavoro, in un approfondito contributo pubblicato su ANTLO Online.
Chi è il datore di lavoro secondo il D.lgs. 81/2008
La normativa di riferimento, il D.lgs. 81/2008, definisce il datore di lavoro come “il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che [...] ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa”. In altre parole, è colui che ha il potere di incidere concretamente sull’organizzazione e sulla sicurezza del luogo di lavoro.
Come sottolinea l’Avv. Manzo, “il datore di lavoro deve garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori, fornendo attrezzature e dispositivi di protezione adeguati, organizzando il lavoro in modo sicuro e adottando misure per la prevenzione incendi e l’eventuale evacuazione dai luoghi di lavoro”.
Datore di lavoro “formale” e “di fatto”
La giurisprudenza, ricorda il consulente ANTLO, ha chiarito che la responsabilità non si limita al datore di lavoro “formale”. Infatti, “può essere chiamato a rispondere della violazione della normativa anche il datore di lavoro ‘di fatto’, che è un’ipotesi concreta non del tutto trascurabile, specialmente in alcune ‘particolari’ realtà territoriali”.
Questo principio di effettività, codificato dall’art. 299 del D.lgs. 81/2008, impone che gli obblighi gravino anche su chi esercita concretamente i poteri tipici del datore di lavoro, indipendentemente dalla carica formale.
Società e responsabilità condivisa
Nel caso di società di persone, come le s.n.c. o le s.a.s., “l’obbligo di adottare le misure di prevenzione grava su ciascun socio, sempre che non sia stata conferita apposita delega a persona qualificata”. Nelle società di capitali, invece, la responsabilità ricade sul Consiglio di Amministrazione, e in particolare sul Presidente, ma anche gli altri membri possono essere coinvolti.
Manzo sottolinea che “la vera forza deterrente della sanzione non debba far leva tanto sull’accentuazione di una prospettiva punitiva esclusivamente individualistica, quanto sulla piena corresponsabilizzazione del sistema aziendale”.
Delega di funzioni: non basta un RSPP
Un altro punto cruciale riguarda la delega di funzioni. La nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) non esonera il datore di lavoro dalle sue responsabilità.
“Il RSPP è un soggetto che non è titolare di alcuna posizione di garanzia [...] opera quale consulente del datore di lavoro, che rimane direttamente obbligato”, chiarisce Manzo.La delega, per essere valida, deve rispettare requisiti formali e sostanziali: “forma scritta ad substantiam, data certa, soggetto qualificato, poteri di organizzazione, gestione, controllo e spesa, accettazione scritta e pubblicità dell’atto”.
Obblighi e vigilanza costante
L’Avv. Manzo conclude con un monito: “il datore di lavoro non può sottovalutare la portata del proprio ruolo [...] deve predisporre verbali di formazione, consegna DPI e pretendere collaborazione dai lavoratori”. In caso di inadempimento, il comportamento del dipendente può configurarsi come illecito disciplinare, fino al licenziamento.
A questo link l'articolo integrale dell'Avv. Manzo su ANTLO News
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