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15 Gennaio 2018

Dall'approccio dentale all'idealizzazione dei tessuti molli. Quando l'estetica si fa "braccio" della protesica

di Milvia Di Gioia


Gli odontoiatri sono da tempo consapevoli della necessità di metter in atto tutte le strategie possibili per conservare, o addirittura aumentare ll'osso alveolare per un buon supporto dei tessuti molli del viso. Ciò risulta ancora più critico nelle scelte terapeutiche in un viso in crescita. Tanto da aver indotto il dott. David M.Sarver, già nel 2000, a enunciare il Paradigma dei Tessuti Molli che ha rappresentato una rivoluzione nella pianificazione ortodontica Di conseguenza il principio guida della risoluzione della malocclusione dentale è cambiato da un approccio solo dentale secondo Angle all'idealizzazione dei tessuti molli, ai quali si adatta il piano di trattamento dentale e occlusale.

Questo cambio di paradigma ha reso di estrema attualità l'approccio terapeutico da sempre esistito in protesi totale dove il montaggio dei denti sui corpi protesici è eseguito successivamente, e si adatta, al corretto posizionamento del piano estetico e della dimensione verticale nel sorriso. Si è trattato della prima grande rivoluzione in Odontoiatria relativamente ai tessuti molli del viso. La seconda grande rivoluzione viene per l'odontoiatra dalle tecniche che consentono di modificare e migliorare i tessuti molli riducendo molto l'invasività delle terapie.

Gli odontoiatri hanno tutti gli strumenti di analisi per definire quali elementi extraorali e intraorali determinano il dismorfismo che il paziente desidera correggere: approcciamo il viso in maniera olistica, analizzandone le forme, le proporzioni, i volumi, l'aspetto della superficie cutanea, la mimica e le espressioni facciali, il sorriso, la risata. Tralasciare l'osservazione anche solo di uno degli elementi che concorre all'armonia estetica del viso e del sorriso ci può portare a sottostimare l'entità della correzione necessaria o a non ottenere il risultato desiderato. Ne siamo testimoni nel quotidiano di fronte ai visi televisivi che assomigliano più a maschere di cera nelle quali il magnetismo dell'espressività è molto compromesso ove non completamente annullato.

Per contro, anche in studi odontoiatrici attrezzati, non sono infrequenti situazioni in cui il paziente richiede di trattare insieme alla malocclusione - o a un'agenesia del canino come nell'ultimo esempio proposto - anche i dismorfismi facciali che danno un'aspetto "agé". In questi casi una risposta ortodontica può giovarsi del supporto della medicina estetica e del filler, supporto che indubbiamente va utilizzato con attenzione estrema ai dettagli e una piena conoscenza anatomo-funzionale dei tessuti molli e delle loro proprietà. Al Congresso ICAMP lo scorso 24-25 novembre a Milano è stato opportunamente sottolineato come le conseguenze degli interventi ortodontici o di correzioni delle malocclusioni abbiano importanti risvolti estetici che l'Odontoiatra deve conoscere, utilizzi o meno la medicina estetica, anche per indirizzare il suo paziente alla risposta terapeutica più completa e soddisfacente.

  • Aspetto iniziale del viso. La paziente eseguiva impianti di filler

  • Risultato dopo il trattamento intra e extraorale di armonizzazione

  • Il sorriso alterato in termini di forma, proporzione e colore nella sua componente intra e extraorale è stato corretto con intervento protesico e di Filler e Botulino

  • Dopo l'intervento protesico e di Filler e Botulino

Per ottenere un risultato piu' naturale e' stato prima corretto protesicamente il supporto del labbro
superiore e poi i tessuti molli extraorali sono stati armonizzati mediante filler di Acido Ialuronico

  • Filler posizionato in maniera tradizionale sugli zigomi e sulle labbra

  • Niente filler

  • Biorimodellamento

Tracciare delle linee di riferimento sulle foto del viso in visione laterale è importante per apprezzare le modifiche in termini di eversione, protusione e volume a carico delle labbra.

Foto sopra è della dottoressa Camilla Bibi Molinari

  • Analisi del profilo: inversione del rapporto tra labbro superiore e inferiore rispetto alla E-Line di Ricketts,riduzione dell'angolo naso-labiale, accentuazione dell'angolo labio-mentale e retroposizione del mento.

  • Correzione del profilo con modifica ortodontica dell'inclinazione degli incisivi superiori e conseguente riduzione del supporto del labbro superiore, apertura dell'angolo naso-labiale, correzione della proporzione labiale con mentoplastica additiva e del solco labio-mentale con Filler e Tossina Botulinica

Foto: Per dare a un filler labbra un aspetto naturale la cura dei dettagli è essenziale, prosegue la dott. Di Gioia. La ragazza in foto presenta l'agenesia del canino superiore di sinistra, sostituito dal primo premolare. La bozza ossea in corrispondenza della parte terminale dell'ala del naso e il profilo d'emergenza della corona dentale sono del tutto diversi tra i due elementi dentali, nonostante i tessuti molli compensino bene l'asimmetria. Asimmetria visibile, per un occhio allenato, nel vermiglio superiore sinistro e alle commissure labiali, corretta con il posizionamento asimmetrico del filler.

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