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01 Gennaio 2013

Lesioni bianche bilaterali della mucosa orale e della lingua

di P. Vescovi, M. Manfredi, M. Meleti, E. Merigo, R. Guidotti, A. Sarraj, G. Mergoni, C. Fornaini, T. Simonazzi, M. Bonanini


Presentazione del caso
Un uomo di 48 anni giungeva alla nostra attenzione lamentando la presenza di lesioni orali modestamente sintomatiche, comparse nel cavo orale da alcuni mesi. Il paziente, omosessuale e sieropositivo per HIV da 16 anni, era in terapia antiretrovirale da 6 anni. Si era accorto casualmente dell'esistenza di lesioni biancastre finemente reticolari bilateralmente sui margini della lingua e sulle guance.
Il paziente, saltuario fumatore, era in buona salute e in ottima forma fisica: effettuava regolari controlli presso il Centro di Malattie Infettive e svolgeva regolare attività sportiva partecipando agli allenamenti di calcio con una squadra locale. Il medico curante aveva prescritto per alcuni mesi cicli di collutori alla clorexidina e nistatina in sospensione orale, ma senza ottenere un apprezzabile risultato.

Diagnosi e cura
All'esame obiettivo si rilevava la concomitanza tra le sopraindicate lesioni e vasti restauri in amalgama d'argento presenti sui molari mandibolari.

Essendo il paziente sieropositivo per HIV, la bilateralità delle lesioni linguali avrebbe potuto indurre il sospetto di una leucoplachia villosa orale (forma legata, nei soggetti immunodepressi, a infezione da virus di Epstein-Barr), ma il suo soddisfacente stato di salute, l'aspetto reticolare, la presenza di simili lesioni sulla guancia e la relazione spaziale con i restauri metallici orientavano verso una forma lichenoide. Le lesioni lichenoidi orali (LLO) sono manifestazioni simili al lichen planus orale, ma se ne distinguono perché non soddisfano completamente i criteri clinici e istopatologici necessari per la diagnosi. Oltre alle LLO idiopatiche sono descritte forme farmacoindotte in cui vengono compresi, tra gli altri, gli antiretrovirali, gli antinfiammatori non steroidei, i sali d'oro, gli antibiotici. Esiste un gruppo fondamentale, definito "LLO da contatto", in cui il rapporto con specifici materiali odontoiatrici risulta essere il fattore scatenante. Generalmente la diagnosi è clinica, non esistendo esami completamente attendibili per dimostrare un'effettiva relazione patogenetica, e si basa su due elementi: il rapporto topografico con il restauro e la scomparsa della lesione dopo la sostituzione del materiale.

Nello specifico caso il paziente veniva sottoposto alla sostituzione delle vecchie e inefficienti otturazioni con resine composite e dopo 3 mesi si otteneva la regressione subtotale delle lesioni.



 
 

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