In un recente studio viene evidenziato che l'OSA può essere associata, in modo diretto, ad un aumento di una serie di gravi e debilitanti disturbi oculari
L’apnea ostruttiva notturna (OSA) è un noto fattore di rischio importante per molte patologie cardiovascolari che oltre a causare svariati problemi alla salute generale, assume un ruolo significativo quando è associata ad alcuni disturbi e patologie, come ad esempio quelle oculari.
Tra queste, in modo specifico, troviamo: la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION), la sindrome della palpebra flaccida (FES), l'occlusione venosa retinica (RVO), il cheratocono (KC), l'ipertensione intracranica idiopatica (IIH), la retinopatia sierosa centrale (CSR) e il glaucoma. Queste comorbilità oftalmiche associate alle OSA hanno progressivamente stimolato la ricerca mondiale al fine di comprendere i complessi meccanismi fisiologici di base, i rischi, le interazioni e le popolazioni specifiche esposte a maggior rischio.
Sono molte le ipotesi per queste associazioni che sono state proposte, ma l’ipossia intermittente, l’eccessiva stimolazione simpatica, lo stress ossidativo e gli effetti dannosi dell'endotelina-1, sono i meccanismi che si pensa siano coinvolti in modo diretto con la patofisiologia OSA.
Una migliore comprensione e divulgazione di questi meccanismi potrebbe portare ad una sensibilizzazione diretta da parte dei medici e paramedici generici a tutti i gruppi dei pazienti a rischio, verso i servizi oculistici, aiutando così gli specialisti oftalmici a preservare la salute degli occhi, anticipando precocemente la manifestazione clinica o limitando di fatto un aggravamento della patologia stessa, se già in atto.
Ad esempio, la diagnosi di OSA con glaucoma può essere parzialmente confusa da altre malattie che comportano una scarsa perfusione, come l’obesità, l’ipertensione e il diabete.
Considerando che il tessuto della retina presenta una delle più elevate esigenze di ossigeno del corpo, è chiaramente suscettibile di lesione ipossica notturna da eventi cronici nei pazienti affetti da OSA.Per quanto riguarda l'obesità, è possibile che questo sia un fattore aggravante in quanto il peso corporeo può limitare l'espansione del torace e causare ipossia e ipercapnia notturna.Probabilmente, l’aumento circolatorio dei livelli di epinefrina e norepinefrina nei pazienti OSA contribuiscono ad aumentare il tono simpatico che provoca disfunzioni endoteliali nella barriera emato-retinica, accumulando di conseguenza fluido sieroso nella retina stessa. Una predisposizione ischemica riguardante la parte anteriore del nervo ottico, i ripetuti eventi ipossici cronici, i cambiamenti emodinamici dei vasi sanguigni della retina, lo stress ossidativo, la disregolazione mitocondriale e l’infiammazione cronica che si viene di conseguenza a creare, possono contribuire alla neuropatia ottica delle fibre nervose e all’aumento della pressione intraoculare e intracraniale, portando progressivamente fuori controllo medico il glaucoma, per evolvere successivamente, nei casi più severi, alla cecità.
Conclusione
I recenti studi hanno dimostrato una significativa associazione tra l’OSA e la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (NAION), la sindrome della palpebra flaccida (FES), l'occlusione venosa retinica (RVO), il cheratocono (KC), l'ipertensione intracranica idiopatica (IIH), la retinopatia sierosa centrale (CSR) e il glaucoma, ma non con la degenerazione maculare legata all'età (AMD). V
iene così evidenziato che l'OSA è associata, in modo diretto, ad un aumento di una serie di gravi e debilitanti disturbi oculari.
Tutte le figure professionali legate alla vista (Oculisti, Ortottisti e Ottici) dovrebbero essere consapevoli dei rischi associati alla comorbilità tra le OSA e le varie patologie oculari e i pazienti andrebbero indirizzati per il riconoscimento, diagnosi e trattamento, il più precocemente possibile.Da questo se ne deduce che risulta fondamentale che i medici e i paramedici di tutte le branche che esaminano o che vengono a contatto con pazienti affetti da una di queste condizioni, dovrebbero considerare l'opportunità di far sottoporre sempre i pazienti ad uno screening e ad una eventuale successiva valutazione poligrafica (monitoraggio cardio respiratorio domiciliare) per verificare la possibile presenza di OSA, fermo restando che l’Oculista è il solo professionista delle patologie oftalmiche che può esprimersi per le relative conclusioni diagnostiche ed i consigli terapeutici.
Patologie oftalmiche direttamente correlate all’OSA:
Per approfondire:
Bulloch G, Seth I, Zhu Z, Sukumar S, McNab A. Ocular manifestations of obstructive sleep apnea: a systematic review and meta-analysis. Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2024 Jan;262(1):19-32. doi: 10.1007/s00417-023-06103-3. Epub 2023 May 25. PMID: 37227479; PMCID: PMC10806133.
Nota: Immagine realizzata con IA
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