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25 Marzo 2026

Obbligo di compilazione del Fascicolo Sanitario Elettronico

La CAO ribadisce che l’obbligo non riguarda gli odontoiatri che svolgono la professione in regime di libero professionista senza avere rapporti con il SSN


Senna fs

Entro martedì 31 marzo dovrebbero entrare a regime una serie di adempimenti che le strutture sanitarie ed i professionisti obbligati ad inserir ei dati delle prestazioni effettuate sul Fasciolo Sanitario elettronico dei propri pazienti in viste dell’entrata a regime previso per giugno 2026. Alcuni media nazionali, ma anche qualche organi di informazione del settore sanitario, dando la notizia della scadenza, hanno incluso tra le categorie obbligate ad compilare il Fasciolo sanitario elettronico anche gli studi odontoiatrici privati. 

Con un post sulla pagina Facebook della CAO Nazionale il Presidente Andrea Senna (nella foto), torna a ribadire che “Allo stato della normativa primaria nazionale non si rinviene una previsione espressa che imponga in modo generalizzato l’obbligo di alimentazione del FSE in capo all’odontoiatra che eserciti esclusivamente in regime libero- professionale privatistico puro, in assenza di accreditamento o convenzionamento con il SSN”. 

Alcune settimane fa la CAO Nazionale e la FNOMCeO, rispondendo ad una richiesta di ANDI, su ricetta dematerializzata e Fascicolo Sanitario Elettronico (si veda il nostro approfondimento cliccando qui) avevano motivato l’esclusione per gli odontoiatri che non sia accreditato o convenzionato con il SSN. 

Nel parere, consultabile sul sito ANDI, CAO e FNOMCeO sottolineavano che “l’obbligo di alimentazione del FSE è strettamente correlato ai flussi informativi del Servizio Sanitario Nazionale e all’attività svolta nell’ambito del medesimo, con particolare riferimento alle strutture pubbliche e private accreditate e agli esercenti le professioni sanitarie che operano in tale contesto”.

Infatti –continua il parere- l'alimentazione del FSE è prevista per aziende sanitarie locali, strutture pubbliche del SSN, strutture private accreditate, strutture autorizzate e esercenti professioni sanitarie, anche convenzionati con il SSN, quando operano in autonomia, nei limiti delle responsabilità assegnate”. “Pertanto –continua la nota- in assenza di specifiche disposizioni regionali che dispongano diversamente, il libero professionista medico o odontoiatra in regime privatistico puro non risulta destinatario di un obbligo diretto e automatico di alimentazione del FSE analogo a quello previsto per i soggetti del SSN, potendosi, eventualmente, se e ove previsto, configurare invece un’eventuale facoltà del professionista in tal senso”.


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