HOME - Strumenti e Materiali
 
 
07 Giugno 2011

Una guida a strumenti diagnostici non invasivi

di Debora Bellinzani


Ci sono strumenti diagnostici non invasivi che ancora oggi non fanno parte del curriculum accademico dell’odontoiatra, ma che tra qualche anno, con molta probabilità, gli studi maggiormente all’avanguardia dovranno sapere utilizzare.
Si tratta di device che possono fornire dati utili, per esempio riguardo al bilanciamento delle forze masticatorie o all’aspetto estetico che il paziente avrà dopo l’applicazione di una protesi. Presso l’Università degli Studi di Milano sta per concludersi la decima edizione di un corso di perfezionamento che ne spiega il funzionamento agli odontoiatri. Il coordinamento è affidato a Chiarella Sforza, docente di Anatomia umana e direttore del dipartimento di Morfologia umana e Scienze biomediche dell’Università degli Studi di Milano, a cui abbiamo chiesto di spiegarci in cosa consista questa metodologia.
“È fondamentale” è la premessa di Chiarella Sforza “far conoscere agli odontoiatri quali sono i principi di funzionamento dei nuovi strumenti che il mercato mette a disposizione. Non ha senso infatti acquistare un macchinario costoso e ottenere dati da esso se mancano poi le capacità di valutare il margine di errore, di interpretare quei dati e di applicarli alla clinica in modo sensato. Conoscendo invece da quali punti di riferimento e da quale tipo di calcoli emergono i dati, è possibile avere a disposizione un utile strumento non invasivo con potenzialità che vanno ben oltre la bidimensionalità della radiografia.”

L’elettromiografia di superficie
Uno degli strumenti diagnostici non invasivi è l’elettromiografo di superficie di cui, teoricamente, qualunque studio odontoiatrico potrebbe disporre: ha un costo relativamente contenuto, occupa poco spazio ed è facilmente trasportabile da una stanza all’altra e da una poltrona all’altra.
“L’elettromiografo” spiega la docente “è in grado di dire come funzionano i muscoli masticatori, ma per interpretare al meglio i dati che restituisce è necessario conoscere per esempio quali sono i punti di repere standard per il posizionamento degli elettrodi, quale tipo di grafico caratterizza una masticazione armonica, e seguire protocolli che permettano di standardizzare (o normalizzare) i dati grezzi ottenuti. Solo così è possibile farlo diventare uno strumento insostituibile nella pratica quotidiana, capace di valutare come è cambiata la masticazione dopo l’inserimento di un impianto o di una protesi, oppure se il funzionamento dei muscoli ha seguito in modo armonico gli spostamenti indotti da un trattamento ortodontico. Conoscere con questa precisione i risultati del lavoro dell’odontoiatra e le sue conseguenze aiuta a valutare quali possono essere i passi successivi ed evita eventuali prolungamenti eccessivi del trattamento.”

La stereofoto-grammetria
Oltre ai grafici dell’elettromiografo, c’è anche uno strumento per stereofotogrammetria, che permette simulazioni tridimensionali. “Questo è un macchinario costoso, a posizionamento fisso e ancora poco utilizzato che acquisisce i dati relativi al volto e li trasforma in immagini in 3D” spiega la docente; “esistono però digitalizzatori tridimensionali elettromeccanici ed elettromagnetici trasportabili e molto meno costosi che consentono di valutare con la medesima metodica la morfologia del volto.”
“Questi strumenti possono essere molto utili per chi ne conosce appieno il funzionamento e le potenzialità: acquisendo l’immagine del volto del paziente prima del trattamento, è possibile per esempio ottenere la simulazione dello spostamento delle labbra nel caso dell’applicazione di faccette in resina che aggiungono spessore ai denti, oppure del nuovo posizionamento di labbra e mento nel caso dell’inserimento di una protesi totale; sono pochi gli strumenti che consentono di valutare gli effetti estetici del trattamento prima di eseguirlo, e il digitalizzatore tridimensionale ha questa potenzialità.”
“Le acquisizioni inoltre sono assolutamente innocue per il paziente, e non impongono le valutazioni di opportunità necessarie per le radiografie; è possibile infatti acquisire immagini nei vari passaggi del trattamento odontoiatrico del medesimo paziente per poter valutare il cambiamento nel tempo, ed è possibile anche valutare il trattamento di un bambino attraverso tutte le immagini necessarie evitando di sottoporlo a ripetute radiografie.”

La lunga strada dell’innovazione
Oggi questi strumenti diagnostici non sono ancora di uso comune.
“Attualmente il loro utilizzo è molto ristretto e trova applicazione per esempio come prova degli esiti del trattamento in caso di contenzioso, ma io sono convinta che tra cinque o sei anni gli strumenti innovativi saranno utilizzati e richiesti dalla pratica clinica, e che allora sarà un vantaggio per gli odontoiatri saperli utilizzare al meglio.”

GDO 2011;6

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Altri Articoli

All’interno dell’Autodromo di Monza visite preventive per promuovere la salute orale e sensibilizzare sul tumore del cavo orale. Lo scorso anno sono stati intercettati tra casi


Gli adolescenti che si sentono a proprio agio nel mostrare il proprio sorriso presentano un buon benessere psicologico e sociale, mentre l'utilizzo attivo dei social media tende ad attenuare questo...


Una guida per comprendere la Quota B realizzata dal dott. Marcello Chiozzi


Un nuovo capitolo per Hager & Meisinger in Italia – nel segno della continuità, delle relazioni e del futuro


Uno studio italiano evidenzia come la flessione anteriore del capo associata all'uso prolungato dei dispositivi elettronici possa modificare il bilanciamento tra temporale e...


Nel suo editoriale su Dental Cadmos richiama l’attenzione sul valore strategico dell’aggiornamento per accompagnare l’evoluzione della professione


Entro venerdì si deve dichiarare il reddito libero professionale prodotto nel 2025 attraverso il modulo D 


In un centro estetico venivano eseguite sedute di sbancamento dentale con prodotti ad uso esclusivo di odontoiatri ed igienisti dentali


Se ne parla a novembre al Congresso internazionale AIOP di Bologna. Ecco la presentazione del presidente Noè e del dirigente Angeloni


Stipendi bassi, scarsa valorizzazione e poche prospettive di crescita le criticità ma molto forte l’aspetto vocazionale. Interessanti dati di una ricerca IDEA


Scatta la gara di solidarietà per riattivarlo. AIO Roma effettuerà una donazione per l'acquisto delle attrezzature necessarie per permettere allo studio di tornare a curare i pazienti più...


1783 i posti disponibili negli Atenei italiani sede di corso di laurea, di cui 560 quelli assegnati alle università private. Ecco i posti ateneo per ateneo. Odontoiatria il corso con meno iscritti


Senna (CAO): soddisfatti per il provvedimento ma permangono le criticità sul tema dell’esiguità delle borse e dei pochi posti disponibili


Roma capitale della normazione per operatori della salute orale per l'Annual Meeting ISO/TC 106 “Dentistry”


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi