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27 Gennaio 2019

Cortocircuito Fondi integrativi: i problemi dei dentisti, dei pazienti e la posizione senza compromessi dei sindacati

Norberto Maccagno

Quello dei fondi integrativi è, nel il settore dentale, un tema trattato prevalentemente sul fronte del convenzionamento degli studi. Più nel dettaglio il dibattito si è sempre sviluppato sul “Si” o “No” al convenzionamento.
Sull'argomento sono stati “digitati” migliaia di caratteri per lettere, post, commenti ed anche molte parole si sono spese in dibattiti ed assemblee associative. 

Sostanzialmente la posizione unanime dei principali sindacati degli odontoiatri è quella del "No" al convenzionamento diretto, anzi "No" al convenzionamento.
Il paziente, dicono, deve essere libero di scegliere il dentista da cui andare e poi sarà il paziente, una volta saldato il conto del dentista, a chiedere al proprio Fondo di rimborsargli quanto gli spetta. 

Posizione legittima come legittimo attivare tutte le azioni politiche per tentare di fare entrare a regime questo modo di regolamentare il sistema. 

Sistema che ad oggi, però, si basa su altre regole. Il paziente sceglie se attivare tutta una serie di procedure burocratiche per farsi rimborsare parte di quanto pagato al suo dentista non convenzionato, oppure rivolgersi ad uno convenzionato e non anticipare un euro evitando anche la gestione burocratica. In una inchiesta, Odontoiatria33 aveva portato i pareri di alcuni gestori di Fondi. 

L’impressione, però, è che negli anni questo continuare a considerare la questione dei Fondi integrativi solo dal punto di vista del convenzionamento “Si”, convenzionamento “No”, ha permesso che si ampliassero e radicalizzassero una serie di problemi verso i quali, sembra, nessuno stia ponendo l’attenzione necessaria se non liquidare la cosa con lo stesso approccio utilizzato nel considerare il convenzionamento: i Fondi creano problemi quindi aboliamoli. 

In questi giorni alla Camera si stanno svolgendo audizioni nell’ambito dei lavori di una Commissione che sta indagando sul sistema Fondi integrativi, ma il tema non è abolirli o non abolirli ma renderli più fruibili per i cittadini, dal maggior numero di cittadini possibile.

Ricorderete come nella scorsa legislatura ANDI tentò di porre il problema sottolineando che oggi i Fondi, al contrario di quanto prevede la legge, sono di fatto destinati solo ad alcune tipologie di lavoratori ed in mano ai Terzi paganti o assicurazioni. 

Dai lavori parlamentari, l’unica certezza che emerge sembra essere che il terzo pilastro della sanità dovrà certamente essere rivisto tornando al suo spirito inziale, ovvero svolgere il compito di sanità integrativa supportando il SSN per quelle prestazioni sanitarie non previste o non erogate. E dalle proposte avanzate, predominante sembra l'esigenza di potenziare le prestazioni odontoiatriche erogate. 

Ma su questi temi legati ai Fondi ho avuto già modo di intervenire più volte, quindi non proseguo oltre. Giusto ricordare che l’obiettivo della sanità integrativa è quello di dare un aiuto, economico, ai pazienti per poter usufruire delle prestazioni che il SSN non eroga e per i dentisti, nel caso di quelle odontoiatriche, di vedere aumentare i pazienti che riescono a curarsi. Nei prossimi giorni Odontoiatria33 pubblicherà un’inchiesta portando dei dati sul volume di prestazioni odontoiatriche erogate. 

In questi mesi Odontoiatria33 ha raccontato il problema Fondi anche dal punto di vista pratico. Se ci sono Fondi che, seguendo le regole attuali, riescono a soddisfare i loro iscritti ed anche i dentisti convenzionati, i problemi che i dentisti segnalano nel rapporto con Previmedical hanno aperto, senza dubbio, un fronte sulle criticità. Criticità che si ripercuotono non solo sui bilanci dei dentisti convenzionati ma, sui pazienti. 

Essendo il nostro giornale tra i primi nelle evidenze segnalate da Google, quando si cerca questioni da noi seguite, in questi mesi riceviamo non solo segnalazioni di dentisti che hanno problemi ma anche di pazienti. Ed in queste settimane le segnalazioni sono aumentate. 

Queste due tra le più recenti che credo siano significative. 

A.F. scriveOltre 5 mesi fa (Settembre 2018) il mio dentista ha bloccato ogni cura perchè Previmedical è insolvente da 150 gg e non può più sostenere una situazione del genere. Volevo sapere se e come possiamo risolvere questo annoso problema. 

A.C. scriveda anni che mi reco sempre presso lo stesso dentista e da quando risulta convenzionato con Previmedical usufruisco della convenzione. A novembre dell'anno scorso ho chiesto al Fondo l'autorizzazione per una visita dal dentista che il fondo mi ha riconosciuto. Il dentista fa la visita e mi dice che ci sono delle cure da fare. Quando decido di farle chiamo il dentista per il piano di cure da inoltrare per ottenere l'autorizzazione e il dentista, che risulta ancora convenzionato, mi risponde che lui non accetta più appuntamenti con Previmedical perchè non viene pagato e che gli era stato detto, non so da chi, che non doveva accettare nuove visite. A questo punto chiedo al Fondo come comportarmi e dopo mille telefonate e aver parlato con “enne” persone, mi dicono di fare le cure e richiedere il rimborso.Allora mi reco dal dentista e gli spiego la situazione. Anche lui mi dice che il consiglio era corretto, mi rilascia la fattura che io pago. A questo punto faccio la richiesta di rimborso al fondo ma mi viene respinta con la seguente motivazione: non è possibile chiedere il rimborso di una fattura da un dentista che risulta convenzionato. 

Secondo quanto in questi mesi Odontoiatria33 ha raccolto, per Previmedical il dentista convenzionato ha un contratto e quindi deve curare il paziente. Ma è anche vero che il contratto indica dei termini di pagamenti al dentista che non sembrano essere rispettati, e quindi il contratto potrebbe essere considerato nullo. Poi c’è il contratto che l’assistito ha con il gestore del Fondo che si impegna a fornire un servizio, in questo caso le cure convenzionate alle condizioni pattuite.  

Conseguenza di questo rapporto contrattuale, il dentista sembra faticare a prendere i soldi e il paziente non riceve più le cure. Se questo, come sembrerebbe, capita solo per il rimborso delle cure odontoiatriche, legittimo pensare che possa esserci stata una sottovalutazione del numero di prestazioni da erogare ed il sistema non riesca a sostenersi dal punto di vista economico. 

Se sulla questione pagamenti, ANDI ha cercato di assistere gli iscritti convenzionati attraverso i legali dell'Associazione, i pazienti chi li aiuta?
E’ giusto che il settore dentale se ne lavi le mani? Magari pensando: hai voluto “tradire” il tuo dentista utilizzando il Fondo ben ti sta, ora arrangiati (ricordo che nella maggior parte l’adesione al Fondo non viene scelta dal lavoratore ma è data al posto di un aumento salariale).

Fare emergere le criticità che toccano i cittadini, assisterli e cercare di aiutarli, non potrebbero essere strumenti utili per fare capire alla politica le modifiche da portare al sistema, spiegare all’opinione pubblica le criticità dl sistema?

Non potrebbe essere una leva più efficacie per cercare di migliorare un sistema che comunque nessuno (salvo i dentisti non convenzionati) vuole abolire, invece di continuare a trincerarsi dietro ad un fermo, convinto, inderogabile: “No” ai Fondi? 

Alla fine le richieste dei pazienti di trovare una soluzione per accedere alle cure odontoaitriche ci sono, e le risposte del SSN sappiamo quali sono. Un sistema ben studiato potrebbe aiutare pazienti e dentisti, provare a crearlo considerando non solo le proprie esigenze (sia da parte della politica che dei sindacati di settore) potrebbe far nascere un modello utile ed efficacie, evitando i problemi attuali.

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