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18 Ottobre 2017

POS si avvicina l'ora delle sanzioni. I sindacati chiedono al ministero modifiche, sgravi ed agevolazioni


Dal 2014, data in cui scatto l'obbligo anche per i professionisti di accettare i pagamenti attraverso carte di debito, Bancomat ed altri strumenti elettronici, si cominciò a parlare delle sanzioni per chi non adempiva. Infatti ad oggi disattendere l'obbligo normativo non comporta nessuna penalizzazione se non quella di scontentare il proprio paziente.

Nonostante vari annunci, le sanzioni non sono state introdotte neppure nella legge di Bilancio appena presentata da Governo, ma sono molte le voci che indicheremmo la loro introduzione, 30 euro per ogni mancato pagamento, attraverso un emendamento ad hoc presentato durante la discussione parlamentare.

Un emendamento che non servirebbe solo per definire le pene per chi non accetta pagamenti attraverso i POS ma per cambiare la norma definendo meglio i soggetti obbligati e le deroghe oltre ai limiti su importi minimi ed eventuali agevolazioni fiscali e sconti sulle commissioni.

Sul tema il presidente ANDI Gianfranco Prada, attraverso una nota, ha informato che cercherà un dialogo con i ministeri competenti "per far apportare le modifiche alla norma", ricordando come i dentisti italiani da tempo rispettino l'obbligo normativo "con l'obiettivo di dare un servizio ai propri pazienti". ANDI che ricorderà ai ministeri competenti i problemi da risolvere "a cominciare dai costi di noleggio e delle commissioni che per alcune prestazioni odontoiatriche diventano importanti e che rischiano di ricadere sul cittadino". E poi ci sono gli aspetti della normativa da chiarire che senza sanzione sono passati in secondo piano come l'obbligo in capo anche ai professionisti che collaborano con gli studi ma non fatturano direttamente ai pazienti: "questi devono essere esentati" dice Prada.

AIO, sull'onda delle dichiarazioni che hanno preceduto la pubblicazione della manovra, già a settembre si era detta contraria alle sanzioni ed aveva chiesto di partecipare ai tavoli ministeriali in cui si sarebbero dovuti discutere le modifiche alla normativa.

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