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26 Aprile 2018

Diabete e salute orale, correlazione pericolosa trascurata dai malati

I pazienti diabetici tendono a ridurre le visite dal dentista, i dati di due ricerche sul tema

Francesca Giani

Per i pazienti affetti da diabete effettuare regolarmente visite odontoiatriche di controllo è un momento importante del processo di cura anche perché tale patologia è associata a un rischio maggiore di malattia parodontale con la conseguenza di un peggioramento nei livelli di zucchero nel sangue e di complicanze. Ma proprio costoro - rispetto a chi ha una condizione di prediabete o non presenta la patologia - tendono a recarsi meno dal dentista. Con il fatto che, a oggi, l’incidenza del diabete in Italia sembra aumentare.  

Il quadro emerge da due recenti pubblicazioni: la prima lo studio Usa “Trends in annual dental visits among US dentate adults with and without self-reported diabetes and prediabetes, 2004-2014”, pubblicato su The Journal of the American Dental Association, che ha analizzato dati relativi a 2,5 milioni di persone, dai 21 anni, prendendo in considerazione anche informazioni sulle visite odontoiatriche, nonché il sondaggio annuale Usa “Behavioral Risk Factor Surveillance System”. E la seconda arriva invece dai dati dell’11esimo Italian Diabetes & Obesity Barometer Report, presentato recentemente.

Per quanto riguarda la ricerca, del campione considerato, 248.203 persone presentano il diabete, 30.520 il prediabete e 2.221.534 non risultano avere la patologia. Ma, secondo quanto emerge, la percentuale di controlli annuali dal dentista diminuisce, nel periodo considerato, tra le persone con diabete dal 66,1% al 61,4%, mentre la flessione risulta inferiore (66-64.9%) per coloro che presentano la condizione di prediabete e nelle persone prive della patologia (71.9-66.5%).

Un fatto preoccupante visto che gli stessi ricercatori mettono in luce come visite regolari dal dentista permettono di rilevare sul nascere problematiche parodontali e di avviare il prima possibile un loro trattamento, con un impatto sul controllo della glicemia nel sangue e una prevenzione di complicanze.  Ma ancora di più lo è se il quadro viene incrociato a quanto emerge dall’11esimo Italian Diabetes & Obesity Barometer Report che ha messo in luce come in Italia, secondo i dati Istat del 2016, sono oltre 3 milioni e 200mila le persone che dichiarano di avere il diabete, con una percentuale sull’intera popolazione che è passata, nel giro di trent’anni, dal 2,9 al 5,6%. E secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non solo è raddoppiata la diffusione del diabete di tipo 2, ma lo è anche la mortalità legata alla patologia o alle complicazioni e, stando alle previsioni al 2030, il diabete potrebbe rappresentare, in Europa, la quarta causa di morte.

Va detto, almeno per quanto riguarda l’Italia, che sul dato incidono invecchiamento della popolazione, aumento della sopravvivenza dei malati di diabete e anticipazione dell’età della diagnosi. 

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