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18 Marzo 2019

Pollifrone (CAO Roma):


"C'è grande soddisfazione da parte nostra e da parte di tutti i presidenti CAO".

A dirlo è Brunello Pollifrone (nella foto), presidente CAO Roma, che commenta la sentenza del Tar della Liguria che ha confermato che a rappresentare legalmente gli odontoiatri è il presidente CAO e non quello OMCeO, dando piena autonomia alla componente odontoiatrica."Noi siamo sempre 'con il cappello in mano' per chiedere le spese correnti del nostro Albo- prosegue Pollifrone- perchè la firma, ad oggi, è esclusivamente del legale rappresentante che al momento risulta essere il presidente dell'Ordine dei medici. Questa sentenza dice che da oggi ci sono due legali rappresentanti, uno della CAO e uno dell'OMCeO. Poi è ovvio che la sentenza è stata emanata dal Tar della Liguria e diciamo che vale per quel territorio, non è una legge". 

"A dire il vero - prosegue Pollifrone- però una legge esiste ed è la legge Lorenzin. A quelli che parlano della mancanza dei decreti attuativi rispondo però che una legge non ha bisogno di decreti attuativi quando si tratta di gestione economica. Con questa sentenza si va verso quella autonomia gestionale ed economica che tutti i CAO d'Italia si augurano. Posso dire che tutti i colleghi presidenti sono soddisfatti di ciò che sta succedendo. L'autonomia comunque- precisa- sussistere all'interno di una casa comune. Come nel caso, ad esempio, di due persone che condividono la stessa abitazione eppure alla fine autonomamente si gestiscono. Non è possibile che sia solo uno a gestire la 'cassa'. E' limitativo, anche perchè come Ordini abbiamo esigenze diverse in quanto i medici sono nel 90% dei casi dipendenti del SSN mentre noi CAO siamo autonomi, siamo delle piccole imprese e dunque abbiamo inevitabilmente bisogni diversi. Ed è per questo che anche l'Albo inevitabilmente deve essere gestito in modo diverso". 

"Noi odontoiatri in Italia siamo 62mila iscritti e dunque potremmo già richiedere, sempre secondo la legge Lorenzin, di diventare un Ordine autonomo visto che superiamo la soglia dei 50mila, ma non è nostra intenzione farlo perchè stare insieme rende più forti sia noi che i medici. Alla fine se saremo costretti a dividerci lo faremo, ma spero proprio di no".  

A cura di: Ufficio Stampa

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