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05 Aprile 2019

A 10 anni dal terremoto de L’Aquila i ricordi del dentale e gli eventi per non dimenticare

Norberto Maccagno

Erano le ore 3:32 del 6 aprile 2009 quando una forte scossa di terremoto sconvolse la città de L’Aquila provocando 309 vittime e 85 mila sfollati. Un tragico evento che coinvolse anche l’odontoiatria, e non solo perché tra i morti ci fu il dott. Dante Vecchioni (al quale l’Ordine de L'Aquila ha titolato la sala corsi) o perché interessò oltre 100 studi odontoiatrici, igienisti dentali, 200 laboratori odontotecnici ed anche la sede della facoltà di odontoiatria. 

“Rispetto ad altre facoltà quella di medicina ed odontoiatria fu fortunatamente lesionata in maniera più contenuta”, dice ad Odontoiatria33 il prof. Giuseppe Marzo ricordando come L’Aquila era ed è ancora una città universitaria. 

Ed infatti tra le immagini simbolo del terremoto, oltre a quella della facciata distrutta del “Palazzo del Governo”, c’era quella della Casa dello Studente sventrata, dove persero la vita 7 ragazzi. “La scelta del Rettore di fare lezione nelle tende invece di andare via dalla città, è stata proprio per dimostrare fin da subito la voglia di non abbandonare il nostro territorio e di ricominciare”, continua il prof. Marzo ricordando come già con l’inizio delle lezioni a settembre la sede di odontoiatria era pienamente operativa. E l’inaugurazione dell’aula manichini avvenuta qualche settimana fa dimostra come l’Università, ed anche la città, abbia reagito. Oggi il corso di laurea de L’Aquila di Odontoiatria con i 50 posti assegnati è tra le prime facoltà italiane.

Prof. Marzo che sottolinea l’importante contributo ed il ruolo centrale delle Istituzioni accademiche nel aiutare la città a ripartire oltre a preservare ed incentivare quel patrimonio che per L’Aquila di chiama formazione universitaria. E non a caso proprio l'Università è stata tra le prime Istituzioni a ritornare con una propria sede (il Rettorato) nella città vecchia, rasa al suolo dal terremoto ed oggi in fase di ricostruzione.      


La solidarietà del settore 

Già a poche ore dal sisma il settore dentale si mobilità in favore dei colleghi coinvolti, ma anche della popolazione, con l’attivazione di studi odontoiatrici nelle tendopoli ed odontoambulanze in collaborazione con la Protezione Civile. A tre mesi dal terremoto SIMO e la Fondazione ANDI Onlus indicavano in 4 mila le prestazioni erogate.

Anche AIO fu presente in Abruzzo con delle unità all’interno delle tendopoli coordinate dal compianto Alessandro Staffelli. Fondazione ANDI realizzò un centro odontoiatrico messo a disposizione dei dentisti che avevano perso lo studio così come l’ANTLO attivò un laboratorio odontotecnico con 9 postazioni per dare la possibilità ai tecnici di continuare a lavorare. Anche molte aziende del settore si mobilitarono per fornire alla popolazione strumenti per l’igiene orale e per sostenere le iniziative attivate dalle associazioni.
AIO, ANDI, ANTLO, CAO, CNA/SNO, OCI, SIMO, attivarono sottoscrizioni, ENPAM destinò fondi e finanziamenti per sostenere la ricostruzione degli studi odontoiatrici e medici danneggiati. E sicuramente ci siamo dimenticati di citare altre iniziative di solidarietà e sostegno. 


La situazione oggi 

“Come presidente CAO ed a nome di tutta la professione aquilana -dice ad Odontoiatria33 il dott. Luigi Di Fabio -voglio ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per aiutaci e sostenerci sin dalle prime ore: Istituzioni, associazioni, ma anche i tanti colleghi italiani che da subito ci hanno sostenuto anche solo con segni di solidarietà ed affetto”.
“E continuano farlo con gesti concreti e simbolici che per noi sono molto importanti”, evidenza il presidente Di Fabio informandoci sulla decisione della CAO Nazionale di organizzare per fine giugno l’Assemblea dei presidenti proprio a L’Aquila, "per onorare e ricordare la tragedia del sisma”. 

La vita professionale è tornata quasi alla normalità, racconta il presidente Di Fabio. “Chi aveva lo studio nella zona rossa o in prossimità di essa è stato costretto ad aprire in altre zone della città, essendo quella parte della città ancora un cantiere e poco popolata, però nessun dentista ha scelto di andare via ed al nostro Ordine stiamo raccogliendo anche nuove iscrizioni”.  

A 10 anni di distanza da una simile disgrazia il tessuto economico della città ha ripreso a vivere, sottolinea Di Fabio, anche se la città ha perso circa 15mila abitanti che hanno preferito spostarsi sulla costa o in altre regioni. Il centro storico, raso al suolo dal terremoto, sta rinascendo, le case cominciano a tornare ad essere abitate e riaprono anche locali, i ristoranti, i luoghi di aggregazione. 

“La vita è ripresa, il tessuto sociale ha saputo reagire e ripartire nonostante tutto”, conclude il presidente CAO l’Aquila.  


Gli eventi per non dimenticare 

Molti gli eventi che sono in programma per ricordare i 10 anni dal sisma. Dell’Assemblea CAO in programma il 29 e 30 giugno abbiamo già detto. Il prossimo fine settimana, il 13 aprile, patrocinato dalla Società Italiana di Endodonzia, l’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa, l’Accademia Italiana di Odontoiatria Microscopica e la Società Italiana di Parodontologia presso la sala dell’Emiciclo sede della Ragione Abruzzo proprio nella ex zona rossa si svolgerà l’evento “L’Aquila 10 anni dopo: le Società scientifiche odontoiatriche non dimenticano”. 

Stessa sede scelta per l’evento organizzato per il 24 – 25 maggio dell’Università de L’Aquila, dai prof. Enrico Marchetti e prof. Giuseppe Marzo, sul tema della parodontologia.      


Foto tratta da AndiInforma numero 4/2009. 

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