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04 Giugno 2019

Antibiotici preventivi inutili in 4 casi su 5. Aimetti (SIdP): prescriveteli con attenzione e solo quando necessari


Da tempo anche i dentisti sono sul banco degli imputati per la questione dell’antibiotico resistenza, accusati di prescriverli con troppa disinvoltura. Recenti ricerche hanno evidenziato come i dentisti prescrivono circa il 10% di antibiotici erogati in cure primarie. In una review pubblicata dall’International Endodontic Journal è stata analizzata la letteratura attuale sulle indicazioni e sull’uso di antibiotici formulando raccomandazioni per la loro prescrizione nei pazienti endodontici, sottolineando comein odontoiatria, la prescrizione di antibiotici è empirica perché il dentista non sa quali microrganismi sono responsabili dell’infezione, in quanto i campioni dal canale radicolare o dalla regione periapicale non vengono comunemente presi e analizzati. 

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista JAMA Network Open e condotto presso la University of Illinois a Chicago torna sulla questione evidenziato come l’81% dei dentisti, prima di procedere a cure odontoiatriche, prescriverebbe antibiotici a scopo preventivo e come questi farmaci potrebbero essere non necessari, e quindi contribuire al rischio di favorire l’antibiotico resistenza. 

La ricerca parte dall'analisi di 168.420 visite dentistiche confrontando il numero totale delle prescrizioni di antibiotici prima di queste visite, con il numero di pazienti ad alto rischio per i quali le linee guida in vigore in USA raccomandano l'antibiotico prima di una procedura odontoiatrica.  

"L'antibiotico preventivo – spiega all’ANSA Mario Aimetti (nella foto) del Dipartimento di Parodontologia dell'Università di Torino e presidente della SIdP - è raccomandato solo per pochi pazienti. Generalmente si tratta di persone che necessitano di essere protette a causa di gravi condizioni di salute generale, identificate a livello internazionale con apposite tabelle che devono essere di conoscenza del medico curante. Tra questi, ad esempio, pazienti con gravi problemi alle valvole cardiache".  

Il consiglio del presidente Aimetti ai colleghi è quello di prescrivere gli antibiotici “con molta attenzione e solo quando necessari, onde evitare che diventino inefficaci quando poi realmente servono. L'antibiotico resistenza causa tra i 4 e i 5000 morti l'anno nel nostro Paese". 

La ricercatrice autrice del lavoro sottolinea come l’uso di questi antibiotici a scopo preventivo possa comportare il rischio di insorgenza di resistenze farmacologiche e quindi rischi di infezioni.   

 
 

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