Il Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale (CIPOOOCMF-ANPO) si inserisce nel dibattito sulle iniziative da intraprendere nella fase 3 post Covid19
Dopo la fase emergenziale e la fase 2 della pandemia Covid19 la Nazione si appresta ad affrontare la fase 3, la ripartenza. Con i cosiddetti Stati Generali, una serie di incontri dal titolo “Progettiamo il Rilancio”, il Governo ha intrapreso un confronto con tutte le componenti del Paese, al fine di definire la cornice di riforme e di interventi in grado di accelerare la modernizzazione del nostro Paese, anche in funzione dell’utilizzo efficiente dei finanziamenti che si renderanno disponibili grazie ai mutati orientamenti europei in materia di politica economica.
Per quanto il focus sembri ora prevalentemente centrato su come contrastare la crisi economica e sociale legata agli effetti immediati e alle conseguenze dell’interruzione di ogni attività dovuta al lockdown, la sanità deve rimanere protagonista anche in questa fase di re-start.
Non può infatti mancare una riflessione su come è stata affrontata la fase emergenziale e su quanto essa abbia reso evidente la necessità di un nuovo progetto per il SSN, anche con il recupero degli investimenti, in strutture e personale, che nell’ultimo decennio la situazione dei conti pubblici non ha consentito di assicurare. La pandemia Covid-19 ha senz’altro reso tutti gli italiani più consapevoli dell’importanza della disponibilità di un Servizio Sanitario Nazionale universale ed equo che, nonostante una capacità di risposta degli operatori sanitari inimmaginabile a priori (al punto da far parlare di eroi) non ha potuto comunque evitare, nella fase emergenziale, le tante vittime e le situazioni di abbandono e criticità personale e familiare.
La pandemia Covid19 ha messo in luce molte difficoltà: la sottovalutazione iniziale della situazione; le interpretazioni spesso antitetiche dei virologi (fino alla scelta di alcuni Paesi di adottare l’immunità di gregge come soluzione); la discussione in ordine ai rapporti tra Stato e regioni e al coordinamento delle competenze (sui limiti della riforma del Titolo V della Costituzione); le misure del lockdown e le modalità della loro adozione, da alcuni criticate, sia sul piano della sostanza (limitazioni) che della forma (decreti); non ultimo il carattere prevalentemente ospedaliero della nostra organizzazione sanitaria che nella situazione specifica si è dimostrato, assieme alle altre strutture residenziali complesse per anziani, parte del problema.
Le molte incertezze e una certa approssimazione erano forse da mettere in conto e da considerare, conseguentemente, in parte accettabili, in relazione alla eccezionalità e straordinarietà degli avvenimenti che hanno determinato la fase emergenziale.Adesso non possiamo più permetterci di sbagliare; lo stesso Papa Francesco ha considerato che "Peggio di questa crisi, c'è solo il dramma di sprecarla".
Per quanto concerne il servizio sanitario nazionale, quindi, è questo il momento più adatto per pensare e per realizzare la sanità del futuro.
Ancora una volta, l’aspetto difficile, per nulla scontato, è la capacità di passare dalle parole ai fatti: non si tratta di elaborare idee nuove, di aprire nuovi tavoli di confronto, di sviluppare nuove analisi ma, più “semplicemente”, di individuare le modalità di realizzazione concreta e operativa di orientamenti teorici e organizzativi da tempo condivisi – prevenzione, integrazione ospedale territorio, cure primarie e gestione della cronicità – e di assicurare che gli interventi siano accompagnati, in via continuativa, dalle risorse necessarie.
Se il tempo delle analisi sembra essere utilmente finito per lasciare spazio a decisioni ed azioni concrete, il Collegio Italiano dei Primari Ospedalieri di Odontoiatria, Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale (CIPOOOCMF) dell’Associazione Nazionale Primari Ospedalieri (ANPO), tenendo conto degli aspetti fondamentali caratterizzanti l’attuale contesto italiano, è pronto a dare il proprio contributo.
In particolare, il Collegio dei Primari di Odontoiatria è pronto ad interrogarsi nell’ambito del settore dell’assistenza odontoiatrica, su cosa non va e cosa andrebbe fatto per superare le attuali disomogeneità assistenziali e le palesi carenze di alcuni ambiti, in particolare per l’ambito della prevenzione.
Cosa non va lo sappiamo da tempo: i dati Istat sull’accesso alle cure e sulla rinuncia alle stesse sono noti da più di un decennio, dalla crisi economica del 2007-2008. E da allora nulla è cambiato. Da tempo e in modo quasi unanime c’è accordo tra i vari esperti, con la produzione di Linee Guida, e le varie componenti politiche e istituzionali titolari della gestione del Ssn, con la definizione dei LEA, sul da farsi: “servono più prevenzione e più cure odontoiatriche precoci per i pazienti in età evolutiva”.
È sul come che non si è finora dimostrato interesse: se alle parole fossero seguiti i fatti l’importanza dell’odontoiatria di comunità sarebbe stata colta come componente essenziale di un servizio sanitario universalistico.
Il come avrebbe significato individuare con il necessario dettaglio i contenuti dei LEA chiarendo che le attività di promozione e prevenzione odontoiatrica primaria e secondaria in età evolutiva (3-14) sono assicurate da parte dell’organizzazione sanitaria pubblica (SSN) quale erogatore privilegiato per la tutela di tale area.
Il come avrebbe comportato mettere in campo le risorse necessarie: strutturali, strumentali e umane. Avrebbe comportato un finanziamento reale delle attività odontoiatriche pubbliche in un contesto di sostenibilità, efficienza ed efficacia delle cure.Nell’ultima seduta, dicembre scorso, del Gruppo tecnico in materia di odontoiatria (GTO) del Ministerodella Salute, il Collegio ha presentato, al riguardo, un documento di indirizzo – “Indicazioni per la presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico nel Servizio Sanitario Nazionale”, nel quale – per assicurare la fruizione dei livelli essenziali di assistenza odontoiatrici ai soggetti in età 3-14, obiettivo ritenuto prioritario in un’ottica di sostenibilità – si analizzano i criteri di appropriatezza per l’erogazione delle prestazioni, si propongono le modalità di presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico, si individuano i requisiti strutturali, strumentali, professionali ed organizzativi e si stabiliscono gli standard minimi necessari.
La proposta formulata definisce, con il necessario dettaglio, quelli che dovrebbero essere i contenuti dei LEA stabilendo con chiarezza quali prestazioni sono previste per l’età evolutiva, coerentemente con le Linee guida ministeriali ( … piano individuale di prevenzione: screening, visita, valutazione rischio carie, igiene, sigillature, otturazioni, ...) e ribadisce la necessità di inserire nel sistema i necessari elementi di certezza rispetto al fabbisogno di risorse strutturali, organizzative e professionali necessarie (rifinanziamento) individuando in termini di popolazione, target e tipologia di prestazioni da erogare. Equità di accesso alle cure e, ancor prima, equità di accesso alla prevenzione è una priorità assoluta. Rispetto a tale priorità dobbiamo considerare alcuni aspetti e trovare il necessario pluralismo erogativo, tenendo conto del potere di programmazione delle regioni, del ruolo del SSN nella medicina di comunità, dell’auspicabile sinergismo tra strutture pubbliche e strutture private e dell’eccellenza dell’odontoiatria italiana.Eccellenza che un pluralismo erogativo efficace, equo e sostenibile non esaurisce nell’ottenimento di risultati straordinari, frutto di grande professionalità e tecnologia avanzata, ma che identifica anche, e soprattutto, una onesta pratica professionale accessibile alle persone, in grado di garantire un benessere diffuso della comunità.
I documenti prodotti dal CIPOOOCMF l’anno scorso, “Nuova odontoiatria di comunità” (giugno 2019), “Indicazioni per la presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico nel Servizio Sanitario Nazionale” (dicembre 2019), sono stati presentati al GTO del Ministero, in quanto sede istituzionale per “elaborazione di documenti di indirizzo in materia di salute orale”.
Odontoiatria33 ha pubblicato, nel febbraio scorso, l’articolo “Quale futuro per l’offerta odontoiatrica nel servizio sanitario nazionale?” e, nel documento allegato all’articolo, la proposta del CIPOOOCMF per potenziare l’offerta odontoiatrica nel servizio sanitario pubblico. Questo documento anticipa un progetto di rilancio” e si propone, in questa fase di ripartenza, come possibile riferimento per una discussione ampia. Nello stesso viene focalizzata infatti l’attenzione sulla necessità di valutare la fattibilità di un programma pubblico nazionale che, attraverso un patto generazionale, vincoli e destini maggiori risorse all’ambito odontoiatrico pubblico per far fronte non solo alla domanda assistenziale dei soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità ma, soprattutto, alla prevenzione primaria e secondaria in età evolutiva (3-14 anni).
Il 23 giugno us. Odontoiatria33 pubblica la lettera inviata da Gianmaria Fabrizio Ferrazzano, Presidente della Società Italiana di Odontoiatria Infantile (SIOI), all’On. Roberto Speranza della quale riprendiamo un pensiero: “A Lei, Signor Ministro, non sfuggirà che l’emergenza legata alla pandemia in oggetto rischia di portare inevitabilmente, nell’immediato e nel prossimo futuro, ad un aggravamento generalizzato dello stato di salute orale dei bambini/adolescenti italiani, con particolare criticità per quelli appartenenti a fasce di vulnerabilità sociale o affetti da gravi patologie sistemiche/disabilità”.I dati citati nel position paper sulla salute orale dei bambini in Italia in base alla ricerca condotta dalla SIOI indicano che la prevalenza della malattia cariosa a 12 anni supera il 40 %. Le conclusioni della tavola rotonda di esperti sullo stato della salute orale dei minori tra 0 e 14 anni e sull’assistenza pubblica a loro fornita in Italia che si è tenuta nel corso del XX congresso nazionale della SIOI del 29 e 30 novembre us., hanno sottolineato come “la scarsità di risorse, la riduzione dei centri di odontoiatria pubblica, la loro esternalizzazione e la complessa sovrapposizione di normative, regolamenti, nazionali e regionali rendano impossibile tutelare la salute orale dei bambini in Italia”.
Il Covid19 richiama tutti ad un maggior senso di responsabilità e alla necessità di patto interprofessionale, consapevoli che se non ora, quando?
A cura di: Segreteria CIPOOOCMF/ANPO
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