L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Firenze ha costituito un gruppo di lavoro per fornire elementi utili per un uso più appropriato della profilassi antibiotica nell’attività quotidiana. Ecco le indicazioni
L’antibiotico-resistenza rappresenta una delle principali problematiche di salute pubblica a livello globale; per tale motivo nel 2015 l’OMS ha elaborato un Piano d’Azione Globale (Global Action Plan on Antimicrobial Resistance) sviluppando l’approccio “One- Health” mirato a promuovere in modo integrato l’uso appropriato degli antibiotici in ambito umano, veterinario e ambientale.
Nel 2017 la Commissione Europea, riconoscendo l’antibiotico-resistenza come una priorità assoluta in ambito sanitario, ha adottato a sua volta il Piano d’Azione Europeo One Health contro la Resistenza-antibiotica (A European One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance).
Anche in Italia, sull’onda dell’imput europeo, è stato approvato, sempre nel 2017, il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico Resistenza (PNCAR 2017-2020).
Nel Rapporto Nazionale Annuo 2019 dell’AIFA è emersa chiaramente una prevalenza di uso inappropriato che supera il 25% per quasi tutte le condizioni cliniche studiate (influenza, raffreddore comune, laringotracheite, faringite e tonsillite, bronchite acuta, cistite non complicata), nonostante un modesto miglioramento rispetto all’anno precedente.
Il razionale dell'antibiotico-profilassi in odontoiatria è quello di ridurre o eliminare la batteriemia transitoria causata da procedure odontoiatriche invasive. Dati statunitensi riportano che molte delle prescrizioni di antibiotici per profilassi fatte dai dentisti americani sono effettuate nei pazienti che hanno avuto interventi di sostituzione di protesi articolari nonostante che l’American Dental Society dichiari che, in generale, la profilassi antibiotica non sia raccomandata per prevenire le infezioni protesiche.
Le linee guida internazionali raccomandano la profilassi antibiotica nelle procedure odontoiatriche solo per la prevenzione dell’Endocardite Infettiva (EI), infezione non frequente ma che può essere mortale. Un’adeguata igiene orale può ridurre l’incidenza di batteriemia ed è da considerarsi più importante della profilassi antibiotica per ridurre il rischio di EI.
Protocollo operativo dell’Ordine dei Medici Chirurghi Odontoiatri di Firenze
Un Gruppo di Lavoro costituito presso l'Ordine dei Medici-Odontoiatri di Firenze ha elaborato un documento che riassume le evidenze scientifiche internazionali sull’utilizzo della profilassi antibiotica.
Il documento intende fornire al medico dentista anche un protocollo operativo volto a razionalizzare l’uso della profilassi antibiotica – riferendosi alle linee guida internazionali – al fine di proteggere il paziente odontoiatrico dall’insorgenza di endocardite infettiva (EI) e di razionalizzare l’uso della profilassi antibiotica in altre condizioni cliniche, riducendone l’uso inappropriato in profilassi e limitandone l’impatto sull’insorgenza di antibiotico-resistenza.
Profilassi dell’endocardite infettiva (EI)
Secondo le Linee Guida della ESC (Società Europea di Cardiologia, 2015), la profilassi antibiotica può essere presa in considerazione per i pazienti ad alto rischio di EI e che devono essere sottoposti a procedure odontoiatriche ad alto rischio, cioè tutte le procedure con manipolazione del tessuto gengivale, della regione periapicale dentale o perforazione della mucosa orale.
Le condizioni cliniche che i pazienti devono presentare sono:
Le linee guida dell’AHA/ACC (American Heart Association/American College of Cardiology) considerano ragionevole la profilassi antibiotica anche in pazienti con valvulopatie in cuori trapiantati.
Profilassi dell’infezione di impianti protesici
Le migliori evidenze ad oggi disponibili indicano che le procedure odontoiatriche non sono associate a infezioni delle protesi articolari. Pur in assenza di evidenze, molti chirurghi ortopedici raccomandano l’utilizzo dell’antibiotico-profilassi nei soggetti sottoposti a trapianto articolare che devono essere sottoposti a interventi odontoiatrici.
Trattamento dei pazienti con protesi articolari che devono essere sottoposti a procedure odontoiatriche
In generale, per i pazienti con impianti protesici articolari, la profilassi antibiotica non è raccomandata prima delle procedure odontoiatriche per prevenire l’infezione della protesi articolare.
Per i pazienti che hanno un’anamnesi di complicanze associate all’intervento chirurgico di sostituzione protesica articolare e che devono essere sottoposti a procedure odontoiatriche che prevedano la manipolazione gengivale o l’incisione della mucosa, l’uso di antibiotici in profilassi dovrebbe essere considerato dopo un consulto con il chirurgo ortopedico del paziente.
Il Gruppo di Lavoro che ha redatto il documento è composto da: dott.ssa Maria Grazia Mori, coordinatrice e consigliera dell’Ordine di Firenze; dott.ssa Elisa Fantoni, medico di medicina generale; dott. Alexander Peirano, odontoiatra e Presidente C.A.O. dell’Ordine di Firenze; dott. Pierluigi Blanc, infettivologo; prof. Alessandro Mugelli, farmacologo.
Tutti i documenti di riferimento sono disponibili su richiesta da indirizzare all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze, protocollo@omceofi.it.
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