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18 Aprile 2023

Quanto conoscono gli igienisti dentali sulla prevenzione dell'endocardite infettiva? I risultati di un'indagine nazionale

I dati emersi mettono in evidenza la necessità di porre maggiore enfasi sull'educazione alla profilassi dell'EI nella formazione e nello sviluppo professionale continuo





L’endocardite infettiva (EI) è un’infezione rara dell’endocardio e delle valvole cardiache, il cui tasso di mortalità resta ancora elevato.

Ciò ha portato negli anni allo sviluppo di specifiche Linee Guida con l’indicazione a eseguire profilassi antibiotica preventiva nei soggetti destinati a determinate procedure considerate a rischio. Tra queste, rientrano anche numerosi trattamenti odontoiatrici.

Ad oggi mancano dati relativi alla conoscenza e all’applicazione corretta delle Linee Guida emanate nel 2015 dalla Società Europea di Cardiologia (ESC) per la prevenzione dell'endocardite infettiva tra i dentisti in Italia, e allo stesso modo non ci sono dati sulla comprensione e aderenza a esse da parte degli igienisti dentali.

Per valutare la capacità degli igienisti di riconoscere e gestire categorie di pazienti ad alto rischio di EI, di identificare quali procedure odontoiatriche sono maggiormente a rischio e di conoscere i principi attivi, le dosi e le modalità di somministrazione della profilassi antibiotica un questionario – composto da 12 domande e suddiviso in due sezioni, “anagrafica” e “grado di conoscenza delle Linee Guida EI” – è stato somministrato agli igienisti dentali iscritti agli albi professionali, rendendolo accessibile in modalità anonima online e condividendo un collegamento a Google Forms®.

Sono stati così raccolti dati anagrafici e informazioni sul background educativo per ottenere un profilo dei partecipanti raccolti poi in uno studio pubblicato sull’International Journal of Dental Hygiene.

In totale, 362 igienisti dentali hanno risposto al sondaggio sul web, mostrando una netta prevalenza femminile (86,7%) e la fascia di età più rappresentata era quella di 30-39 anni (43,1%).

Non sono state riscontrate differenze statisticamente significative per quanto riguarda il numero complessivo di domande errate se si considerano le differenze di genere, le diverse età dei partecipanti e l'anno di laurea.

I laureati del Nord Italia hanno commesso meno errori rispetto ai laureati di altre aree geografiche. Le percentuali più elevate di errore si sono avute sulla scelta del dosaggio dell’antibioticoprofilassi (43% di risposte errate) e sulla necessità di profilassi su pazienti con sindrome coronarica che hanno subito l’applicazione di uno stent o di bypass coronarico (51% di risposte errate).

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