Una revisione sistematica condotta dall’Università di Palermo evidenza come sia scarsa l’informazione verso i pazienti sul rischio osteonecrosi sia dei medici che dei dentisti
Quale è la consapevolezza dei pazienti che assumono farmaci antiriassorbitivi (Bone Modifying agents-BMA) sui rischi di osteonecrosi delle ossa mascellari correlata proprio all’assunzione di farmaci?
Poca, stando a quanto rilevato da una revisione sistematica condotta da ricercatori dell’Università di Palermo, dal titolo “Drug assumption and awareness about adverse drug reactions. The right to know.The case of the bone-modyfing agents: a systematic review”.
Solo il 19% dei pazienti ha riferito di essere a conoscenza del rischio di sviluppare MRONJ.
“Il problema principale è una carenza di comunicazione tra professionista sanitario e paziente”, dice ad Odontoiatria33 la prof.ssa Giuseppina Campisi, una delle ricercatrici che hanno firmato il Lavoro pubblicato su Frontiers in Oral Health (LINK). “Dalla revisione dei lavori della letteratura emerge una scarsa informazionesulla tematica da parte dei professionisti sanitari, che, inevitabilmente, si ripercuote sul livello di adesione alle cure da parte dei pazienti e la collaborazione inter- e multi-disciplinare c”.
Lo studio sottolinea l'importanza di una comunicazione efficace e di un approccio multidisciplinare per migliorare la prevenzione e la diagnosi precoce di MRONJ, riducendo così i rischi per i pazienti.
La ricerca sistematica ha valutato sei studi condotti tra il 2010 e il 2022 su un totale di 483 pazienti, dei quali il 75,6% erano donne, con età variabile dai 20 agli 88 anni. Nessuno di questi studi ha coinvolto pazienti italiani ma cittadini USA, tedeschi, brasiliani, bulgari, della Giordania e dell’Arabia Saudita.
I pazienti erano in trattamento con farmaci antiriassorbitivi (BMA) anche somministrati con agenti anti-angiogenici, e le malattie primarie includevano osteoporosi (90,5% dei pazienti con malattie osteometaboliche), cancro al seno, alla prostata, mieloma multiplo e altre patologie.
L’81% di loro non era consapevole di un qualche rischio di sviluppare osteonecrosi delle ossa mascellari (MRONJ).
Risultati principali emersi dalla ricerca
Consapevolezza limitata dei pazienti
La maggior parte dei pazienti non era a conoscenza del rischio di MRONJ, con solo il 19% informato su questa reazione avversa. Le principali fonti di informazione per chi era consapevole erano il foglietto illustrativo del farmaco (36,9%), i medici (26,1%), gli oncologi (23,9%) e i dentisti (18,5%). Altre fonti erano amici o altri pazienti (14,1%), televisione (5,4%) e internet (3,3%).
Comunicazione insufficiente da parte degli operatori sanitari
Una delle principali cause della scarsa consapevolezza è stata individuata nella carenza di comunicazione tra i vari professionisti sanitari e i pazienti. Spesso, i medici non informavano in modo adeguato sui rischi legati alla terapia, sia per mancanza di tempo sia per la complessità delle informazioni. Solo il 26% dei pazienti è stato informato da un medico e il 18,5% da un dentista.
Multidisciplinarità frammentata
Gli autori evidenziano la mancanza di coordinamento tra i diversi professionisti sanitari (oncologi, dentisti, medici di base, specialisti) coinvolti nel trattamento dei pazienti a rischio di MRONJ. Questo ha portato a una frammentazione delle informazioni e a una scarsa gestione complessiva del rischio.
Necessità di prevenzione
Lo studio ribadisce che le misure preventive, come la valutazione dentale prima dell'inizio della terapia con BMA e controlli periodici, restano il modo più efficace per ridurre il rischio di MRONJ. Gli autori sottolineano l'importanza di istruire i pazienti riguardo a fattori di rischio locali e sintomi clinici per permettere una diagnosi precoce.
Considerazioni degli autori:Responsabilità etica e legale
Gli autori sottolineano che l'informazione ai pazienti sui rischi di reazioni avverse come MRONJ non è solo un dovere etico, ma anche legale per i medici prescriventi e gli altri professionisti sanitari. Essa viene paragonata all'informazione obbligatoria prima di un intervento chirurgico, e la mancanza di questo passaggio rappresenta una violazione delle responsabilità professionali.
Collaborazione interdisciplinare
Gli autori considerano fondamentale un approccio collaborativo tra i vari specialisti che seguono i pazienti, soprattutto dentisti e oncologi, per ridurre il rischio di MRONJ e per garantire che i pazienti siano adeguatamente informati e seguiti durante tutto il trattamento.
Educazione dei professionisti sanitari
Lo studio conclude che è necessaria una maggiore formazione dei professionisti sanitari riguardo al rischio di MRONJ e all'importanza di un'informazione esaustiva ai pazienti. Questo potrebbe includere programmi di formazione continua e l'integrazione di queste informazioni nelle visite di routine con i pazienti.
Sviluppo di strategie di prevenzione
Gli autori suggeriscono che, oltre a migliorare la formazione e la comunicazione, sarebbe utile sviluppare strategie preventive standardizzate che includano visite odontoiatriche fortemente raccomandate per i pazienti a rischio prima, durante e dopo la terapia con BMA.
“La necessità di migliorare la comunicazione e la consapevolezza dei pazienti riguardo al rischio di MRONJ attraverso un approccio collaborativo inter-e multi-disciplinare, è fondamentale”, conclude la prof.ssa Campisi. “L’obiettivo è quello di prevenire complicazioni e migliorare la qualità della vita dei pazienti in trattamento, rispettandoli attraverso la dignità della conoscenza”.
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