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09 Aprile 2025

Intelligenza artificiale e odontoiatria protesica: progresso o pericolo etico?

Un approfondimento pubblicato sul Journal of Dental Sciences pone interessanti scenari sulle possibilità future dell’IA sottolineando la necessità di una regolamentazione che ponga al centro il professionista


IA radiografia 02

L’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) nella pratica odontoiatrica ha fatto passi da gigante, in particolare nel supporto alla diagnosi, nella simulazione post-operatoria e nella progettazione delle protesi dentali. Il Journal of Dental Sciences ha affrontato il tema ponendo alcune considerazioni sulle implicazioni etiche e morali che questo processo sta ponendo e che, per gli autori, non possono essere ignorate.

L’AI porta indubbi vantaggi nel piano di trattamento e di riabilitazione, ma solleva preoccupazioni riguardo la supervisione professionale e la sicurezza del paziente”, viene sottolineato.  

Secondo gli autori, l’attuale flusso di lavoro vede ancora il dentista come figura centrale nella valutazione, diagnosi e approvazione dei progetti elaborati dagli odontotecnici, anche quando assistiti da sistemi AI. Tuttavia, uno scenario futuro non troppo lontano potrebbe vedere l’AI assumere il controllo completo: dalla diagnosi alla progettazione e persino alla produzione delle restaurazioni, riducendo (o eliminando) il ruolo umano

Un tale scenario preoccupa non solo per la qualità del risultato clinico, ma anche per l’impatto sulla formazione professionale, sulla responsabilità legale e sull’autonomia decisionale dei pazienti. L’uso indiscriminato dell’AI potrebbe infatti permettere a soggetti privi di formazione odontoiatrica di svolgere funzioni cliniche complesse.  

È come se il paziente ricevesse una prescrizione da un algoritmo: chi ne garantisce l’appropriatezza clinica?”, viene sottolineato.  

Nell’approfondimento un Team di ricercatori di Taiwan sottolinea che la supervisione da parte del dentista non è un dettaglio, ma un pilastro dell’efficacia e sicurezza terapeutica. Inoltre, l’utilizzo dell’AI solleva interrogativi anche sul piano della protezione dei dati, della trasparenza degli algoritmi e della responsabilità in caso di errore.  

Un ulteriore punto critico riguarda la regolamentazione, che varia significativamente da Paese a Paese. In molte Nazioni, la legge impone che le protesi vengano progettate o almeno approvate da dentisti o odontotecnici abilitati. L’uso dell’AI in autonomia rischia quindi di entrare in conflitto con le normative esistenti.  

Nonostante le criticità, l’articolo mantiene un tono propositivo. Gli autori riconoscono le potenzialità dell’AI, purché questa venga integrata in un contesto etico, legale e clinico ben definito.  

Solo un’implementazione responsabile, etica e regolamentata dell’AI può contribuire in modo sostanziale alla salute orale”.  

Ai professionisti del settore, gli autori lanciano un chiaro messaggio: è tempo di aggiornarsi non solo sulle tecnologie, ma anche sulle implicazioni che queste portano con sé. L’AI può diventare un potente alleato, ma solo se gestita con consapevolezza e rigore.

Per approfondire: 

Ethical implications and moral considerations of artificial intelligence in dentistry: Potential challenges in dental restoration fabrication. Wei-Chun Lin; Feng-Chou Cheng; Yu-Chieh Lin; Chun-Pin Chiang.

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