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23 Ottobre 2025

Gestione dei rifiuti nello studio odontoiatrico

Il dott. Danilo Savini ci aiuta a capire come il titolare dello studio deve gestire lo smaltimento dei rifiuti. Tra i consigli come ottenere dal proprio Comune lo sconto sulla TARI


Savini io rifiuti

La corretta gestione dei rifiuti sanitari è un tema da considerare con attenzione per ogni studio odontoiatrico, non solo per rispettare la normativa vigente, ma anche per garantire la sicurezza di operatori e pazienti.

Dell’attenzione che il NAS ha verso la corretta gestione dei rifiuti nello studio, lo ha raccontato Odontoiatria33 grazie all’intervento del Maresciallo Maresciallo capo del NAS di Alessandria Raffaele Abate intervenuto alla 5° Giornata Odontoiatrica Astigiana organizzata dalla CAO Asti.

Come già avvenuto per le questioni legate alle norme in tema di radioprotezione (a questo link l’approfondimento), per aiutarci a chiarire alcuni dubbi evidenziati da alcuni dei nostri lettori abbiamo nuovamente coinvolto il dott. Danilo Savini – già segretario sindacale AIO – chiedendo di fornirci un quadro, pratico, delle regole da seguire.  

Tipologie di rifiuti e classificazione

Il dott. Savini distingue cinque categorie principali di rifiuti prodotti in ambito odontoiatrico:

  • Non pericolosi – es. contenitori di sostanze non pericolose.
  • Assimilabili agli urbani – es. rifiuti delle aree non operative.
  • Pericolosi non infettivi – es. solventi, alcool, sostanze chimiche.
  • Pericolosi infettivi – es. garze, denti, tessuti, materiali contaminati.
  • Rifiuti con smaltimento speciale – es. amalgama, liquidi radiografici. Savini sottolinea che, per prudenza, molti materiali vanno considerati infettivi anche se non visibilmente contaminati, a causa dell’aerosol generato durante le procedure odontoiatriche.

Obblighi dello studio odontoiatrico

Prima dell’apertura, ogni studio deve stipulare un contratto con una ditta accreditata per lo smaltimento dei rifiuti speciali. È responsabilità del titolare verificare che la ditta sia iscritta al registro ufficiale.

La gestione corretta del rifiuto prevede:

Stoccaggio adeguato: contenitori chiusi, conservati in locali dedicati, aerati e non accessibili al pubblico.

Conservazione dei formulari (FIR): ogni conferimento deve essere documentato con moduli in duplice copia (uscita ed avvenuto smaltimento da parte della ditta ), conservati per almeno 5 anni.  

Durante la video intervista il dott. Savini fornisce, anche, alcuni consigli pratici sullo stoccaggio e la conservazione dei rifiuti in attesa che la ditta li ritiri.

Novità dal 2026: il sistema RENTRI

Dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026 (salvo ulteriori proroghe), ricorda il dott. Savini, tutti gli studi odontoiatrici dovranno iscriversi al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti). Questo sistema digitale, ricorda, sostituirà i FIR cartacei, semplificando la tracciabilità e i controlli da parte dei NAS.

Savini evidenzia che l’iscrizione sarà obbligatoria e dovrà essere effettuata entro il 13 febbraio 2026 anche dagli studi monoprofessionali ed associati (le società già sono obbligate ad iscriversi) e che sarà possibile delegare la gestione alla ditta di smaltimento, purché qualificata. (ne avevamo parlato in questo approfondimento, clicca qui)

TARI e agevolazioni Una buona notizia riguarda la possibilità di ottenere uno sconto sulla TARI, la tassa comunale sui rifiuti. Se le aree operative dello studio sono chiaramente identificate nella planimetria, è possibile chiedere lo scomputo della quota relativa ai rifiuti speciali. Tuttavia, l’applicazione dipende dai regolamenti comunali, e in molti casi è necessario presentare richiesta annuale.

Sotto la video intervista completa al dott. Danilo Savini     




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