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13 Gennaio 2026

Radiografie dentali, l’ADA aggiorna le linee guida

L’invito è ad “usarle con moderazione e solo quando servono davvero”. L’invito: le radiografie non devono sostituire la visita, ma integrarla


Radiografia come bean 550

L’imaging dentale resta uno strumento fondamentale per la diagnosi e la pianificazione delle cure odontoiatriche, ma deve essere utilizzato con maggiore attenzione e appropriatezza. È questo il messaggio centrale delle nuove raccomandazioni pubblicate dall’American Dental Association (ADA), che aggiornano per la prima volta dopo oltre dieci anni le linee guida sull’uso delle radiografie e delle tecnologie di imaging, comprese quelle tridimensionali.

Le immagini diagnostiche sono estremamente utili, ma non dovrebbero mai essere eseguite in modo automatico”, sottolinea l’ADA nel documento. “Il loro valore è massimo quando sono basate su una reale necessità clinica e su una valutazione individuale del paziente”.

Secondo l’Associazione, la chiave è la moderazione. Un concetto, viene speigato, che non significa ridurre l’accuratezza diagnostica, ma piuttosto evitare esami inutili che non apportano benefici concreti alle decisioni cliniche. Le nuove indicazioni si applicano sia alle radiografie bidimensionali tradizionali, come bitewing e panoramiche, sia all’imaging 3D, in particolare alla tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT).

Uno degli aspetti centrali delle linee guida riguarda il ruolo dell’esame clinico preliminare. “Prima di prescrivere qualsiasi imaging, il dentista dovrebbe sempre considerare la storia medica e odontoiatrica del paziente, i segni e i sintomi clinici e le immagini già disponibili”, evidenzia l’ADA. In altre parole, le radiografie non devono sostituire la visita, ma integrarla.

Particolare attenzione viene posta all’uso della CBCT, una tecnologia avanzata che offre immagini tridimensionali dettagliate ma comporta un’esposizione alle radiazioni superiore rispetto alle radiografie convenzionali. “La CBCT non è indicata per l’uso routinario”, chiarisce l’Associazione, “ma va riservata ai casi in cui le immagini 2D non siano sufficienti a fornire le informazioni necessarie”.

Il documento ribadisce inoltre l’importanza del principio ALARA (As Low As Reasonably Achievable), ovvero mantenere l’esposizione alle radiazioni “la più bassa possibile, compatibilmente con l’obiettivo diagnostico”. Un principio che, secondo l’ADA, deve guidare ogni decisione sull’imaging, soprattutto considerando l’esposizione cumulativa nel corso della vita del paziente.

Principio su cui si fonda anche la normativa europea ed italiana sulle esposizioni delle radiazioni anche ad uso odontoiatrico.Le nuove raccomandazioni hanno anche una forte valenza comunicativa, viene sottolineato. “Un dialogo aperto tra dentista e paziente è essenziale”, afferma l’ADA, invitando i professionisti a spiegare chiaramente perché un esame è o non è necessario e in che modo influenzerà la diagnosi o il piano di trattamento. 

Le principali raccomandazioni ADA in sintesi

  • Le radiografie dentali non devono essere eseguite di routine, ma solo quando clinicamente giustificate.
  • L’imaging deve essere preceduto da un esame clinico completo e dalla valutazione della storia del paziente e delle immagini già disponibili.
  • Le tecniche 2D restano il primo livello diagnostico nella maggior parte dei casi.
  • La CBCT va utilizzata con giudizio, solo quando le immagini bidimensionali non sono sufficienti.
  • Deve essere sempre applicato il principio ALARA, riducendo al minimo l’esposizione alle radiazioni.

A questo link le raccomandazioni dell’ADA.


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