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02 Aprile 2026

Odontoiatria e autismo: quando la ricerca guida la pratica clinica

In occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo, come la ricerca scientifica può aiutare a comprendere come migliorare la cooperazione, la prevenzione e l’accesso alle cure nei bambini con disturbo dello spettro autistico

Nor. Mac.

Bambino autistico

Il Disturbo dello Spettro Autistico (TEA) viene descritto dalla letteratura come un disturbo del neurosviluppo che coinvolge comunicazione, interazione sociale e comportamenti ripetitivi. A livello internazionale, la prevalenza globale stimata dall’OMS è di un bambino ogni 160. Studi più recenti stimano in Italia una prevalenza di circa un bambino su 77, dato in crescita che riflette una maggiore sensibilità diagnostica e un’elevata richiesta di servizi sanitari adeguati. 

Una revisione concettuale approfondisce la natura complessa e multifattoriale dell’autismo, sottolineando come la condizione si manifesti precocemente e influenzi in modo significativo la quotidianità e l’accesso ai servizi sanitari.

In occasione della Giornata Mondiale dellAutismo, Odontoiatria33 ha raccolto alcune ricerche scientifiche, tra le più citare in letteratura e recenti, per cercare di fare un quadro sulla gestione della salute orale del paziente autistico. Nel settore dentale sono stati attivati da Società scientifiche alcuni progetti dedicati al paziente autistico.

Le criticità in odontoiatria: barriere sensoriali, comportamentali e organizzative

Le difficoltà dei pazienti affetti da autismo nell’accesso alle cure odontoiatriche emergono con forza in tutti i lavori esaminati. La ricerca pubblicata da Tovio‑Martínez et al. evidenzia che oltre il 60% degli studenti di odontoiatria non si sente preparato a gestire pazienti autistici, confermando un deficit formativo significativo. 

Le criticità cliniche sono numerose: l’ipersensibilità a luce, suoni, contatti e odori, descritta nella ricerca sulle social stories condotta da Zafar et al., può rendere difficoltosa la permanenza del paziente in ambiente odontoiatrico. Gli autori evidenziano inoltre che i pazienti con TEA presentano spesso ridotta capacità di integrazione visuo‑motoria, maggiore carico di placca, carie più frequenti e peggior salute gengivale. 

A queste evidenze si aggiunge uno studio italiano, condotto presso il Policlinico Umberto I di Roma, dimostra che la forte iper‑responsività sensoriale tipica dei bambini con TEA è una delle prime cause di rifiuto delle cure odontoiatriche, rendendo indispensabile un approccio educativo strutturato per prevenire escalation comportamentali e ridurre il ricorso all’anestesia generale.

Altre ricerche evidenziano come l’uso di farmaci specifici, può aumentare il rischio di xerostomia o gengiviti, mentre la bassa percezione del dolore complica ulteriormente la diagnosi precoce.

Le tecniche comportamentali

La letteratura internazionale riconosce il ruolo di strategie come tell–show–do, comunicazione aumentativa, storie sociali e desensibilizzazione graduale (Zafar et al.) indicano che il 72% degli specialisti considera le social stories efficaci nel migliorare la compliance dei pazienti.Il video modeling, come documentato dalla revisione pubblicata sul Journal of International Oral Health (2026), si conferma tra gli strumenti più efficaci per migliorare le abilità di spazzolamento e la cooperazione.

Lo studio italiano supera molti di questi approcci, portando un modello strutturato basato su educazione sensoriale, routine progressive e monitoraggio continuo del comportamento. I risultati mostrano che fino all’80% dei bambini inizialmente non collaboranti passa a un comportamento cooperativo dopo le tre fasi del protocollo, secondo il modello statistico a logit cumulativi validato dagli autori. Si tratta, viene indicato, di una delle prime evidenze italiane che dimostrano, con dati longitudinali su 85 bambini, come un percorso ritmato di più visite, supervisionato da terapisti specializzati in autismo, possa modificare significativamente la risposta emotiva e comportamentale del paziente durante le cure. 

Le tecnologie digitali

Una ricerca brasiliana evidenza come le tecnologie educative svolgono un ruolo crescente. PlayTeeth, app basata su TEACCH e ABA, favorisce la comprensione dei passaggi della visita attraverso ambienti simulati. La app gamification MarzhanTs ha mostrato miglioramenti significativi degli indici di placca e della motivazione nei bambini autistici. 

Indicazioni operative per dentisti e igienisti dentali

Dalla letteratura emerge la necessità di un approccio strutturato e multidisciplinare. Viene sottolineata l’importanza della formazione specifica e della consapevolezza delle esigenze sensoriali e comunicative dei pazienti con TEA, mentre altri autori ribadiscono l’urgenza di protocolli condivisi e percorsi formativi dedicati. Le indicazioni comuni comprendono l’uso di un ambiente prevedibile, riduzione degli stimoli sensoriali, presenza del caregiver durante la visita, comunicazione aumentativa iconica, spiegazioni segmentate, anticipazione visiva della procedura e rinforzi positivi.

La ricerca italiana conferma questa necessità: i professionisti coinvolti hanno seguito un anno di formazione obbligatoria con terapisti specializzati in autismo, con sessioni osservate e valutazioni di competenza. Lo studio evidenzia che questa preparazione è determinante per ridurre regressioni comportamentali e migliorare le interazioni cliniche. 

Igiene orale domiciliare: una sfida quotidiana

Le difficoltà motorie, la selettività sensoriale e la resistenza alle routine rendono complessa l’igiene domiciliare. Ricerche scientifiche raccomandano visite precoci, instaurazione di routine fisse, controllo dietetico e monitoraggio degli effetti collaterali dei farmaci. Altre sottolineano l’importanza dell’allenamento graduale e della partecipazione attiva dei caregiver. Le evidenze sul video modeling e sulle app stile gaming dimostrano come strumenti visivi e ripetuti possano migliorare significativamente autonomia e qualità della pulizia quotidiana. 

La ricerca italiana aggiunge un elemento: la stabilizzazione del comportamento in poltrona facilita non solo le cure ma anche l’aderenza alle indicazioni domiciliari, con un netto aumento delle procedure preventive completate man mano che i bambini avanzano nelle fasi del programma.  


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