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08 Settembre 2026

Alitosi, un problema che pesa sulle relazioni sociali

Un adolescente su due con alitosi riferisce difficoltà nelle relazioni sociali. Il professor Levrini dal sito ANSA invita odontoiatri ed igienisti dentali a inserire sistematicamente il tema dell'alito tra gli aspetti oggetto di valutazione durante le visite


Levrini 03

Non è soltanto una questione di salute orale, l'alitosi può trasformarsi in un ostacolo concreto nelle relazioni sociali, influenzando amicizie, appuntamenti, autostima e capacità di rapportarsi agli altri. A richiamare l'attenzione su un fenomeno spesso sottovalutato è il professor Luca Levrini, direttore della Scuola di specializzazione in Ortodonzia dell'Università degli Studi dell'Insubria, in un approfondimento pubblicato nella sezione “Salute denti e gengive” del sito ANSA.

Secondo quanto evidenziato dal prof. Levrini, l'alitosi rappresenta uno dei disturbi del cavo orale più diffusi a livello mondiale, con una prevalenza stimata tra il 22% e il 50% della popolazione. Un problema che, oltre alle implicazioni cliniche, può avere conseguenze significative sul piano psicologico e sociale, soprattutto tra i più giovani.

"L'alitosi è un argomento di cui si parla spesso, sia perché è uno dei disturbi del cavo orale più diffusi al mondo, sia per le modalità con cui può essere prevenuto e trattato", spiega Levrini sottolineando, però, che le persone dispongono ancora di informazioni insufficienti per affrontare correttamente il problema e raramente si discute delle sue ripercussioni sul benessere relazionale.

Gli adolescenti tra imbarazzo e timore del giudizio

Particolarmente delicata è la situazione degli adolescenti. Il prof. Levrini cita studi recenti dai quali emerge che quasi la metà dei ragazzi affetti da alitosi riferisce difficoltà nelle relazioni scolastiche e sociali. Alcuni dichiarano addirittura di aver perso amicizie o di evitare incontri per il timore del giudizio degli altri."In un nostro studio su 150 adolescenti, il 60 per cento dei partecipanti ha dichiarato di utilizzare una gomma da masticare prima di un appuntamento", sottolinea Levrini. "L'alitosi non è solo una questione medica, ma anche un fenomeno con rilevanti implicazioni psicologiche e sociali".

Secondo il prof. Levrini, la paura di essere giudicati può arrivare a condizionare il modo di parlare, sorridere e avvicinarsi alle altre persone, influendo sulla costruzione di nuove relazioni. Un aspetto che rende il fenomeno ancora più rilevante è che, nella maggior parte dei casi, il problema è identificabile e trattabile.

Per questo l'invito ad odontoiatri e igienisti dentali a inserire sistematicamente il tema dell'alito tra gli aspetti oggetto di valutazione durante le visite.

Nel 90% dei casi l'origine è nella bocca

Tra le convinzioni errate più diffuse vi è quella che attribuisce allo stomaco la principale responsabilità dell'alitosi. In realtà, spiega Levrini, "circa il 90% dei casi ha origine nel cavo orale". I principali responsabili sono i batteri presenti sulla lingua e nelle tasche parodontali, mentre un ruolo importante è svolto anche dalla riduzione della salivazione, che favorisce la proliferazione dei microrganismi produttori di composti maleodoranti.

Anche il fumo rappresenta un fattore aggravante. "Numerosi studi hanno dimostrato un'associazione tra il fumo e l'aumento del rischio di alitosi", ricorda Levrini, evidenziando come anche l'uso delle sigarette elettroniche possa contribuire al problema attraverso la diminuzione della saliva e l'alterazione della flora batterica orale.

Solo una minoranza dei casi è legata a cause extra-orali, come sinusiti croniche, tonsilliti o alcune patologie sistemiche. L'esperto richiama inoltre l'attenzione sull'alimentazione: diete chetogeniche, digiuno prolungato e regimi particolarmente ricchi di proteine possono favorire la comparsa dell'alito cattivo attraverso diversi meccanismi metabolici.

Non meno importante è il fenomeno dell'alitofobia, la convinzione di soffrire di alitosi pur in assenza di un problema reale. "La valutazione dovrebbe sempre coinvolgere un'altra persona, poiché il sistema olfattivo tende ad adattarsi agli odori persistenti", osserva Levrini.

Prevenzione e cure

Il messaggio che il prof. Levrini lancia dal sito dell’ANSA è che nella maggioranza dei casi il problema può essere risolto. Il trattamento passa innanzitutto da una corretta igiene orale, con particolare attenzione alla pulizia degli spazi interdentali e al controllo professionale periodico. Possono inoltre essere utili specifici collutori prescritti o consigliati dall'odontoiatra.

Ai giovani che temono conseguenze sociali legate all'alitosi, Levrini rivolge infine un messaggio semplice e concreto: "Di fare un test sull'alitosi con un proprio amico, di non fumare, di seguire una dieta mediterranea e bere molta acqua. E, naturalmente, di andare regolarmente dall'odontoiatra, anche per parlare di alitosi".

A questo link l’articolo integrale.  


 
 

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