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04 Giugno 2014

I redditi dichiarati dai dentisti non certificano la crisi ma il rapporto fatturato reddito è quello di una impresa e non di uno studio professionale


La crisi sembra toccare gli studi odontoiatrici solo sul percepito ma non nel concreto, almeno a guardare i dati del Ministero dell'Economia e Finanza riferiti agli Studi di settore 2012.
Se da una parte i redditi dei professionisti calano (-15% gli avvocati, -13% i farmacisti, -25% i notai, -10% gli altri sanitari) quelli dei dentisti rimangono stabili: 51.600 euro il reddito medio dichiarato.
Un incremento di 200 euro rispetto al reddito medio dichiarato nel 2011 che era di 51.400 euro.
Nel 2012 gli studi dentistici italiani hanno fatturato in media 155.200 euro, nel 2011 il fatturato medio era di 153.900 euro.

Rispetto allo scorso anno aumentano, di 730 unità gli studi dentistici che dichiarano meno di 30 mila euro, nel 2011 erano 3.831 e l'incremento rispetto all'anno prima era stato di 30 unità.

Ma è la differenza tra fatturato e reddito dichiarato a fare la differenza rispetto agli altri studi professionali.
Se per i dentisti mediamente il reddito rappresenta il 33,3% del fatturato, per un medico rappresenta il 77,8%, per un architetto il 62%, per un avvocato il 64,6%.
Uno studio odontoiatrico, quindi, molto più vicino come gestione a quella di una impresa piuttosto che gli altri liberi professionisti.

Scorrendo gli altri dati rilevati aumenta il numero degli esercenti che passano dai 41.939 del 2011 ai 43.439 del 2012.
Ad aprire una nuova partita iva sono stati prevalentemente i liberi professionisti con un incremento di 1.302 (saldo attivo tra nuove aperture e chiusure), lo scorso anno l'incremento del numero di partite iva era stato di 442 unità. Nel 2012 i dentisti liberi professionisti con partita iva sono 36.641 confermando come sia ancora questa la forma di esercizio più utilizzata.

Dal 2005 le partite iva degli odontoiatri sono aumentate di 5.540 unità mentre negli stessi anni l'aumento di iscritti all'Albo degli odontoiatri è stato di 7.936 unità.

Più contenuto l'incremento degli studi professionali (+ 79) che toccano quota 5.141 e delle società di capitale (1.657) che registrano un incremento di 119 unità rispetto allo scorso anno.
Società che registrano il maggior incremento del fatturato dichiarato (399.690 euro il fatturato medio) registrando un +5,2% di incremento contro il + 1,7% degli studi associati (238.880 euro) ed il -007% dei liberi professionisti (132.390 euro il fatturato medio).

Considerando il reddito medio sono i titolari di studio associato a primeggiare con 71.570 euro di reddito medio: 50.160 euro il reddito medio dei liberi professionisti mentre di soli 20.350 euro quello delle società di capitale.

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